Giovanni 14, 15-16.23b-26
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
“Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi”, ci dice il versetto 25 di questo capitolo. Questa è la sintesi di tutta la vita di Gesù.
Di cosa ha parlato Gesù? Di cosa ha parlato in tutta la sua vita, quando camminava con noi?
Lui ci ha parlato dell’amore del Padre e soprattutto, del suo desiderio di stare con noi.
Proviamo a pensare cosa significhi che Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio. Il bello è accorgerci che il Figlio, che conosce l’amore del Padre, ama tanto i fratelli da dare la vita per loro. La vita di Gesù è il racconto della passione di Dio per l’uomo. Passione che arriva al suo apice nella croce, dove l’amore raggiunge il suo estremo.
Quando Gesù era presso i discepoli, si è manifestato a loro. Oggi noi non lo conosciamo più, non è più presso di noi fisicamente. In questa realtà è bello cogliere come Lui è ancora presso di noi attraverso la Parola del Vangelo.
Il suo non è un dire ma un parlare. Parlare è proprio di Gesù che parla nella storia attraverso il vangelo. Non è Lui che dice ma è Lui, Parola del Vangelo, che parla grazie al Vangelo.
Il vangelo è il racconto di ciò che Gesù ha detto e fatto perché, attraverso il racconto del Vangelo, noi sappiamo chi è Gesù.
Mentre Gesù è stato nel tempo ne è divenuto il centro. Lì tutto è compiuto. Dio tutto ci ha dato. Quello che avviene dopo è luogo dove siamo chiamati a comprendere cosa in quel tempo è avvenuto. Così possiamo sentire la chiamata ad accogliere ciò che è stato donato.
Questo è bello perché ci invita a ricevere una potenzialità, un’eredità infinita che ti porta a vivere la vita!
Il bello della nostra vita abita proprio qui dove il tutto esprime la chiamata ad approfondire ciò che già ci è stato donato: l’essere figli di Dio. A questo siamo chiamati con tutto il mondo amato da Dio.
Gesù, dimorando presso di noi, camminando con noi, anche oggi, ci ha comunicato tutto e ci invita a consumare quanto ricevuto esplicitando ancor di più quanto Lui ha comunicato.
“Ma il Consolatore, lo Spirito santo che il Padre invierà nel mio nome, egli vi insegnerà tutte le cose e vi farà ricordare tutte le cose che vi dissi”, questo ci dice il versetto 26.
Ciò che vale per i discepoli vale anche per noi: Gesù se ne va ma non lasciandoci soli. Gesù prega il Padre, prega per i suoi amici, prega per noi. Supplica il Padre perché trovi il modo di farsi sentire padre. Lui manderà il Paraclito, che aiuta, sorregge, consola. Ci manda lo Spirito Santo che è vita di Dio, cioè amore. Amore di un Dio che ce lo dona sulla croce. Più conosci questo e più ami quanto ti viene donato. Più lo ami e più lo conosci. Questo è quanto lo Spirito ci dona e ci insegna. Non è ispiratore di cose strane.
Ci ricorda ciò che Gesù ha detto: non aggiunge e non toglie nulla. Te lo dice, ti dona la forza per viverlo semplicemente perché è solo l’amore che ti fa capire e ti fa fare. Gesù fa il suo dono sulla croce. Dono fatto nella storia. L’amore ci fa capire e ci fa fare.
Gesù ci insegna passando allo Spirito l’insegnamento ad essere figli. Lo Spirito di amore ci fa capire quanto Gesù ha fatto e ha donato. In fondo altro non fa che farci vivere da figli, facendoci capire quanto Gesù ha detto. Ci insegna ad amare il Figlio e i fratelli.
Allora capisci tutto! Ti fa ricordare le cose.
Ricordare è una parola bella: ricordare è portare nel cuore. Siamo chiamati a prendere coscienza che è l’amore che ti fa riportare nel cuore le parole di chi ami. Parole che entrano nel cuore coscienti del fatto che noi viviamo di ciò che abbiamo in cuore, di ciò che ricordiamo: vivremo la Parola e saremo come Gesù.
Il Figlio ha dato carne alla Parola. Memoria è profezia. Ciò che non è in memoria non esiste. Anche per noi, se non entra nel cuore questa Parola non esiste per noi. Entrare nel cuore vuol dire che la ami e diventa la tua vita: allora vivi da figlio.
Che cosa possiamo dire, a questo punto? Possiamo dire che il Giusto è stato crocifisso. Ma dopo la sua morte è riapparso a dare la testimonianza della potenza di Dio. Nulla potrà essere come prima.
Lo Spirito Santo ci induce ad entrare in tutta la Verità. Siamo chiamati a prendere coscienza del fatto che è l’amore che ci fa capire e ci fa vivere.
Ma dove lo vedo questo amore? Questo dono fiorisce nella pace e nella gioia. Grazie al vento e al fuoco dello Spirito siamo chiamati a cogliere i segni che si manifestano. Quando lo Spirito si allontana o quando la comunità si allontana dallo Spirito, ciò che rimane è solo un’ombra che cammina: una storia raccontata da un idiota, piena di rumore e di furia, che non significa nulla.
Il vento è il fuoco è apertura che ci apre ad un presente di libertà. Il tutto è un ascolto che non dipende dalle lingue perché ognuno, grazie al dono delio Spirito, coglie la bellezza delle parole che l’altro può intendere. Sono parole che trafiggono il cuore, come ci ricordano gli Atti degli Apostoli, perché dicono con semplicità la nostra disposizione alla confusione e all’errore tenendo viva la speranza.
È la bellezza del ritrovare la strada che trafigge i cuori!
È la bellezza del Consolatore, lo Spirito che aiuta ogni uomo a superare l’angoscia e la paura che può sorprenderci davanti alla grandezza di Cristo. Così davanti all’esperienza del limite e del tratto del volto, noi che siamo chiamati a viverlo cogliamo la storia che ci consola.
Così lo Spirito ricorderà al nostro cuore i nomi del Risorto. Lo Spirito ci insegna ogni cosa non perché ci chiama alla ripetizione ma per portarci a vivere il nostro Essere.
Gesù era testata d’angolo che apre una nuova conoscenza ogni giorno. Questa è pietra dove vive il fuoco d’amore capace di rendere una casa qualunque un focolare attorno al quale ogni volto non fa che aumentare il calore, conscio del fatto che ogni timbro di voce non fa che rendere l’armonia più sinfonica.
Lo Spirito ci è dato per dare carne al nostro volto rendendoci icone viventi più vive. Così lo Spirito Paraclito è bello perché sta sempre dalla parte della vita dell’altro cogliendo la bellezza dell’intimità di ogni donna e ogni uomo, di ogni essere che vive sotto il cielo.
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