La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

29 dicembre 2022 Matteo 2, 22-35

Ciò che abbiamo, ciò che
ci è così vicino a volte è
così scontato che non
siamo più capaci di stupirci,
di notare con occhi attenti
una novità, un cambiamento.

Giorgio Bonati

28 dicembre 2022 Matteo 2, 13-18

Il Natale è anche questo: è il dolore degli innocenti che Cristo è venuto a prendere sulle sue spalle. Il Natale è anche il grido delle madri che piangono i propri figli che non sono più.L. M. Epicoco
La gioia cristiana non è una gioia che si costruisce ai margini della realtà, ignorandola o facendo come se non esistesse. La gioia cristiana nasce da una chiamata – la stessa che ricevette san Giuseppe – a ‘prendere’ e proteggere la vita, specialmente quella dei santi innocenti di oggi. Papa Francesco

27 dicembre 2022 Giovanni 20, 2-8

Un mucchio di sassi smette di essere un mucchio di sassi nel momento  in cui un singolo uomo lo contempla, portando con sé l’immagine di una cattedrale. (Antoine de Saint-Exupery)
Possiamo e dobbiamo accogliere ogni giorno il realismo dell’incarnazione, che si concretizza attraverso una cascata di verbi da cui la Liturgia della Parola di oggi sembra inondarci: udire, vedere, contemplare, toccare, testimoniare, annunciare, essere in comunione, correre, uscire insieme, credere. (Michael Davide Semeraro)

26 dicembre 2022 Matteo 10, 17-22

I testimoni si illuminano. Non assomigliano a noi che parliamo di lui come carta stampata e i volti incartapecoriti, senza un’accensione, senza un trasalimento, senza una emozione. Spassionati! Gli occhi dell’amore si illuminano. E’ l’amore che fa vedere l’invisibile. Stefano vede, contempla, al presente. (…) Un’esperienza, quella della fede, che ci consente di parlare a Gesù, come a un vivente. (Angelo Casati)
Il martirio è l’aria della vita di una comunità cristiana. Sempre ci sono martiri tra noi: è questo il segno che siamo sulla strada di Gesù. (Papa Francesco)

25 dicembre 2022 Giovanni 1, 1-5.9-14

Danzate, ovunque voi siate, dice Dio,
perché io sono il Signore della danza:
io guiderò la danza di tutti voi.
Dovunque voi siate,
io guiderò la danza di tutti voi.

Io danzavo
il primo mattino dell’universo,
io danzavo circondato dalla luna,
dalle stelle e dal sole,
disceso dal cielo danzavo sulla terra
e sono venuto al mondo a Betlemme.

Io danzavo per lo scriba e il fariseo,
ma essi non hanno voluto seguirmi;
io danzavo per i peccatori,
per Giacomo e per Giovanni,
ed essi mi hanno seguito
e sono entrati nella danza.

Io danzavo il giorno di sabato,
io ho guarito il paralitico,
la gente diceva che era vergogna.
Mi hanno sferzato
mi hanno lasciato nudo
e mi hanno appeso ben in alto
su una croce per morirvi.

Io danzavo il Venerdì,
quando il cielo divenne tenebre.
Oh, è difficile danzare
con il demonio sulle spalle!
Essi hanno sepolto il mio corpo
e hanno creduto che fosse tutto finito,
ma io sono la danza
e guido sempre il ballo.

Essi hanno voluto sopprimermi
ma io sono balzato ancora più in alto
perché io sono la Vita
che non può morire:
e io vivrò in voi e voi vivrete in me
perché io sono, dice Dio,
il Signore della danza.
Sidney Carter

24 dicembre 2022 Luca 1, 67-79

Qual è il canto iniziato nel seno del Padre? Quel canto che è il Mistero. Il canto è la voce del Mistero. È il Mistero in persona che canta. C’è già il canto. Quello che spetta a noi è l’incanto che ci suscita e dipende dalla capacità di ascoltare questo canto e ridirlo a tutti, interpretare; cantare è ascoltare. Incontrare il Mistero, incontrare l’Altro, ogni incontro con ogni altro che è segno di quell’Altro, è canto.

Adriana Mascagni

23 dicembre 2022 Luca 1, 57-66

Uno esiste se e come è chiamato dagli altri: è una relazione, di cui il nome è espressione. Il vero nome dell’uomo è dato solo da Dio. Uno è se stesso nella sua relazione con lui: fatto da lui e per lui, è chiamato da lui con un nome ineffabile di amore, che lo fa esistere come è, a sua immagine e somiglianza.

S. Fausti

22 dicembre 2022 Luca 1, 46-55

La vostra gioia è il vostro dolore senza la maschera. E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso fu spesso pieno delle vostre lacrime. (Kahlil Gibran)
Riconoscendo le meraviglie di Dio nella sua esistenza, Maria insegna il cammino che dallo stupore conduce alla speranza: meravigliarsi lasciandosi sconvolgere dall’azione di Dio, rendergli grazie riconoscendo le grazie concesse e, poi, fare memoria delle meraviglie.
La memoria, quando si fa lode, comunica la capacità di ricevere altre grazie, più grandi ancora. (Pierre Dumoulin)

21 dicembre 2022 Luca 1, 39-45

Germogliava in Lei Luce come se in Lei in piena notte venisse improvvisamente il giorno. Ed era così piena della voce di Lui che Maria a tratti diventava grande come una montagna, e aveva davanti a sé il Sinai e il calvario, ed era ancora più grande di loro, di queste montagne ardenti oltre le quali. Lei poneva il grande messaggio d’amore che si chiamava vita. (Alda Merini)