Oggi nella Chiesa

La Chiesa è viva grazie allo Spirito di Gesù. È strumento di annuncio del Vangelo. Come lo stiamo facendo oggi?

Risurrezione: vigilanza dei nostri giorni!

Essere missionari in attesa vigilante significa essere persone che giorno dopo giorno risorgono alla libertà dai risultati, coscienti che non chi semina o chi irriga fa crescere, ma il Signore Gesù.

Quale Chiesa?

Relazione di mons. Sergio Colombo a partire dal Concilio Vaticano II per continuare la ricerca di soluzioni pastorali sul modo di essere Chiesa a servizio dell’uomo oggi

cercare e trovare Dio in ogni cosa

Condividiamo un articolo di Angela Tagliafico sull’esperienza mistica “che si compone dell’intreccio di due mondi: quello dell’uomo e quello di Dio, mossi dalla dialettica tra misura e dismisura, nel senso che le misure finite del dire umano necessitano di essere raccolte nella dismisura dell’Infinito e nel contempo, che la dismisura di Dio ha bisogno delle misure umane, dal momento che Lui entra nel mondo dell’uomo, così come quest’ultimo aderisce all’invasione della Sua luce.”

Il patrimonio spirituale dehoniano

Padre Enzo Brena (superiore provinciale sci) ci presenta la meraviglia del patrimonio dehoniano. A partire dal cuore di Gesù, dal suo “Eccomi!” … vivere perché Dio regni in ogni persona con la sua vita e con il suo amore … questo quanto affidato a noi dal nostro fondatore.

il CUORE sacro

Il Cuore sacro di Dio è il battito del nostro esistere. Lui è ciò che da Vita, Vita eterna! Nella Chiesa un carisma importante: essere profeti di questo Cuore. Grazia e compito che è anche dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, nati dal cuore di padre Dehon.

Giovani PRO VOCAZIONE

Grazie davvero ai giovani per permetterci (anche questo è certo segno di Dio) di staccarci da una religione che è apparenza, esterna alle domande dell’esistere, e di rifiorire (se ci spogliamo di riti esteriori e riscopriamo che siamo abitati da Lui, che è sacro in noi) in una fede che è vita, è gioia, è coraggio, è dono, è amore.

dehoniani IN essere

Nella fraternità “è il momento per noi dehoniani – sono parole di Oliviero scj – di ripensarci lì dove siamo” e questo per dare sviluppo ad una nuova stagione (che non è più brutta o bella della altre, è semplicemente “un cambio di stagione”).