La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

9 maggio 2022 Giovanni 10, 1-10

“Sogno di essere soglia / dove non c’è dentro e non c’è fuori. / dove la notte può passare / e il dolore non restare. / Sogno d’essere soglia / passaggio di piedi crocifissi, / affaticati o leggeri, / di piedi frettolosi, forse incerti oppure dubbiosi. / Sogno di essere soglia / di paradiso per i condannati, / di misericordia per gli scartati. / di pace per gli inquieti. / Sogno di essere soglia / dove arriva il polline dei disperati, / per far entrare clandestinamente / l’Adamo che viene dal mare, / per dare casa e coraggio / a chi naviga di notte”.
Francesco Fiorillo

8 maggio 2022 Giovanni 10, 27-30

Il mio nome pronunciato da lui […] era il più bello del mondo, infondeva coraggio alla mia misera persona,
scivolava dentro di me e mi definiva, mi dava luogo e tempo, e un’origine certa.
Margaret Mazzantini

Delle mani di Dio adoro la loro voce, della voce di Dio mi piace il tocco di mano con cui parla. (…)
Mi accorgo che, in silenzio e mano nella mano, è un modo dolcissimo per attraversare la vita non da soli.
Marco Pozza

7 maggio 2022 Giovanni 6, 60-69

Nutrendosi di lui, ci si mette nella disposizione di lasciarsi mangiare dalla fame di amore, di amicizia, di umanità, di giustizia, di pace che avvertiamo attorno a noi.
Antonio Savone

«Questa parola è dura!» non perchè la parola sia dura, ma perchè se l’immaginavano molle, più appetibile, meno pretenziosa di quello che è: la delusione è una realtà scomoda che ci ostiniamo a non vedere.
Marco Pozza

6 maggio 2022 Giovanni 6, 52-59

Chi vive in me, chi è in me compreso, è preso da me nel risorgere.
H. U. von Balthasar

La qualità della vita che Gesù propone è talmente alta che la vita stessa diviene indistruttibile, si dilata oltre il tempo e lo spazio,
assumendo quella condizione divina che è promessa a coloro che accolgono il dono dell’essere figli.
Luciano Locatelli

4 maggio 2022 Giovanni 6, 35-40

Tu sei il pane che nutre tutti,
il mendicante e il povero.
Rendici sensibili
ad ogni movimento
della speranza e della volontà.
Rendici cuori aperti
fragranti di lieviti
come il pane.
Luigi Verdi

“Pane” è la più accogliente, la più gentile delle parole. Scrivetela sempre con la maiuscola, come il vostro nome.
Anonimo

3 maggio 2022 Giovanni 14, 6-14

L’umanità di Gesù rivela la nostra divinità. Il suo modo di essere uomo ci mostra che anche noi possiamo essere dei.
E. Bottaro

“Giungeremo alla fine
che avremo ancora questi occhi di febbre
che cercheranno,
cercheranno sempre”.
Cesare Pavese

2 maggio 2022 Giovanni 6, 22-29

Aspiro al donatore più che ai suoi doni.
Non è tanto dal legame della speranza
quanto dalla forza dell’amore che io sono attratto.
Non è dei doni,ma del Donatore
che ho sempre la nostalgia.
Non è per il desiderio della vita,
ma per il ricordo di colui che dà la vita
che costantemente mi consumo.
Non è dietro il desiderio di godimenti che sospiro,
ma per il desiderio di colui che li prepara.
Gregorio di Narek

1 maggio 2022 Giovanni 21, 1-19

C’è la paura e c’è la gioia, c’è il dubbio e c’è la consapevolezza, c’è la speranza e c’è il disorientamento, ci sono i segni della morte e c’è l’evidenza della vita.
C’è l’ordinario del cibarsi e lo straordinario di un incontro eccezionale, c’è un’apparizione da fantasma e un corpo da poter toccare e vedere,
c’è la familiarità di un volto noto e l’estraneità di un’esistenza nuova, c’è l’umano e c’è il divino.
Questo Risorto che concilia l’inconciliabile ci apre gli occhi a un modo diverso di guardare le cose.
C’è una «Vita nuova» da scoprire proprio nel tenere insieme serenamente le nostre contraddizioni che, così, non sono più una maledizione.
Anzi, potremmo perfino arrivare a chiamarle benedizioni.
Cristiano Mauri