La Parola del giorno
27 agosto 2022 Matteo 25, 14-30
Il morto che ha paura di vivere
si alza di notte
rassetta la terra
cambia l’acqua ai fiori
della tomba
si siede a guardare le stelle
da lontano. Sfugge
le rassicuranti chiacchiere
dei vissuti, ora come allora,
spiega l’anima stanca
come un tempo i vestiti
e a un tratto la terra
gli si rivela
piccola e minuziosa
nei solitari compiti
di fiorire e tramontare.
Chandra Livia Candiani
26 agosto 2022 Matteo 25, 1-13
Non si può prestare l’olio della fede.
A livello di credenza ognuno presta le proprie parole all’altro, i simboli e i riti sono comuni, ma a livello di fede ciascuno è chiamato a dare alla luce se stesso. Senza questa seconda nascita si rimane ‘ciechi’, impaludati nell’inessenziale, pieni di ‘gloria’ umana, di vanagloria religiosa, senza quel vuoto interiore che serve ad ospitare lo Spirito.
Enrico Avveduto
25 agosto 2022 Matteo 24, 42-51
Vegliate, imparate a comprendere ciò che sta accadendo. Imparate a scorgere il credito di fiducia che Dio continua ancora, nuovamente, ad accordare all’uomo. Imparate a vivere altrimenti, capaci di sottrarvi alla seduzione idolatrica quotidiana, quella che impedisce di vedere oltre, di essere altrimenti.
Antonio Savone
Sento e interpreto l’attesa: la sento come la sospensione sonora tra due note, la pausa cantata tra due suoni, la percezione nuda di abitare poeticamente il mondo nell’assenza-presenza di infinito.
Ivan Paterlini
24 agosto 2022 Giovanni 1, 45-51
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Wisława Szymborska
Essere vivo è essere visto, entrare nella luce di uno sguardo che ama.
Christian Bobin
23 agosto 2022 Matteo 23, 23-26
L’ipocrisia crede che salvando la forma si salvi anche la sostanza. Ma è un inferno vivere tutta la vita indossando la maschera dell’apparenza.
Luigi Maria Epicoco
Non sento il bisogno di gente che urla e strepita perché “la parte glielo impone”:
di commedianti ne abbiamo già fin troppi; di “lucidatori di sacre stoviglie”, “professionisti del sacro” e “funzionari di Dio” non sappiamo che farcene,
per non parlare di tutte e tutti coloro che oggi parlano di “bene comune” ma che il bene comune non sanno manco come si scrive
e usano tali parole solamente per fingere di essere preoccupati della nazione (che chiamano abilmente “patria”) che sotto sotto considerano una vacca da mungere.
Luciano Locatelli
22 agosto 2022 Matteo 23, 13-22
L’ipocrisia è vivere con «una maschera sul volto» e non avere «il coraggio di confrontarsi con la verità. È truccarsi l’anima»
Papa Francesco
Quante prove imponiamo agli altri prima di dare fiducia e amicizia, di renderli il nostro prossimo! Quanti giudizi esteriori, spesso banali e superficiali, diventano un fardello pesante che invece di sollevare indurisce e allontana!
Card. Zuppi
21 agosto 2022 Luca 13, 22-30
La grazia colma, ma può entrare soltanto là dove c’è un vuoto a riceverla; e quel vuoto, è essa a farlo…
Simone Weil
Ci vuole molta più forza per vivere da figli liberi e accettare di essere amati gratuitamente, che vivere da schiavi strisciando a terra come servi per guadagnarsi il suo amore. Ci vuole più forza ad aprire il pugno e stendere il palmo per ricevere il dono, che serrarlo per conquistare il cielo con la propria volontà.
Paolo Scquizzato
20 agosto 2022 Matteo 23, 1-12
Nella vita ciascuno di noi ha rare occasioni per essere molto bravo ma tutti i giorni ha molte occasioni per non essere vigliacco o codardo e per non essere doppio o ipocrita.
Enzo Bianchi
19 agosto 2022 Matteo 22, 30-40
La legge tutta è preceduta da un “sei amato” e seguita da un “amerai”. “Sei amato” è la fondazione della legge; “amerai”, il suo compimento. Chiunque astrae la legge da questo fondamento amerà il contrario della vita.Paul Beauchamp
Mai… in tutte le Scritture, i ‘due amori’ sono posti così innegabilmente sullo stesso piano a rispecchiarsi l’uno nell’altro. Il secondo è simile al primo: cioè non identico, e neppure più o meno importante. Ma fatti della stessa pasta, l’uno a specchio dell’altro, l’uno a inveramento dell’altro. Gabriella Caramore
