La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

12 Luglio 2024 Matteo 10, 16-23

“L’agnello ha quindi la prudenza di non esporsi al male e la fiducia di vincerlo, quando è esposto. La prima fa evitare il pericolo quando è possibile, la seconda lo fa affrontare quando è inevitabile.”

Silvano Fausti

11 Luglio 2024 Matteo 19, 27-29

L’essenziale è seguire. Il lasciare, pur sembrando una premessa, è una conseguenza. O meglio: per potere seguire bisogna lasciare, bisogna essere disposti a perdere qualcosa, bisogna scegliere di aprire una porta e chiuderne altre, ma il vero lasciare avviene solo quando scegliamo di seguire. Solo il seguire può motivare il lasciare.

PG

L’essere umano ricalcola il percorso in base a ciò che sceglie di seguire: se si fa guidare dalle proprie voglie vivrà come un vagabondo, se segue l’amore della sua vita sarà un pellegrino che intraprende il santo viaggio.

P. Lanza

10 Luglio 2024 Matteo 10, 1-7

La fede, e la chiamata alla fede è un dono. Ma è un dono che porta con sé un effetto, una conseguenza. È il potere di mettersi contro il male e di portare guarigione nella vita delle persone. Perché nessuno può viversi la fede solo come un fatto personale individualistico. La fede paradossalmente porta beneficio soprattutto a chi ci sta intorno più ancora che a noi. È un dettaglio che non dovremmo mai dimenticare.

L.M. Epicoco

9 Luglio 2024 Matteo 9, 32-38

Ognuno, come Cristo, è crocevia di finito e d’infinito, di piedi impolverati e di ali d’aquila. La duplice missione del discepolo è: esistere per Dio, per guarire la vita. O almeno per prenderci cura, se di guarire non siamo capaci, di greggi e di messi, di dolori e di ali, di un mondo barbaro e magnifico.

E. Ronchi

8 Luglio 2024 Matteo 9, 18-26

Il lembo del mantello di Gesù è la sua umanità in cui si cela e d’altra parte anche si racchiude, si manifesta il suo essere Dio. Allora, è attraverso di essa che noi lo tocchiamo, che noi tocchiamo Dio attraverso l’umanità di Gesù. E se l’orlo, il lembo del mantello, della veste è la sua Parola, allora, è attraverso la sua Parola che noi afferriamo la sua umanità, che noi aderiamo alla sua persona.

S. Fausti

7 Luglio 2024 Marco 6, 1-6

L’abitudine è quella che ci porta a dare l’altro per scontato (so già come sei, ti conosco da tempo) o il pregiudizio che è la barriera mentale che ci impedisce di avvicinarci veramente a qualcuno, per cui ci limitiamo ad averne un’immagine soggettiva e finiamo con il credere che quell’immagine personale che ci siamo costruiti sia veramente la realtà.

G. Piccolo

La conoscenza del Mistero impedisce di fatto al Mistero di manifestarsi.

Com’è vero che solo quando questo ‘io’ morirà saprò chi sono, allo stesso modo quando morirà la mia conoscenza di Dio, egli si farà conoscere, operando prodigi.

Paolo Scquizzato

6 Luglio 2024 Matteo 9, 14-17

L’unico digiuno ammesso dal vangelo diventa quello che si può – anzi, si deve – mettere in atto a partire dal desiderio di attendere con profondità e sincerità la gioia dell’incontro con colui che verrà di nuovo allo stesso modo con cui è già venuto.

R. Pasolini

5 Luglio 2024 Matteo 9, 9-13

Alla scuola della misericordia apprendiamo che viene spezzata quella logica secondo la quale avere a che fare con un peccatore significa contrarre impurità. E invece, a questa scuola, accade l’inverso: cioè si diventa puri non attraverso chissà quali pratiche ma stando a contatto con il puro per eccellenza che è Gesù.

A. Savone

Gesù cerca il peccatore che è in me. Non per assolvere un lungo elenco di peccati, è poca cosa, ma per impadronirsi della mia debolezza profonda. E lì incarnarsi. Beata debolezza!

E. Ronchi

4 Luglio 2024 Matteo 9, 1-8

Il perdono ci toglie dalla paralisi e dalla paura e ci permette di tornare a camminare e sperare, a correre e a saltare! Non c’è alcun peccato che ci possa allontanare definitivamente da Dio. Non c’è nessuna ombra che ci possa paralizzare al punto da non essere sanati!

P. Curtaz