La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

4 Febbraio 2025 Marco 5, 21-43

Gesù guarisce, ma è la fede che salva. O meglio: la parola di Gesù diventa efficace tramite la fede che l’essere umano apre dinanzi a quella parola, come una porta spalancata dinanzi alla potenza risanatrice della grazia.

Sabino Chialà

Toccare significa entrare in una realtà di comunicazione, di corpo a corpo in cui tutto ciò che accade è segnato dalla dimensione della reciprocità perché quando si tocca si è al contempo toccati in maniera inscindibile. Il contatto (con-tatto) è indice di vicinanza, di relazione, di conoscenza ad un livello diverso rispetto a quello verbale.

L. Ferrari

3 Febbraio 2025 Marco 5, 1-20

Quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, poniamo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui finisce la notte e comincia il giorno.

Paulo Coelho

Il male è come un parassita, vive rubando la vita di ciò a cui si aggrappa. Il male lavora nella maggior parte dei casi senza farsi vedere, senza mettersi in evidenza. Basta una zona d’ombra nella nostra vita, e lui come un fungo, come muffa comincia a mettere radici e a rubarci vita, gioia, serenità, pace, significato. L’unico modo di bloccarlo è smascherarlo, è eliminare le zone d’ombra, è lasciare entrare la luce lì dove non entra mai.

M. Epicoco

2 Febbraio 2025 Luca 2, 22-40

Oggi due vecchi, Anna e Simeone, sono i portatori del Nuovo che fa irruzione nella storia, capaci di scorgere la luce e la gloria, che altro non è che bellezza pura, intatta. Diventano, questi due vecchi dagli occhi penetranti, i funamboli di un Dio che è finalmente arrivato, mescolato alla terra, ma con cellule di cielo; passato e futuro nelle loro braccia, vecchiaia e infanzia, segno di contraddizione di un Dio che aspetti e che non ti aspetti mai così.

Luigi Verdi

1 Febbraio 2025 Marco 4, 35-41

Prendere Cristo sulla nostra barca non è un’azione banale da sottovalutare. Lui sulla barca non è una sicurezza, tutt’altro. Lui che germoglia in noi, pur dormendo a poppa su di un cuscino, stravolge le nostre sicurezze e butta all’aria il nostro buon senso. Non c’è nulla che funzioni come prima perché tutto non è finalizzato a rendere e a creare benavere e ad avere onori, ma tutto viene rifinalizzato al servizio e al dare la vita per l’altro.

PG

31 Gennaio 2025 Marco 4, 26-34

La vita porta sempre a compimento i suoi frutti -anche quando pensi che il finale sarebbe dovuto essere diverso-, lo fa con modi e tempi diversi, con mani dolci o crudeli; a volte serve solo sapere che siamo e saremo compiuti in ogni forma e momento.

Quel che è, è il perfetto per quel momento.

Così anche tu.

Francesca Pachetti

30 Gennaio 2025 Marco 4, 21-25

La fede non può essere usata come qualcosa di intimistico da tenere nascosto in qualche cassetto delle esperienze personali.
Chi crede deve poter lasciare che la luce della fede illumini ogni frammento di vita.

L.M. Epicoco

29 Gennaio 2025 Marco 4, 1-20

“Confidate, soprattutto, nel lavoro lento di Dio.

Siamo per natura impazienti di concludere

ogni cosa senza ritardi.

Vorremmo saltare le fasi intermedie.

Siamo impazienti di metterci in cammino

verso qualcosa di ignoto, qualcosa di nuovo.

Eppure è la legge di ogni progresso

che esso si compia passando attraverso

alcune fasi di instabilità –

e che possa volerci molto tempo”.

Teilhard de Chardin

28 Gennaio 2025 Marco 3, 31-35

Conoscerai la vita, e ne sarai riconosciuto, nella misura della tua trasparenza, cioè della tua capacità di svanire come fine e restare semplice mezzo.

Dag Hammarskjöld

L’appartenenza alla comunità di Gesù non ha altro criterio che il fare la volontà di Dio: non vi sono privilegi, appartenenze di diritto o acquisite una volta per tutte, ma l’appartenenza a Dio avviene solamente tramite l’ascolto della Parola che conduce a rinnovare ogni giorno la fedeltà alla volontà del Padre.

L. Manicardi

27 Gennaio 2025 Marco 3, 22-30

I ragionamenti troppo sottili denunciano sempre il silenzio di una verità troppo palese.

S. Fausti

Il peccato contro lo Spirito, che non potrà essere perdonato, non è quello che nasce dal dubbio o dalla debolezza, ma dalla testardaggine di uomini dal cuore duro che, chiusi nelle loro sicurezze, non cercano i segni dell’azione dello Spirito, ma preferiscono attribuire il male a Dio pur di salvare la propria immagine e il proprio misero e meschino potere.

Dehoniani