La Parola del giorno
25 dicembre 2022 Giovanni 1, 1-5.9-14
Danzate, ovunque voi siate, dice Dio,
perché io sono il Signore della danza:
io guiderò la danza di tutti voi.
Dovunque voi siate,
io guiderò la danza di tutti voi.
Io danzavo
il primo mattino dell’universo,
io danzavo circondato dalla luna,
dalle stelle e dal sole,
disceso dal cielo danzavo sulla terra
e sono venuto al mondo a Betlemme.
Io danzavo per lo scriba e il fariseo,
ma essi non hanno voluto seguirmi;
io danzavo per i peccatori,
per Giacomo e per Giovanni,
ed essi mi hanno seguito
e sono entrati nella danza.
Io danzavo il giorno di sabato,
io ho guarito il paralitico,
la gente diceva che era vergogna.
Mi hanno sferzato
mi hanno lasciato nudo
e mi hanno appeso ben in alto
su una croce per morirvi.
Io danzavo il Venerdì,
quando il cielo divenne tenebre.
Oh, è difficile danzare
con il demonio sulle spalle!
Essi hanno sepolto il mio corpo
e hanno creduto che fosse tutto finito,
ma io sono la danza
e guido sempre il ballo.
Essi hanno voluto sopprimermi
ma io sono balzato ancora più in alto
perché io sono la Vita
che non può morire:
e io vivrò in voi e voi vivrete in me
perché io sono, dice Dio,
il Signore della danza.
Sidney Carter
24 dicembre 2022 Luca 1, 67-79
Qual è il canto iniziato nel seno del Padre? Quel canto che è il Mistero. Il canto è la voce del Mistero. È il Mistero in persona che canta. C’è già il canto. Quello che spetta a noi è l’incanto che ci suscita e dipende dalla capacità di ascoltare questo canto e ridirlo a tutti, interpretare; cantare è ascoltare. Incontrare il Mistero, incontrare l’Altro, ogni incontro con ogni altro che è segno di quell’Altro, è canto.
Adriana Mascagni
23 dicembre 2022 Luca 1, 57-66
Uno esiste se e come è chiamato dagli altri: è una relazione, di cui il nome è espressione. Il vero nome dell’uomo è dato solo da Dio. Uno è se stesso nella sua relazione con lui: fatto da lui e per lui, è chiamato da lui con un nome ineffabile di amore, che lo fa esistere come è, a sua immagine e somiglianza.
S. Fausti
22 dicembre 2022 Luca 1, 46-55
La vostra gioia è il vostro dolore senza la maschera. E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso fu spesso pieno delle vostre lacrime. (Kahlil Gibran)
Riconoscendo le meraviglie di Dio nella sua esistenza, Maria insegna il cammino che dallo stupore conduce alla speranza: meravigliarsi lasciandosi sconvolgere dall’azione di Dio, rendergli grazie riconoscendo le grazie concesse e, poi, fare memoria delle meraviglie.
La memoria, quando si fa lode, comunica la capacità di ricevere altre grazie, più grandi ancora. (Pierre Dumoulin)
21 dicembre 2022 Luca 1, 39-45
Germogliava in Lei Luce come se in Lei in piena notte venisse improvvisamente il giorno. Ed era così piena della voce di Lui che Maria a tratti diventava grande come una montagna, e aveva davanti a sé il Sinai e il calvario, ed era ancora più grande di loro, di queste montagne ardenti oltre le quali. Lei poneva il grande messaggio d’amore che si chiamava vita. (Alda Merini)
20 dicembre 2022 Luca 1, 26-38
Dio non entra dalla porta principale degli eventi umani,
gli basta un grembo, un cuore innamorato e libero,
due labbra che gli dicono “Sì”, un volto di ragazza
su cui riscrivere la geografia del futuro fatta di pace
e di fraternità, di reciprocità e di convivialità.
M. Illiceto
19 dicembre 2022 Luca 1, 5-25
Per poter sperimentare qualcosa di grande come è accaduto a Zaccaria, bisogna entrare ogni giorno nel tempio; bisogna sopportare la visita di un angelo, ossia un’irruzione nella nostra identità profonda; bisogna sopportare il fatto di restare muti, isolati, incompresi, additati e, soprattutto, bisogna correre il rischio di essere fecondi e avere un figlio. Un figlio, una missione, un futuro.
Pablo D’Ors
18 dicembre 2022 Matteo 1, 18-24
Noi cerchiamo certezze, a Giuseppe basta l’intuizione della certezza.
Maria vale di più dei suoi dubbi.
Paolo De Martino
La paternità diventa feconda solo se trova il coraggio
di raccontare una storia nuova e di affidare questa storia
alla vertigine della libertà.
D.A.
17 dicembre 2022 Matteo 1, 1-17
Ogni immagine è una relazione di reciprocità
E se noi siamo immagine di Dio anche Dio è immagine nostra.
Sappiamo bene che noi umani siamo un intreccio di vizi e virtù,
di bellezza e peccati, di fedeltà e di tradimenti, che siamo tutti fratelli di
Abele e di Caino, tutte sorelle, figli e figlie di Ruth e Gezabele.
Tutti immagini di Elohim, gli somigliamo tutti.
Luigino Bruni
La buona notizia del Vangelo di oggi è sapere che anche le storie più difficili hanno come finale Gesù. Ogni storia ha al suo fondo un Natale, un Messia, un Senso. In unica parola: Gesù.
Luigi Maria Epicoco
