La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

16 Aprile 2024 Giovanni 6, 30-35

Un simbolo non si capisce, lo si ama, perchè proprio in quell’eccedenza di senso, nella sua inesauribilità che il simbolo incarna, sta la forza generativa e curativa dell’amore stesso.

Eldo Stellucci

Nessun segno

ti può bastare

se non scegli

di lasciarti segnare

dalla Parola

che orienta la vita,

che dà inizio

ad una svolta.

Il vero problema

non è chiedere e volere dei segni

ma avere occhi e orecchi

per riconoscerli.

M. Manco

15 Aprile 2024 Giovanni 6, 22-29

Abbiamo bisogno di
un maestro che ci sia
padre nel coraggio,
madre nella cura,
cardine nel disorientamento,
sostegno nella debolezza,
testimone nell’ignoranza,
speranza nella difficoltà,
conforto nella notte,
ascolto della vita.
Tutti abbiamo
bisogno di un maestro
che ci indichi il sentiero
per arrivare a noi stessi.

P. Lanza

14 Aprile 2024 Luca 24, 35-48

Cerchiamo Gesù là dove è apparso da risorto, nei posti umili come la strada, la casa, il giardino, la sponda del mare. Proviamo il fremito che ci dà il ritrovarlo, cerchiamo di sentire il nostro cuore battere all’impazzata perché è tornato; piangiamo di gioia nell’ascoltare le parole che sussurra a noi confusi e disorientati, con il cuore sempre vagabondo tra dubbio, stupore e gioia.

L. Verdi

13 Aprile 2024 Giovanni 6, 16-21

Gesù che cammina sulle acque è colui che è riuscito a trasformare l’acqua in strada. Cammina sulle acque chi non subisce gli eventi ma li riconosce, li assume e li attraversa. Cammina sulle acque chi sa che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio.

A. Savone

12 Aprile 2024 Giovanni 6, 1-15

L’Eucaristia sopporta assai più di quello che noi
– giustamente –
temiamo di non saper portare.
Pierangelo Sequeri

L’errore è il pensare che il poco che noi abbiamo non conti nulla.

In realtà non conta nulla quando rimane da solo, ma quando è consegnato a Lui non solo basta ma avanza. Non è magia, ma è il miracolo del possibile offerto con fiducia.

L. M. Epicoco

11 Aprile 2024 Giovanni 3, 31-36

Credere significa liberare in se stessi l’indistruttibile, o meglio: liberarsi, o meglio ancora: essere.

Franz Kafka

Contemplare il volto di Dio è cogliere il destino dell’uomo: l’impegno del Padre ad amarci e la nostra responsabilità a lasciarci amare.

Questa altro non è che trasparenza, trasparenza che fa emergere il senso delle due parole: terra e cielo!

Questa è la nostra identità in sintesi è in verità.

PG

10 Aprile 2024 Giovanni 3, 16-21

Quello che nasce dallo Spirito è Spirito. E la notte si illumina.

Chi è nato dallo Spirito non solo ha lo Spirito ma è Spirito. Non solo è tempio dello Spirito, ma è della stessa sostanza dello Spirito. (…)

E non c’è maiuscolo o minuscolo nei testi originari: maiuscolo per lo Spirito di Dio, la sua forza generante, minuscolo per lo spirito dell’uomo generato.

Non si riesce a distinguere se “spirito” si riferisca all’uomo o a Dio. Questa confusione è straordinaria.

Una bellissima rivelazione: tu, rinato dallo Spirito, sei Spirito.

Sorelle Clarisse Bergamo

9 Aprile 2024 Giovanni 3, 7-15

Essere “nati dallo Spirito” significa incominciare a vivere come lui, che si sente, ma non si sa “da dove viene né da dove va”: significa essere liberi. Liberi dalla disperazione per ogni fallimento, liberi dall’autogiudizio sulle nostre fragilità, liberi dalla paura del dito indice degli altri. Questa libertà, che viene dallo Spirito di Dio, che è amore, è la vera libertà nascosta in ogni occasione della vita, felice o triste che sia. E’ la chiave dell’autenticità e della vera gioia. E’ nascosta in evidenza in ogni dove.

Dehoniani

8 Aprile 2024 Luca 1, 26-38

Con Maria, oggi, ci è chiesto solo di provare a stare nella verità come quando constatiamo che la primavera è arrivata: non dipende da nessuno di noi. È il dono gratuito della Vita.
La nostra parte sta nel lasciarci avvolgere e profumare, illuminare e scaldare, nutrire fino a traboccare di gioia.
In questo modo si diventa generativi: di sé e, insieme, di tutto quello che incontreremo e che chiede di nascere.

P. Lanza