La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

16 gennaio 2019 Marco 1, 29-39

L’incontro tra la mia malattia, il mio limite, il mio peccato e quelli dei miei fratelli è in un solo luogo dove si celebra la grandezza della croce e la bellezza della risurrezione, dove si esprime che non c’è amore più grande di questo dare la vita per i propri amici. Il luogo altro non è che l’utero Materno di Dio dove si gioca la bellezza della sua misericordia. È l’utero materno di Dio che sorride perché noi possiamo ritornare alla vita, perché noi possiamo essere liberati, perché noi possiamo essere guariti.

15 gennaio 2019 Marco 1, 21b-28

Mi sovviene la bellezza delle liturgie in Mozambico dove durante l’eucaristia o la liturgia domenicale si riportano le notizie di tutti e di tutto, le si condivide. Mi sovviene la bellezza di dove sono stato in parrocchia del suono della campana non solo quando vi è un morto, ma anche e soprattutto quando vi è una nascita, cristiana o musulmana che fosse.

lunedì 14 gennaio Marco 1, 14-20

È giunto a noi il tempo del fidarsi e dell’affidarsi. Schiavi come siamo dei risultati per ogni cosa che facciamo, non riusciamo a cogliere una presenza: quella del Regno in mezzo a noi. Non è più il tempo dell’attesa, è il tempo dell’interesse al bene della vita.

domenica 13 gennaio Luca 3, 15-16. 21-22

I cieli si aprono, le porte del cielo si spalancano: Dio non abita più in alto, non abita più i cieli. Le porte si aprono perché non vi è più chiusura fra Dio e gli uomini. Le porte spalancate del cielo diventano un invito all’uomo ad entrare per abitare la casa del Padre, che ora è la terra. La divisione fra cielo e terra non esiste più.

12 gennaio 2019 Giovani 3, 22-30

È sconvolgente la figura del Battista così come ce la presenta Giovanni nl suo vangelo. Umanamente, per noi, è cosa incomprensibile. Sfugge ad ogni disumanizzazione di concorrenzialità. È per noi insipiente la posizione di Giovanni Battista. Forse la comprendiamo ma certamente non riusciamo a sposarla.

11 gennaio 2019 Luca 5, 12-16

Gesù con il suo tocco si carica della lebbra identificandosi con noi: non ci fa la carità, vive la nostra stessa realtà di vita. Oramai è chiaro: noi non possiamo toccare Dio dall’alto della nostra giustizia più o meno vera. Ma è altrettanto chiaro che noi veniamo toccati dal Padre nell’abisso del nostro male, quell’abisso dove Lui è sceso nel Figlio Gesù.

10 gennaio 2019 Luca 4, 14-22

Lo Spirito, questa bella donna danzante, realizza l’anno sabbatico definitivo oggi. È il compimento di tutta la creazione a cui siamo chiamati a partecipare danzando anche noi. Non più la distruzione della creazione ma il compimento.

9 gennaio 2019 Marco 6, 45-52

È tempo di ritornare alla gratuità del bene comune. Lasciamo dormire le nostre pance, lasciamo che il nostro dio muoia, ritorniamo a fare funzionare il nostro cuore per riscoprire di nuovo il bello della sapienza del Padre. Che il nostro cuore indurito, come quello dei discepoli, si possa sciogliere per ritornare a comprendere il fatto dei pani con la sapienza che viene dal Padre.