Gesù manipolato

da | 2 Aprile 2020 | Oggi nella Chiesa

INCONTRI DI FORMAZIONE

online

Incontri formativi sul tema

SEMINIAMO UTOPIA

PER RACCOGLIERE REALTÀ

INCONTRI ON-LINE
dalle ore 15:30 alle ore 17:30

Interventi di p. Giovanni Nicoli

3 ottobre – Preore (TN)
UTOPIA: UN NON LUOGO DI MOVIMENTO,
IL SEME DEL FUTURO

Camminare nel presente
verso un futuro di speranza

31 ottobre – Val D’Adige
UTOPIA E PROFEZIA
Progetto e imprevedibilità

27-29 novembre – Albino (BG)
UTOPIA: L’INATTESO
SEMPRE ATTESO

Il mondo nuovo come lo sogna Dio

9 gennaio – Albisola (SV)
UTOPIA: IL NON LUOGO
DENTRO DI NOI

Il regno dei cieli è in mezzo a noi.
L’impossibile possibilità concreta.

13 febbraio – Valle dei Laghi
UTOPIA: PRATICARE LA GIUSTIZIA
COME FEDELTÀ A CIÒ CHE
UMANIZZA

Non assistenzialismo ma ugualitarismo

12-14 marzo – Albino (BG)
UTOPIA PASQUALE
E DISTOPIA MONDIALE

Il potere del mondo e il potere dell’amore.
La Pace è responsabilità comune.

10 aprile – Tuenno (TN)
PERCHÉ L’UTOPIA SI AVVERI
Come costruire un luogo buono nella
quotidianità. Testimonianze evangeliche
e voci utopiche di oggi.

8 maggio – Monticelli Brusati (BS)
UTOPIA: UN FUOCO DA ACCENDERE
per generare passione, desiderio di
comprendere e di cambiare

12 giugno – Trento
UTOPIA:
RITROVARE IL CUORE DELL’AMORE

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Per informazioni e iscrizioni

 Partecipazione: confermare via e-mail a  Incontri.gtv@gmail.com

Penso sia condivisibile che la persona più manipolata nella storia, da noi umani, sia stato e sia tuttora Gesù. E con Lui il suo amato Padre e lo Spirito Santo (e, aggiungiamolo, quanto cose abbiamo pur fatto dire/fare a Maria, la Madre).
Si sono lasciati manipolare, non hanno opposto resistenza. Questa è la cosa che di solito noi umani invece non riusciamo/possiamo accettare. Ci fa ribellare.
Eppure erano nella ragione, nella Verità. Gesù poteva imporsi in tanti modi, “potenza” ne aveva, … ma rinuncia. (Perché questa rinuncia? Risposta che ci può dare solo Dio, non la “logica” umana)
Sta qui la differenza tra chi è Dio vero e libero e chi è persona falsa e servile?
Accettare di lasciarsi modellare dalla Vita, trasformare dal “sì” o dal “no” di altri, rimanere lì anche ai margini dove mi stanno mettendo, sparire perché non più utile al progetto di altri, … tante le manipolazioni che possiamo vivere.
Gesù è manipolato all’ingresso in Gerusalemme (“osanna al Re figlio di David, osanna al Redentor!”) e poi lì sulla croce (“a morte il Re dei Giudei!”) con intenti diversi, con attese altre, con pretese da difendere, con paure da giustificare, con interessi da salvare, …
Lasciarsi manipolare è subire tutto questo, è davvero oltre ogni misura possibile il suo darsi.
Manipolato e ucciso. Proprio fatto fuori. O almeno ci hanno provato, come succede a noi umani avventati e superficiali, interessati al nostro tornaconto.
Ma questo Dio che è ai margini, infinitamente manipolabile, è fortunatamente più grande dei nostri capricci, del nostro potere, del nostro far morire e morire.

Manipolare, non è una scusante, è di chi cerca di fuggire dalla sofferenza, sia essa fisica o psichica. È di chi ha raggiunto, o vuole raggiungere, una posizione e ha paura di altri che gli portino via il suo “tesoro” (fosse pure un povero “mio” tesoro).
Lasciarsi manipolare comporta sofferenza, eccome, non vedi dove ti sta portando la storia, quell’unica storia che ti è dato di vivere, sei consegnato ad altri, nelle mani di chi non ti permette di essere libero ma ti fa suo schiavo, e arrivi a sentirti solo (questo ti fa vicino a Gesù: “mio Dio perché mi hai abbandonato!”).

La donazione incondizionata, totalmente libera, è esclusiva di Gesù, ed è storia reale non una favola. Questo modo di esserci, vogliamo riconoscerlo, è possibile solo alla concretezza di Dio o a chi lo ha incontrato molto da vicino.

Claudio Leonetti (la sua “risposta” all’esistenza, da vedere e ascoltare, in questa video intervista) è riuscito a scrivere, dopo la pesante privazione che lo ha colpito (possiamo dire che si è lasciato manipolare abbandonandosi), un libro dal titolo “Tutto il bello che c’è”. Come si fa a dire, a sentire e a vivere e a scrivere, certe cose che in chiunque farebbero nascere ribellione, lamento, rabbia, chiusura, opposizione, … ? Forse proprio l’adesione ad una Realtà più grande, che fa risorgere i morti (il morto che io sono quando mi trovo inchiodato ad una croce che non mi sarei mai voluto caricare) …

La fede non è fatta di gesti da aggiungere al quotidiano, da impegni di “copertura” per sentirci protetti, ma è fiducia incondizionata (in ogni condizione quindi) da scoprire dentro ogni situazione che mi chiede di affidarmi, forse anche morire.
Non penso proprio si possa gustare la pienezza della gioia di vivere da risorti se prima non si è accettato di “lasciarsi uccidere”.

Argomenti: Fede | Gesù | Morte
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