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Il nome nuovo

da | 24 Gennaio 2021 | Approfondimenti

Luca 1,26-38

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.  

Pontorno, Vergine Annunziata
Firenze – Cappella Capponi – 1527

Il saluto dell’angelo (“Rallegrati“) ci invita a una nuova visione delle cose, così come il nome nuovo che Dio ci dona (“piena di grazia“) cambia la comprensione della nostra identità,  oltre l’esperienza dei nostri limiti.
L’accoglienza della fede ci abilita all’esperienza del suo amore che agisce e crea la vita…

Luca 1,26-38

Commento di padre Gian Paolo Carminati scj

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L’Annunciazione di Arcabas

Arcabas, pseudonimo di Jean-Marie Pirot (1926 – 2018)
considerato il “padre” dell’arte sacra nel ‘900

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