La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

21 agosto 2018 Matteo 19, 23-30

È questione di essere poveri nel cuore, più che nelle mani. Un cuore povero ci rende capaci di liberarci le mani che divengono in tal modo capaci di accogliere ciò che viene da Dio.

20 agosto 2018 Matteo 19, 16-22

“Che altro mi manca?”. Domanda fondamentale per ogni vita. Cercare l’assente che ci può fare vivere. Cercare l’assente per ricevere vita. Cercare l’Assente non tanto per possederlo quando invece per poterlo accogliere e vivere.

18 agosto 2018 Matteo 19, 13-15

La sapienza dei bimbi diventa centrale per il Regno perché immediata e accogliente della vita che ci viene donata. È relazione di accoglienza, è relazione di dono. Cosa c’è di più bello per un figlio della vita che un sorriso di un bimbo che manifesta la sua gioia nello stare in braccio a te?

17 agosto 2018 Matteo 19, 3-12

È Dio che salva e risana il nostro male. Fintantoché vogliamo oggetti, fintantoché ci perdiamo a inseguire le cose, fintantoché le carriere, il lavoro, i titoli, il potere saranno i bisogni che muovono la nostra esistenza, noi non avremo mai vita, figuriamoci poi se avremo la pretesa, magari attraverso il potere di donarla agli altri: non avverrà mai.

16 agosto 2018 Matteo 18, 21-19, 1

Vivere da nomade, vivere in una tenda, vivere la precarietà come la vulnerabilità e la fragilità, è luogo ideale per vivere la grazia del per-dono, dato e dimenticato, ricordato e ridonato.

15 agosto 2018 Luca 1, 39-56

Donaci, o Maria, un cuore aperto alle sofferenze dei nostri fratelli. Donaci occhi gonfi di tenerezza e di speranza, per potere essere pronti ad intuire le necessità del prossimo. Occhi come quelli che avesti a Cana di Galilea. Occhi di cuore che tu avesti nel tuo metterti in viaggio verso la regione montuosa dove Elisabetta era in attesa.

14 agosto 2018 Matteo 18, 1-5.10.12-14

È dunque chiaro che accogliendo i più piccoli noi veniamo salvati da quel Figlio che senza saperlo abbiamo accolto dandogli acqua per la sua sete e pane per la sua fame. Da lì e solo da lì può nascere quella fraternità che senza di Lui risuona solo come vuota ideologia.