La Parola del giorno
22 Maggio 2024 Marco 9, 38-40
La libertà dello Spirito deve essere costantemente un memoriale per ciascuno di noi a non rinchiuderci, a tenere sempre aperta la porta del dialogo, della simpatia, dell’umiltà. Quando ci si sente migliori allora in noi il cristianesimo ha fallito. Dobbiamo essere capaci di permettere a chi agisce secondo verità e giustizia di poterlo fare anche se non è “dei nostri”.
L. M. Epicoco
21 Maggio 2024 Marco 9, 30-37
La vicenda umana di Gesù di Nazareth racconta di un Dio capovolto,
un Dio che frantuma il concetto di onnipotenza
e lo riorganizza attorno alla dimensione della mitezza.
Lauro Tisi
20 Maggio 2024 Marco 9, 14-29
Che la nostra preghiera sia una continua richiesta di liberazione per vedere la verità personale e comunitaria delle cose. Che la nostra preghiera possa essere un continuo contatto con il nostro Dio: che ci aiuti a vedere Gesù che passa in mezzo a noi per accoglierlo chiedendo a lui la grazia di essere liberati dalle nostre possessioni e chiedendo la stessa liberazione per i nostri fratelli che attendono un nostro aiuto per la nostra liberazione.
PG
19 Maggio 2024 Giovanni 15, 26-27; 16, 12-15
Lo Spirito Santo altro non è che il Dio nomade e libero,
che inventa, spalanca porte, soffia sulle vele,
fa cose che non t’aspetti. Che dà a Maria un figlio fuorilegge,
a Elisabetta un figlio profeta e agli apostoli il coraggio
di uscire all’aperto dal luogo chiuso, dalla vita bloccata.
Un Dio che non sopporta statistiche né schemi,
non recinti di parole, neppure sacre: Dio in libertà.
Parola nuova che si offre al navigante come nostalgia di casa,
e all’uomo chiuso in casa come nostalgia del mare aperto.
Ermes Ronchi
Lo Spirito santo è il vincolo di comunione con tutti gli esseri in Dio; colui che l’accoglie, con l’umile offerta di se stesso, non conosce più ostacoli alla comprensione e alla comunione con tutto ciò che esiste. Lo Spirito santo crea una novità di vita composta e umanissima. Dio è Spirito, Dio è amore, Dio è unità.
Giovanni Vannucci
18 Maggio 2024 Giovanni 21, 20-25
Il Vangelo è un libro già scritto e attende un lettore che lo sappia leggere, perché già tutto è stato creato nel Figlio, per il Figlio, in vista del Figlio e tutto già è salvato nel Figlio. E l’amore del Padre per il mondo è già pienamente realizzato nell’amore del Figlio per tutto l’universo e per tutte le creature. Allora attende qualcuno che sappia vederlo questo e che, vedendolo, lo viva, perché quando uno lo vede ne è capito, non lo capisce, non lo prende, ma è preso da questo e vive di questo.
S. Fausti
17 Maggio 2024 Giovanni 21, 15-19
Guidami a ciò che sarà,
attraverso ciò che è.
Dammi forza e capacità,
di raccontare quel che sarà.
Io son qui, per la verità
che mi vorrai concedere.
Perso qui, fra le falsità,
che mi farai comprendere.
Marlene Kuntz
Portare a compimento o no questa potenzialità che c’è in ogni cosa dipende dalle relazioni che instauriamo: se c’è uno sguardo capace di intercettare quella bellezza e, guardandola, di farla fiorire.
Alessandro D’Avenia
16 Maggio 2024 Giovanni 17, 20-26
Nell’intimità di Gesù convivono la nostra realtà e quella del Padre, le nostre povertà e grandezze e l’immenso di Dio che si china. Solo stretti a lui possiamo abitare la nostra complessità e quella altrui e camminare verso quella “cosa sola” che è il grande sogno di Dio per l’umanità.
L. Vitali
15 Maggio 2024 Giovanni 17, 11b-19
È nella vita che Dio si manifesta, è nella vita che scopriamo la verità del nostro esistere, è nella vita che sperimentiamo la realtà di quello che siamo e possiamo essere, è nella vita che scopriamo una presenza che diventa esistenza nella verità, è nella vita che possiamo incarnarci ed incarnare la parola viva e vera seguendo colui che è via.
PG
14 Maggio 2024 Giovanni 15, 9-17
La richiesta di Gesù è quella di imparare ad amare Dio da innamorati e non da servi, di non fuggire lontano dall’amore […] Solo questo tendere all’amore, solo questo restarci immersi, come un tuffo «in quell’oceano d’amore che è Dio» e nuotarci dentro sentendoci sostenuti, sfiorati e carezzati e, soprattutto, incomprensibilmente amati.
Luigi Verdi
