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Far del bene fa star bene

da | 3 Febbraio 2021 | Testimonianze

Sabato 5 dicembre nella nostra comunità c’è stata la “colletta alimentare” a sostegno delle iniziative del gruppo Caritas Parrocchiale.
Pur sotto l’acqua e al freddo un gruppetto di volontari, giovani e meno giovani, a turno hanno presenziato furi dai negozi alimentari del paese a raccogliere alimenti di prima necessità. Abbiamo visto gesti commuoventi di persone anziane che venivano a fare la spesa e all’uscita dal negozio il sacchetto che ci lasciavano era molto più grande di quello che si portavano a casa…

 

Una persona è tornata una seconda volta perché non aveva soldi sufficienti per prendere altri alimenti da lasciare.
Un giovane papà, con la sua bimba, ha lasciato una borsetta di viveri, poi, verso sera, ci ha mandato, tramite telefono, un messaggio molto bello.
Diceva così: “Per quel poco che vale (e che abbiamo potuto fare): Grazie”.
Perché essere attenti verso qualcun altro lo riterrei quasi un gesto egoistico da quanto ti fa star bene.

FAR DEL BENE FA STAR BENE
Queste sono le cose che più contano nella vita: le cose che restano.
Quella bimba, sono sicuro, è tornata a casa con un grande insegnamento, il gesto di suo padre, e le rimarrà nel cuore e nella mente per sempre.
Aiutare chi è più sfortunato di noi dovrebbe sempre essere la nostra priorità: la solidarietà e la beneficenza dovrebbero essere fatte tutto l’anno, non solo per una questione di attenzione e partecipazione al sociale, ma anche perché aiutare le persone in difficoltà fa bene anche al nostro umore e alla nostra mente.
Essere altruisti rafforza i legami sociali e costruisce la capacità di esprimere amore e sollecitudine. E ci rende tutti più felici.

Lo intuì già Alessandro Manzoni:

«Si dovrebbe pensare più a fare del bene che a stare bene: e così si finirebbe anche a star meglio.»

Un gesto di solidarietà è una piccolissima goccia nel mare dell’indifferenza.
La solidarietà in fondo è un po’ il sale, il senso della vita umana: è spendersi, buttarsi nella mischia, condividere, concedersi, è anche il rischio di sporcarsi o farsi male, specchiarsi nella sofferenza degli altri per riconoscere la propria debolezza, il proprio dolore, la propria imperfezione, ma anche la capacità di riscatto e speranza.

 «Un oceano è fatto di tante piccolissime gocce», ammoniva Madre Teresa di Calcutta.

Ecco, la solidarietà è considerare ogni piccolissima goccia parte integrante ed essenziale di quell’oceano. Nessuna da buttare. È la base della società.
E poi, fare del bene fa bene. Regala felicità.

Diventiamo persone capaci di compassione, gratitudine, motivazione, flessibilità cognitiva (cambiare punto di vista), empatia (comprendere le prospettive altrui).
Coltiviamo queste capacità affettive e motivazionali, nelle scuole, nelle strutture sanitarie e nei luoghi di lavoro: potrebbe essere un passo efficace verso le sfide di un mondo globalizzato e verso la cooperazione globale per una società che si prenda cura dei suoi componenti.
Per fortuna, nel mondo attuale, pur schiavo dell’egoismo, del consumismo e del denaro, più di un quinto degli Europei (circa 100 milioni) partecipa abitualmente ad attività di volontariato o di beneficenza (dati Eurofound).
La ricerca Eurofound conferma che chi fa volontariato e chi fa gesti di attenzione gratuiti, ha una migliore qualità dell’esistenza: migliori rapporti con il vicinato e con la comunità locale, maggiore soddisfazione per la propria vita, più profonda auto-stima e senso di controllo, migliore salute fisica e minore propensione alla depressione.
Anche Gesù diceva queste stesse parole ai suoi discepoli quando gli chiedevano (come facciamo spesso anche noi) cosa avrebbero avuto in cambio per tutto il lavoro che facevano, lui rispondeva loro:

Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna”. 

 

Bortolo Palamini, Parre (BG)

 

Quando la fragilità diventa un invito alla prossimità, un appello a sentirci responsabili degli altri, a prendercene cura avviene l’incontro e l’incontro diventa scambio e dono reciproco.

 

il sacro cuore indica il centro di tutto
Argomenti: Felicità | Solidarietà
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