La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

11 ottobre 2018 Luca 11, 5-13

Le richieste, come i doni, sono chiari: il Pane e lo Spirito Santo. Le due cose più preziose che abbiamo perché di questo noi siamo fatti. Noi siamo Pane perché cibo e corpo che dal cibo deve essere sostentato. Noi siamo spirito per questo il dono dello Spirito Santo è la cosa più bella e preziosa che il Padre Buono può dare noi.

10 ottobre 2018 Luca 11, 1-4

Il volto del Padre contemplato nei fratelli è preghiera che è dialogo diretto tra il tu del Padre e il noi dei fratelli: questo è il vero io. L’io vero del noi è comunione col Figlio e coi fratelli. Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.

9 ottobre 2018 Luca 10, 38-42

Non voglio più distogliermi nei molti servizi, voglio accogliere la tua vicinanza che nessuno mi potrà togliere. Mi sento accolto per questo ascolto. Mi sento amato da Dio per questo non mi preoccupo né della Legge né dei precetti né dei molti servizi: semplicemente mi lascio amare certo che nessuno mi potrà togliere questo dono. Un dono che solo io posso perdere distogliendomi da lui tramite i molti servizi.

8 ottobre 2018 Luca 10, 25-37

Io scendo da Gerusalemme verso Gerico, cammino sulle strade della vita e sono assalito dai briganti della vita. Il Padre mi vede da lontano, mi vede anche se fossi lontano da Lui fino alle estremità della terra. Mi viene incontro anche se io fuggo da Lui, fuggo dall’Amore.

7 ottobre 2018 Marco 10, 2-16

Insomma da quanto lo mettiamo in campo il ripudio sembra essere al centro delle nostre attenzioni. Il Signore ci invita non al ri-pudio ma alla ri-nascita, al ri-trovo, alla ri-surrezione, al ri-dare il nome. Ri-tornare significa ri-nunciare a ri-pudiare. Significa ri-nascere ri-scegliendo l’amore. Ri-torniamo a dare il nome alle cose e alle persone.

6 ottobre 2018 Luca 10, 17-24

Guardando il tronco di un albero tagliato possiamo vedere di tutto. Io mi metto a contare gli anelli per capire quanti anni, quanta storia è passata sotto quell’albero. Tenendo le mani di una anziana in un letto dell’ospedale, cosa puoi vedere? Guardi le sue rughe e ti sembra di scorgere i tanti anni di anelli di vita passati. Vedi avvenimenti e storie, vedi luci e ombre, vedi un mondo che rischia di sfuggirti di mano.

5 ottobre 2018 Luca 10, 13-16

La lampada accesa della sua Parola illumina quello stare con Lui che si fa trasparenza davanti ai e per i fratelli. È stare con Lui associati a quella croce che salva il mondo. Non più il bisogno di salvare noi stessi, quanto invece il bisogno di salvare il prossimo, di essere salvezza per lui, di essere amore che dona respiro e spirito al mondo.

4 ottobre 2018 Matteo 11, 25-30

È la sapienza silenziosa del povero che viene a noi donata, non viene conquistata. È la sapienza del povero che non si oppone a Dio mettendo sotto il suo naso le sue doti, ricchezze, capacità, conquiste. Il regno del Padre è roba da eredità, non conquista nostra. Proprio perché ereditato per amore, noi viviamo secondo il Regno.

3 ottobre 2018 Luca 9, 57-62

Il Signore a noi che crediamo di essere gli attori principali della sequela, come se fossimo noi a dettarne i ritmi, i tempi e le finalità, ci ricorda che il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. La sequela è fatta di rinuncia ad ogni sicurezza perché l’unica vera sicurezza è Lui il debole e l’insicuro, Colui che non ha dove posare il capo. Neanche le volpi e gli uccelli del cielo come Lui. Forse il passo della sequela, ad un certo punto, diventa quello di fare spazio, di fare pulizia.