La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

21 Marzo 2025 Matteo 21, 33-43.45-46

La spiritualità della mezzadria è ciò che di più dobbiamo imparare a coltivare nella nostra vita. Infatti questa spiritualità ci richiede fondamentalmente due cose: amare la vita come se fosse davvero nostra, ma avere l’umiltà di ricordarsi che c’è Qualcuno a cui dobbiamo consegnare il raccolto. Solo la memoria di questo realismo può davvero ridimensionarci.

L. M. Epicoco

20 Marzo 2025 Luca 16, 19-31

Occorre leggersi dentro per comprendere l’altro; ascoltare la sofferenza dell’altro è possibile quando ascolto e riconosco la mia. Mettersi nei panni degli altri, in profondità non significa svestire gli altri, ma essere pienamente se stessi, abitare se stessi. Vestire i propri abiti. Questa è la responsabilità.

L. Manicardi

L’abisso è quel luogo impossibile all’uomo, ma in cui Dio può gettare il suo sguardo d’amore: Dio solo può portarvi ordine. L’abisso ci ricorda la necessità di affidarci a Dio, perché non è dato all’uomo di comprendere e abitare l’abisso. La vita è un abisso: il richiamo a lasciarci convertire è continuo, ad ogni nostro respiro.

Dehoniani

19 Marzo 2025 Matteo 1, 16.18-21.24a

La generazione è sempre per la vita, ci inserisce nel flusso vitale della creazione, nella storia di amore tra Dio e il creato. Ciascuno di noi, come Giuseppe e Maria, è chiamato a essere padre e madre della vita, dell’amore di Dio nel mondo e per il mondo.

C. Selvatici

Gli umili non si perdono dietro le parole, dietro quegli interminabili racconti dei “perchè”, ma prendono la realtà sulle loro spalle senza troppo storie, con una mansuetudine coraggiosa non umiliante.

L. M. Epicoco

18 Marzo 2025 Matteo 23, 1-12

La sindrome dei buoni sta nel sentirsi dalla parte giusta. Secondo i luoghi comuni i cattivi dovrebbero convertirsi per diventare buoni: invece, secondo il vangelo, tutti dobbiamo convertirci per diventare figli. Ma i cattivi paradossalmente seguono vie più facili.

Alberto Maggi

17 Marzo 2025 Luca 6, 36-38

Chi conosce se stesso, non giudica nessuno! Considera se stesso uguale a tutti, e considera tutti come se stesso: oggetto dell’infinita misericordia di Dio!

Silvano Fausti

16 Marzo 2025 Luca 9, 28b-36

Pregare trasforma: tu diventi ciò che contempli, ciò che ascolti, ciò che ami, diventi come Colui che preghi.

E. Ronchi

Quando Cristo concederà una grazia – perché di questo si tratta quando il cuore esplode dall’evidenza di Lui – non sarà mai per aumentare la proprietà privata di qualcuno ma per diminuire l’oscurità pubblica: “Ritornate giù, in mezzo agli altri, a consolare la loro incredulità con la bellezza di cui sono pieni i vostri sguardi”.

Marco Pozza

15 Marzo 2025 Matteo 5, 43-48

Il vangelo di oggi ci chiede di «amare» e «pregare» rivolti ai nostri nemici, piccoli o grandi, temporanei o permanenti che siano. Amare a comando è parecchio difficile, per questo ci viene consegnata la preghiera come “palestra” dell’amore: pregare per gli altri significa portarli nel cuore, comprenderli meglio, accettare che hanno ragioni e motivazioni profonde, anche se io non le capisco né le condivido.

Dehoniani

“Il discepolo di Cristo è un aggressivo mite, un violento che impara a rovesciare la propria energia bellica in amore, ma per assumere poi un ruolo ancora più trasgressivo. L’aggressività è integrata, non rimossa. Il cristiano in altri termini è un fuorilegge graziato. Non un benpensante o un bontempone.”

Marco Guzzi

14 Marzo 2025 Matteo 5, 20-26

Poi allargando le braccia
si mostra il disarmo delle ali.
Chandra Livia Candiani

Affinché il nostro desiderio infinito di giustizia possa essere colmato, occorre un giudice che adempia a queste tre condizioni: essere il signore della Storia; conoscere il segreto dei cuori; e operare per la riconciliazione e non per la distruzione.

F. Hadjadj

13 Marzo 2025 Matteo 7, 7-12

Vuoi che gli altri ti ascoltino? Impara tu ad ascoltare per primo. Perché in quel momento ti accorgerai che tutto quello che stai chiedendo a Dio, Lui te l’ha già concesso. Allora comincerai a vivere nella sua risposta.

E.Bottaro

La paura più grande che può far ammalare la nostra preghiera è convincersi che essa equivalga a un chiedere a cui non seguirà mai alcun risultato, a un cercare senza trovare mai ciò che si sta cercando, a un bussare senza che nessuno apra alcuna porta. Ma ci si ammala di questo tipo di paura quando ci si dimentica che Dio non è un vaga divinità ma un Padre che ci ama.

L. M. Epicoco