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Bilancio 2019 … utile del carisma dehoniano

da | 27 Febbraio 2020 | Oggi nella Chiesa

Nei bilanci economici più diffusi la perdita è sempre da evitare o, se presente, viene letta come “non abbiamo guadagnato …”, “non si è lavorato abbastanza …”, “occorre aumentare i prezzi …”, …
Noi qui offriamo un servizio cercando di stare dentro la proposta di “economia” del vangelo e non vogliamo avere questi criteri di valutazione matematici, non possiamo fermarci ai crudi numeri.
E per citare Christine Lagarde, attuale Presidente BCE, possiamo dire che “la politica monetaria non basta per la crescita”. Occorre proporsi invece per la decrescita (o diminuzione) personale o collettiva che sia … perché qualcun Altro, come già ebbe a dire Giovanni il Battista, possa davvero crescere.
Per queste motivazioni, che vorremmo si purificassero sempre più, non possiamo accontentarci di presentare dei dati economici ma voglio, come bilancio 2019, raccontarvi dell’investimento operato dallo Spirito sulle persone che di qui sono passate.
Non è nostro interesse “guadagnare il mondo intero” (cosa da cui Gesù ci mette in guardia) ma privilegiamo perderci consapevoli che trasmettere (formare, educare, …) è accettare il rischio del passare, il rischio dell’oblio, … perché rifiorisca una nuova umanità. Chiarisco che perdersi è un atto, attività, scelta, di fede, non è sfinimento e rassegnazione.

Dicevo che non contano solo i numeri, conta la persona, la sua presenza, il suo esserci, la sua fatica, la sua ricerca, la sua felicità, la sua spiritualità, …
Qui si è data ospitalità ad ogni persona coinvolta in questo fermento continuo di storia personale e comunitaria. Abbiamo accolto persone che si fermavano per cogliere meglio questo cambiamento già in atto in loro. Arricchite dalla consapevolezza di tale grazia (lo cogli, lo senti che è lì, dentro di te) sono potute ripartire cariche di fiducia nella Vita.
Cosa hanno fatto qui: pregato, ascoltato, condiviso, meditato, …, cogliendo così fragilità e amore, misura ed eternità, inutilità e trasformazione. Hanno anche richiesto di essere nutrire e di poter dormire. Siamo riusciti ad ospitare circa 10.100 presenze, dando da mangiare, nel migliore dei modi che possiamo (e le valutazioni degli ospiti lo confermano) per un costo complessivo di cibo attorno ai 75.000 euro.
I costi maggiori sono dati dalla struttura che ha i suoi anni e va tenuta in buono stato per permetterle di offrire ancora la bellezza che viene colta e custodita. Tenere la casa “calda” e “luminosa” ci è costato nel 2019 circa 64.400 mc di metano, e circa 44.900 kwh di energia elettrica.

Avvertiti, come ripete spesso, da Yuval Noah Harari crediamo, nella maggioranza, di più al valore del denaro, in una storia che abbiamo contabilizzato (dopo averla mercificata), che alla preziosità della nostra condizione umana, realtà concreta che pur poco consideriamo ma che è la soluzione, responsabile, della nostra vita.
Qui, alla Scuola Apostolica, ci mettiamo al servizio (alcuni di noi dehoniani, alcuni sono dipendenti, alcuni sono volontari) di questo orizzonte più vasto, più totalizzante, lo facciamo forse ancora poco convinti (la conversione al reale di chi siamo, liberandoci da tante inutili false narrazioni, non ci ha ancora presi e cambiati del tutto), e mettiamo a disposizione spazio e tempo perché ognuno, da solo o in gruppo, riprenda in mano il valore del suo esserci.
Alcuni gruppi ospitati hanno fatto spazio al silenzio, al vuoto, per permettere a questa voce, a questa Parola, di esprimersi. Altri gruppi, qui nel loro fermarsi, hanno scelto il dialogo, altri il confronto, altri il canto, altri la formazione specifica, l’approfondimento, … Ciascuno dei presenti evidentemente interessato all’utile del suo esistere, giusto per guadagnarci quel qualcosa che non è il denaro a darti. Li accumunava l’intenzione di smettere di investire su una realtà fittizia. Sono persone che hanno scelto di lavorare e di impegnarsi lì dove sono a far bello il vivere, l’esserci, con una passione che li tiene ancorati a ciò che vale davvero. Tornando ad apprezzare la propria realtà oggettiva, fatta di carne e ossa e cuore, abitata dal Verbo di Dio fatto Carne, hanno ritrovato la voglia di starci e amare dentro questo mondo.
Ditemi se questo produrre “di più” è contabilizzabile? Di certo è fuori dal bilancio dei numeri e pure non tassabile. Non te la porta via nessuno la gioia che eccede dentro e fuori nel vivere questo. Tu e, pure, Dio felici.

Papa Francesco (“La forza della vocazione”, EDB, 2018) in questo libro intervista con Fernando Prado dice:

“La funzionalità è una tentazione della vita apostolica, della vita di servizio. È una delle maggiori tentazioni. È la perversione di trasformarsi in grandi imprenditori dell’apostolato, e non in uomini e donne al servizio della Chiesa e degli altri. È una tentazione per gli stessi consacrati. Anche per i vescovi: cercare delle congregazioni che coprano i ‘servizi’ di cui c’è bisogno nella propria diocesi, senza tener conto, molte volte, del carisma proprio degli istituti, che in definitiva è dove sta la loro vocazione. La ragion d’essere della vita consacrata va oltre quello che fa. Si proietta in quello che fa, ma, in realtà, è più importante ciò che essa è in se stessa e non ciò che fa. La vita consacrata può essere intesa bene solo partendo da categorie evangeliche.”

Non c’è nulla di cui vantarci perché, a monte, la sorgente, chi eroga ed opera è ben un Altro. Ricordarlo non ci impedisce di mettere a fuoco la nostra mediazione, che è solo mediazione, e da così una valutazione più vera a ciò che continuiamo a fare.
La misura del mondo, quello vivo reale, per noi non è l’economia alimentata da algoritmi intelligenti ma incoscienti. Ciò che ci alimenta è la stessa passione del Cuore del Padre (non saremmo dehoniani se non attingessimo da lì). E che meraviglia allora vedere che questo cibo alimenta anche la ricerca di tante persone nella loro capacità di offrirsi (a quale prezzo!) ogni giorno.
Questo scritto diventa un ringraziamento a Chi ci ha voluti suoi “dipendenti” (“lavoratori della sua vigna” direbbe il Vangelo) e ci paga bene. Diventa un ringraziamento reciproco che ci facciamo fra noi: chi viene, chi abita, chi offre, …
Siamo al momento sostenuti, ed è già un bel segno aldilà del utile di bilancio che qualcuno cercherebbe per prima cosa.
Grazie a voi, grazie a Te!

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