Incarnazione & Compimento

da | 18 Agosto 2019 | Approfondimenti, Dentro il Vangelo

INCONTRI DI FORMAZIONE

online

Incontri formativi sul tema

SEMINIAMO UTOPIA

PER RACCOGLIERE REALTÀ

INCONTRI ON-LINE
dalle ore 15:30 alle ore 17:30

Interventi di p. Giovanni Nicoli

3 ottobre – Preore (TN)
UTOPIA: UN NON LUOGO DI MOVIMENTO,
IL SEME DEL FUTURO

Camminare nel presente
verso un futuro di speranza

31 ottobre – Val D’Adige
UTOPIA E PROFEZIA
Progetto e imprevedibilità

27-29 novembre – Albino (BG)
UTOPIA: L’INATTESO
SEMPRE ATTESO

Il mondo nuovo come lo sogna Dio

9 gennaio – Albisola (SV)
UTOPIA: IL NON LUOGO
DENTRO DI NOI

Il regno dei cieli è in mezzo a noi.
L’impossibile possibilità concreta.

13 febbraio – Valle dei Laghi
UTOPIA: PRATICARE LA GIUSTIZIA
COME FEDELTÀ A CIÒ CHE
UMANIZZA

Non assistenzialismo ma ugualitarismo

12-14 marzo – Albino (BG)
UTOPIA PASQUALE
E DISTOPIA MONDIALE

Il potere del mondo e il potere dell’amore.
La Pace è responsabilità comune.

10 aprile – Tuenno (TN)
PERCHÉ L’UTOPIA SI AVVERI
Come costruire un luogo buono nella
quotidianità. Testimonianze evangeliche
e voci utopiche di oggi.

8 maggio – Monticelli Brusati (BS)
UTOPIA: UN FUOCO DA ACCENDERE
per generare passione, desiderio di
comprendere e di cambiare

12 giugno – Trento
UTOPIA:
RITROVARE IL CUORE DELL’AMORE

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Per informazioni e iscrizioni

 Partecipazione: confermare via e-mail a  Incontri.gtv@gmail.com

Incarnazione & Compimento (o anche Routine & Visione)

    Scrive Etty Hillesum nel suo Diario: “In un modo o nell’altro la vita diventa un insieme compiuto; ma si fa veramente assurda non appena se ne accetta o rifiuta una parte a piacere, proprio perché essa perde allora la sua globalità e diventa tutta quanta arbitraria”.
Queste parole ci ricordano che non si tratta di evadere, in parte o del tutto, dall’esistenza quotidiana per vivere in modo compiuto, ma occorre starci dentro senza evasioni e così ci è dato di ritrovare il tutto.
    In questi giorni abbiamo ospitato, qui alla Scuola Apostolica, un gruppo di persone che certo non intendevano “uscire” dalla vita, ma starci dentro e consapevolmente gustarla nelle gioie e sofferenze insieme che essa ci consegna quotidianamente. Esperienza impegnativa, la loro, concreta, ripetitiva e tosta. Sveglia alle 4 di mattina, meditazione poi colazione e ancora meditazione (sempre silenzio), pranzo leggero, niente cena … tanto ascolto.
    L’esperienza spirituale, ne parlo a degli intenditori certo, non è mai evasione. Non è una “vacanza” dalle solite cose di routine che ti tocca vivere. Purtroppo questo è il modo di gestire la vita di varie persone, fuggire, evadere dove si può… con risultati disgreganti, distruggenti per se stessi e per gli altri.
    La riflessione qui si può aprire alle mille piste di luce offerte dai mistici pratici (se il mistico non è pratico, incarnato, non è mistico ma solo un evaso semplicemente allucinato) che ci hanno mostrato come vivere in pienezza il quotidiano facendone luogo di incarnazione, luogo di Dio. E a riguardo il primo che ti può venire in mente è proprio Gesù.
Mi permetto solo di riprendere (rimandare a) il breve e denso testo di Bhikkhu Bodhi dal titolo “Visione e routine”, tradotto dal maestro Edoardo Parisi che è stato qui da noi in questi giorni e che abbiamo spesso il piacere di ospitare.
La routine non uccide ma permette di crescere nella visione più ampia del vivere …
    Per citare ancora un testo del Diario di Etty Hillesum: “La vita e la morte, il dolore e la gioia, le vesciche ai piedi estenuati dal camminare e il gelsomino dietro la casa, le persecuzioni, le innumerevoli atrocità, tutto, tutto è in me come un unico, potente insieme, e come tale lo accetto e comincio a capirlo sempre meglio, così, per me stessa, senza riuscire ancora a spiegarlo ad altri. Mi piacerebbe vivere abbastanza lungo per poterlo fare e se questo non mi sarà concesso, bene, allora qualcun altro lo farà al mio posto, continuerà la mia vita dove essa è rimasta interrotta. Ho il dovere di vivere nel modo migliore e con la massima convinzione, sino all’ultimo respiro: allora il mio successore non dovrà più ricominciare tutto da capo e con tanta fatica.”
    La routine, come direbbe qualcuno, è da vivere come visione generativa.

 

lavoro e orizzonti

operai … ruotine, fatica, impegno e capacità di visione dall’alto della vita

Argomenti: Vita
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