La Parola del giorno
7 Luglio 2025 Matteo 9, 18-26
Tutto chiede salvezza.
Daniele Mencarelli
Toccare e essere toccati è anche un atteggiamento di fede che chiede e dona.
PG
6 Luglio 2025 Luca 10, 1-12.17-20
Anche noi “mandati”, disarmati e forti, sappiamo che con Te avremo il sapore del pane che spezzerai, avremo il calore del fuoco che accenderai, la forza della vita che ci donerai, la dolcezza dell’amore che ci regalerai.
Luigi Verdi
Gli operai della nuova mietitura sono inviati al lavoro inermi, come agnelli; privi di ogni garanzia, per l’oggi e per il domani; il messaggio che devono trasmettere è una parola: pace. (…) La pace, annunciata, vissuta dal messaggero prima di tutto e anche prima di essere formulata. La pace che scaturisce dalla riconciliazione avvenuta della terra e del cielo, della materia e dello spirito, in colui che la proclama.
Giovanni Vannucci
5 Luglio 2025 Matteo 9, 14-17
Il digiuno è una questione di cuore. Di un cuore che ricomincia a battere di nuovo e a sentire il grido del Signore nel fratello. Un cuore che si lascia commuovere e muove le mani e i piedi nella carità per l’altro.
PG
Solo quando si ha la libertà di abitare la fame, la mancanza, il vuoto senza sentirsi costretti a riempirli con qualunque cosa allora ci si può considerare abbastanza liberi da capire anche la voce di Dio che ci parla.
L. M. Epicoco
4 Luglio 2025 Matteo 9, 9-13
Matteo si è «convertito» a Cristo, perché ha visto Cristo «convertirsi» a lui, fermarsi e girarsi dalla sua parte. La vocazione non inizia con sacrifici o rinunce, essa porta innanzitutto un incremento d’umano. Infatti la casa di Matteo, la sua vita prima solitaria, si veste di festa, si riempie di volti, di amici, molti si premura di dirmi, e peccatori, chiamati ben prima di essere convertiti. Convertiti perché chiamati.
E. Ronchi
3 Luglio 2025 Giovanni 20, 24-29
Guarire è toccare con amore ciò che abbiamo precedentemente toccato con paura.
S. Levine
Varcando le porte chiuse della comunione ferita dei suoi amici e seguaci, il Signore Gesù mostra come la sua risurrezione sia una gioia che può — ma soprattutto vuole — riscattarci da tutte quelle frantumazioni che stiamo consumando nel nostro cuore e stanno consumando il tessuto della nostra esistenza. Persino quella grave spaccatura che rischia di renderci estranei a noi stessi e all’interezza dei nostri desideri.
R. Pasolini
2 Luglio 2025 Matteo 8, 28-34
La nostra vera lotta è sempre tra la fede e la sfiducia, tra la paura e la speranza, tra l’angoscia e la tristezza e la gioia del ritorno a casa. È la vera lotta della traversata. In questa lotta abbiamo il potere della Parola di verità che compie in noi l’esorcismo.
E l’esorcismo è una cosa molto seria, perché compie ciò che la luce fa con la tenebra: dove entra la luce va via la tenebra, dove entra la verità va via la menzogna.
S. Fausti
1 Luglio 2025 Matteo 8, 23-27
Quante volte rimproveriamo Dio chiedendogli perché non intervenga nelle urgenze che l’umanità attraversa!
Il problema vero non è che lui si sia addormentato, ma che noi non vogliamo svegliarci per staccare la spina dai privilegi dei pochi sui molti…
P. Lanza
La fiducia e la fede non sono optional nella vita, ma parti fondamentali. Sono lo sterzo con il quale possiamo affrontare con vera umanità le curve della vita.
Dehoniani
30 Giugno 2025 Matteo 8, 18-22
Certe cose le facciamo perché pensiamo così di riempire un vuoto che ci portiamo dentro, ma la realtà è un’altra: non si può amare, scegliere qualcosa, o compiere atti eroici solo per sentirsi meglio o per recuperare certezze perdute, perché l’amore reale a differenza di quello ideale, molto spesso delude le nostre aspettative e non serve a colmare un vuoto bensì a non farci più vivere solo ripiegati nel tentativo di riempire i vuoti.
L. M. Epicoco
29 Giugno 2025 Matteo 16, 13-19
Celebrare queste due figure (Pietro e Paolo) significa oggi contemplare le nostre origini, nella consapevolezza che in quegli inizi c’è molto di noi. Soprattutto ci insegnano l’amore per Cristo, un amore senza limiti, disposto a dare la vita.
G. Piccolo
“Ma chi è per me Gesù Cristo? Io vorrei trasformare la domanda in risposta e dire che, sì, Gesù Cristo è per me. Vorrei essere il bimbo che esita di fronte all’oggetto della sua meraviglia e che si sente dire: ‘Ma sì, è proprio per te…’. Ma sono io un bimbo? Tra il nulla del dubbio e l’infinito della fede, io so con certezza che Gesù Cristo è per me, ma a quale distanza? Questa distanza, io la misuro ogni giorno”.
Jean Cau
