11 luglio 2021 Marco 6, 7-13

Giovanni Nicoli | 11 Luglio 2021

Marco 6, 7-13

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».

Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Oggi il tema è la missione. Ma cosa significa? Perché Dio non può fare le cose da solo? Perché deve coinvolgere le persone per trasmettere vita?

La nostra funzione nel mondo è legata alla comunicazione di vita: anche questo è parte importate della missione.

Una parte importante del movimento di questo vangelo sono “gli spiriti impuri”. Chi e cosa sono questi spiriti immondi?

Sono una forza esterna alla persona, una forza che agisce sulla nostra interiorità. È impura, dunque non proveniente da Dio.

Se lo Spirito santo ci trasporta nel cuore del Padre, lo spirito impuro ci rende incapaci di entrare nella sfera di Dio. Noi sappiamo che il Padre si prende cura di noi.

Ma ciò che emerge è il fatto che Satana, nei vangeli, non è impegnato a farci cadere nel peccato, nello sbaglio, ci pensiamo da soli a peccare e sbagliare. Ciò che emerge, per lo Spirito impuro, è il fatto che ci impedisce l’accoglienza del messaggio di Gesù.

Chi è dunque Satana se non la figura di coloro che tenteranno Gesù per distoglierlo dalla fedeltà al progetto di Dio.

Ciò che a Dio interessa è potere manifestare il suo amore.

È importante cogliere come Satana non vuole la sconfitta e la morte di Gesù: Lui vuole il successo di Gesù. Se Gesù avesse trionfato assumendo il potere, Satana avrebbe trionfato con Lui. Cosa non avvenuta con Gesù, cosa continuamente avvenente nella nostra realtà di vita sociale e personale.

Mentre, grazie alla vita di Gesù, nella sua morte trionfa l’amore venendo sconfitto il potere, quindi anche Satana.

Gesù è “l’uomo che cammina” dice Bobin, un uomo che si muove senza sosta, spinto dal desiderio dell’annuncio del regno. Cammina ricevendo in faccia “la morte, il vento, l’ingiuria”, cammina contro ogni ostacolo di male che contrasta il bene che vuole distribuire. Vuole imprimere ai suoi discepoli e alle persone che incontra, il suo movimento perché tutti siano uomini e donne che camminano.

Chiama a sé e poi manda lontano da sé, manda fuori, in mezzo al mondo. Non chiama per sé, per aver amici intorno, ma chiama per altri perché possano anche loro, conoscere l’amore del Padre, E affida loro una specie di “libretto di istruzioni” scritto, come sempre, dalla sua voce: Partire senza portare nulla con sé, perché le nostre sicurezze sono spiriti impuri che indicano una mancanza di libertà da parte nostra. Non serve avere scorta di ogni, non serve dipendere dall’accoglienza che ci viene offerta.

La povertà radicale a cui siamo chiamati è invito ad essere umani. La ricchezza non permette alla fragilità di mostrarsi, come non permette al bisogno di guarigione di emergere.

Gesù mette al centro dell’annuncio delle relazioni fondate sulla dolcezza, sull’umiltà che rispetta l’altro e gli ridà fiducia.

Noi, persone ferite, spiriti immondi, abbiamo bisogno di incontrare sguardi comprensivi. Sguardi che non siano di disprezzo o di rimprovero. Sguardi che ci portino a guardare in verità e senza vergogna il nostro volto.

Non siamo chiamati a nascondere il nostro male, ma a prendere contatto con esso senza temere il giudizio che può partire dall’altro.

Così può nascere la fiducia in una salvezza donata e possibile.

In fondo possiamo dirci che ciò che caccia il male è la verità dell’essere.

In fondo siamo chiamati a mostrarci come siamo: persone. Il potere, la ricchezza, nascondono i limiti umani.

Gli spiriti dell’apparenza e della menzogna sono chiamati, grazie al dono di verità a sottomettersi all’uomo.

È bello scoprire la bellezza dell’andare verso l’altro senza maschere, con la compassione legata alla propria debolezza. Diveniamo così, nella piccolezza e povertà, capaci di donare dignità e fiducia, non dipendendo più dagli spiriti impuri.

Gesù vuole solo che noi siamo portatori della sua buona notizia. Nell’essere veri con noi stessi e con gli altri, senza cedere al bisogno di nasconderci dietro al potere o alla ricchezza, essendo semplicemente umili e dolci con gli altri.

Chiamati a scorgere la povertà e la fraternità come via di missione che ci porta ad incontrare i poveri con mezzi poveri. Il mezzo è già messaggio. Per questo il vangelo, dono per i poveri, non può essere usato da mezzi potenti con messaggeri ricchi. Questo sarebbe solo ipocrisia del missionario, dell’annunciatore della buona notizia.

Per servire all’annuncio basta un bastone per il viaggio: non serve né pane, né sacca, né denaro. Solo un paio di sandali per camminare.

Infatti non siamo chiamati a conquistare l’altro, se vogliamo annunciare il vangelo. Siamo chiamati semplicemente ad essere segni di Dio che viene grazie al Risorto.

Questo ci dice che l’annuncio secondo la vita di Gesù, non è cosa da efficacia operativa.

La parola annunciata può ottenere un’alzata di spalle e non essere ascoltata e accolta. Ma ciò che rimane essenziale è che la vulnerabilità dell’annuncio e degli annunciatori, è vita di libera povertà.

Credo che, in conclusione, una domanda sia buona: quanti sono i luoghi in cui permettiamo che la Parola di Dio tocchi per davvero la nostra vita e realtà in tutta la sua povertà?

Se vuoi ricevere quotidianamente la meditazione del Vangelo del giorno
ISCRIVITI QUI

Guarda le meditazioni degli ultimi giorni

 

2 Marzo 2024 Luca 15, 1-3.11-32

«Accettare il perdono di Dio è una delle più grandi sfide della vita spirituale. C’è qualcosa in noi che si ag­grappa ai nostri peccati e non lascia che Dio cancelli il nostro passato e ci offra un inizio completamente nuovo».

H. Nouwen

“Dio non guarda a cio’ che siamo stati, guarda a cio’ che siamo”.

Jean-Joseph Lataste

1 Marzo 2024 Matteo 21, 33-46

Siate custodi dei doni di Dio. Quando non ci prendiamo cura del creato e dei nostri fratelli, allora, trova spazio la distruzione, e il cuore inaridisce.

Papa Francesco

Il vero potere è quello del Dio crocifisso:

un potere che vuole l’alterità dell’altro fino a lasciarsi uccidere per offrirgli la risurrezione.

Perciò il potere assoluto s’identifica con l’assoluto del dono di sé, con il sacrificio che comunica la vita agli uomini e fonda la loro libertà.

Olivier Clément

29 Febbraio 2024 Luca 16, 19-31

Finché una civiltà è costruita in modo tale che ogni cinque secondi un essere umano muore di fame, quella civiltà ha un cuore sbagliato, ha politiche sbagliate, scuole sbagliate, religioni sbagliate, culture sbagliate perché sono in modo evidente e indiscutibile contro l’uomo stesso. La nostra non è una civiltà ma un inferno, un massacro alla luce del sole e tutti, tutti noi, dovremo renderne conto amaramente.
P. Spoladore

Share This