La Parola del giorno
12 Aprile 2024 Giovanni 6, 1-15
L’Eucaristia sopporta assai più di quello che noi
– giustamente –
temiamo di non saper portare.
Pierangelo Sequeri
L’errore è il pensare che il poco che noi abbiamo non conti nulla.
In realtà non conta nulla quando rimane da solo, ma quando è consegnato a Lui non solo basta ma avanza. Non è magia, ma è il miracolo del possibile offerto con fiducia.
L. M. Epicoco
11 Aprile 2024 Giovanni 3, 31-36
Credere significa liberare in se stessi l’indistruttibile, o meglio: liberarsi, o meglio ancora: essere.
Franz Kafka
Contemplare il volto di Dio è cogliere il destino dell’uomo: l’impegno del Padre ad amarci e la nostra responsabilità a lasciarci amare.
Questa altro non è che trasparenza, trasparenza che fa emergere il senso delle due parole: terra e cielo!
Questa è la nostra identità in sintesi è in verità.
PG
10 Aprile 2024 Giovanni 3, 16-21
Quello che nasce dallo Spirito è Spirito. E la notte si illumina.
Chi è nato dallo Spirito non solo ha lo Spirito ma è Spirito. Non solo è tempio dello Spirito, ma è della stessa sostanza dello Spirito. (…)
E non c’è maiuscolo o minuscolo nei testi originari: maiuscolo per lo Spirito di Dio, la sua forza generante, minuscolo per lo spirito dell’uomo generato.
Non si riesce a distinguere se “spirito” si riferisca all’uomo o a Dio. Questa confusione è straordinaria.
Una bellissima rivelazione: tu, rinato dallo Spirito, sei Spirito.
Sorelle Clarisse Bergamo
9 Aprile 2024 Giovanni 3, 7-15
Essere “nati dallo Spirito” significa incominciare a vivere come lui, che si sente, ma non si sa “da dove viene né da dove va”: significa essere liberi. Liberi dalla disperazione per ogni fallimento, liberi dall’autogiudizio sulle nostre fragilità, liberi dalla paura del dito indice degli altri. Questa libertà, che viene dallo Spirito di Dio, che è amore, è la vera libertà nascosta in ogni occasione della vita, felice o triste che sia. E’ la chiave dell’autenticità e della vera gioia. E’ nascosta in evidenza in ogni dove.
Dehoniani
8 Aprile 2024 Luca 1, 26-38
Con Maria, oggi, ci è chiesto solo di provare a stare nella verità come quando constatiamo che la primavera è arrivata: non dipende da nessuno di noi. È il dono gratuito della Vita.
La nostra parte sta nel lasciarci avvolgere e profumare, illuminare e scaldare, nutrire fino a traboccare di gioia.
In questo modo si diventa generativi: di sé e, insieme, di tutto quello che incontreremo e che chiede di nascere.
P. Lanza
7 Aprile 2024 Giovanni 20, 19-31
Preziose le ferite, grazie a loro Lo riconosciamo anche nella carne e nell’animo straziati degli uomini e delle donne di oggi, segno di un amore che non muore, di un bisogno di risorgere sempre; così preziose che forse saranno anche il nostro distintivo, come in terra così in cielo.
Luigi Verdi
Chi dà la pace ha delle piaghe. Non c’è pace senza piaghe, questa è la rivelazione.
La Pace non è uno stato idilliaco, estraneo alla sofferenza, ma la vita di chi l’ha attraversata e superata.
Pablo D’Ors
6 Aprile 2024 Marco 16, 9-15
Annunciare il Vangelo non significa dire qualcosa ma lasciare che ciò che è successo quel giorno di Pasqua ci raggiunga davvero. A noi è chiesta la testimonianza della nostra vita trasfigurata dalla Pasqua. Il mondo non ci chiede parole, ci chiede di mostrare con la nostra esistenza ciò che crediamo. Per questo ogni vero cristiano non è altro che un martire, cioè un testimone.L. M. Epicoco
Se vivremo da risorti, anche il mondo non sarà più nelle tenebre ma in piena luce.
Ernesto Oliviero
5 Aprile 2024 Giovanni 21, 1-14
La comunità riprende vita ricordando ciò che ha vissuto, un’avventura di amore, ricordando la propria vocazione, che è quella di perseverare nell’amore. Ecco attorno a cosa si ricompone la comunità: l’obbedienza alla parola, la condivisione del lavoro e del pasto, la memoria dell’amore e la riconferma dell’impegno di amare.
L. Manicardi
4 Aprile 2024 Luca 24, 35-48
Tocchiamo e vediamo il Signore: questa è la nostra vera gioia. Vediamolo in mezzo e accanto a noi, e tocchiamolo. Quando impareremo a toccare queste piaghe e queste ferite del nostro mondo e della nostra società, impareremo a vedere e a toccare il Risorto. C’è un toccare e un palpare profondo, che trapassa lo stesso toccare fisico. È un toccare e un vedere col cuore, gustando con tutto noi stessi una Presenza. Con pace e sbigottimento, con adorazione e gioia, impariamo a vederlo e a toccarlo sedendoci a tavola con Lui.
PG
