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Consolazioni

da | 3 Luglio 2020 | Approfondimenti, Dentro il Vangelo

Le tensioni del cuore vengono da dentro o da fuori?
Quali le nostre “paure”?
Essere amati? Essere preziosi? Non finire?
Ci sono e ci sarò … ma a quale prezzo? Quanto valgo?
Lacerazioni che non trovano facile consolazione. E forse per questo sono ferite aperte allo Spirito di Dio per permetterci un passaggio oltre.
Come ci insegna papa Francesco il discernimento circa la vita è fatto di processi umani necessari:

  • inquietudine – incompletezza – immaginazione – ispirazione.

Se ci si stagna nella sola consolazione, che diventa dipendenza da qualcuno o qualcosa, la nostra vita si inaridisce (anche se consolata).

Giuseppe Munforte in un suo articolo, “Il nostro desiderio di consolazione”, tempo fa, riportava delle riflessioni su questo tema che ci possono aiutare a chiarire.
Se parliamo di andare oltre la “consolazione” non è per pessimismo circa la vita (che non da “quello che voglio”), ma per purificare le aspettative che ci facciamo … in ciò che ci illude ma non è la “soluzione” (o il “compimento”).

Così scriveva Miguel De Molinos, nel suo libro “Guida spirituale” (da leggere per intero):

Sapendo che sei nulla, che non puoi nulla e che nulla vali, abbraccerai con quiete le passive aridità, supporterai le orribili desolazioni, gli spirituali martiri e gli interiori tormenti. Per mezzo di questo nulla devi morire in te stesso in molti modi, in tutti i tempi e a tutte le ore. E quanto più stai morendo, e tanto più ti andrai sprofondando nella tua miseria e bassezza, tanto più il Signore ti andrà elevando e unendo a se stesso.

consolati

C’è un testo famoso, e ispirante, di Marianne Williamson:

“La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite.
È la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante,
pieno di talento, favoloso?”
In realtà chi sei tu per non esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere,
inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza automaticamente libera gli altri.”

Argomenti: Spiritualità | Vangelo | Vita
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