DEHONIANI IN ESSERE

Il tempo dirà se sono state solo parole teologicamente poco rilevanti o se invece, quanto ci siamo detti, alla luce del Cuore del vangelo, sono le premesse di gesti costruttivi che ci toccano e coinvolgono in una storia che ormai, e sempre, è solo di Dio.
Anche quest’anno in agosto, fine agosto 2018, le menti migliori della dehonianità hanno sollecitato i partecipanti alla formazione “permanente” a guardarsi attorno, a guardarsi dentro. Questioni di “chiesa”, perché sia sana,santa e feconda. Questione di servizio per il “regno” di Dio che che è partecipazione alla creatività di Vita che dal Cuore di Gesù scaturisce. Questione più minimale, ultima: dehoniani che ci possono essere (e come oggi?) e poi non essere.
Dalla “quisquilia”, questa ultima preoccupazione di noi sterili “religiosi”, si può partire … E dice, a riguardo, il nostro ex (ora lo sostituisce, da pochi giorni eletto, Brena Enzo scj) superiore provinciale Cattani Olivero scj: “se desideriamo e vogliamo il rinnovamento della nostra vita religiosa … siamo chiamati a ritornare all’essenza del vangelo, a far diventare evangelica la nostra vita (n.d.r.: morire e risorgere come il Maestro?) … Il centro di gravità della nostra vita non può essere una funzione, un compito, un posto, un’opera, ma la visione evangelica della vita”.
Da qualche anno profeta della bellezza del vangelo è Papa Francesco e a lui è stato dedicato questo convenire (giorni intensi che hanno visto la presenza di Prezzi, Sequeri, Menozzi, Morra, Benanti, Gianola, Appel, …), per accompagnare processi di comunione fra noi, nella chiesa, nel mondo.
Nella fraternità “è il momento per noi dehoniani – sono sempre parole di Oliviero scj – di ripensarci lì dove siamo” e questo per dare sviluppo ad una nuova stagione (che non è più brutta o bella della altre, è semplicemente “un cambio di stagione”).

Il dettaglio, lo studio del particolare, deve focalizzarsi anche su ciò che siamo qui, ad Albino, presenza antica, storica, della nostra dehonianità. La Scuola Apostolica è in ricerca, e lo è stata a volte più pigramente, a volte con il cuore di pochi, a volte con gesti non condivisi, comunque grazie esclusivamente al buon Cuore di Dio, in cerca … di un suo modo di esserci. Ora, in questo prossimo periodo vuole, per decisione “capitolare”, con la devozione dei pur pochi disponibili, permettere a se stessa di rimettersi in gioco seriamente: non può essere solo una “funzione”, un “posto”, un “servizio”, … ma una “visione evangelica della vita”.
Abbiamo da lavorarci, su di noi innanzitutto, sulle persone coinvolte e appassionate che condividono questo “carisma”. Il cuore batte ancora. Partiamo da lì per essere dono. E chiediamo anche a te che leggi di aiutarci (trova il modo) a rimanere nel Cuore del Padre.

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