Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”.
Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
Il brano precedente termina con l’espressione di Gesù “io sono la via, la verità e la vita”. Lui è da seguire come via vera che porta alla vita. In questa vita in cui Gesù è la via lui ci mostra il volto del Padre.
Siamo all’interno dell’ultima Cena che Gesù ha iniziato amando i suoi fino alla fine prendendo un asciugatoio e un catino con dell’acqua e lavando i piedi ai discepoli. Li ha poi invitati a mangiare di lui. Ha offerto se stesso ad ognuno di loro per la loro salvezza. Lo ha offerto anche a Giuda che subito dopo è uscito per tradirlo: ed era notte. Lo ha offerto a Pietro che lo tradirà. Lo ha offerto ad ognuno dei discepoli che fuggiranno uno dopo l’altro: solo Giovanni con Maria sarà presente sotto la Croce.
Gesù ci mostra il volto del Padre e ci permette di conoscerlo, attraverso il suo volto e la sua conoscenza. Il Padre è passione infinita per ogni uomo. Il Padre dà tutto se stesso per ogni uomo, non importa la sua dignità e la sua capacità, non importa se tradisce o se rinnega, non importa se fugge nell’ora della Croce: lui si dà.
Quale padre non darebbe la propria vita per far salva quella del figlio? Il Padre dona tutto se stesso all’uomo, non gli rimane più nulla, nemmeno il Figlio. Nel momento in cui l’uomo gli ammazza il Figlio, il Padre nel Figlio dona lo Spirito. Gesù disse: “Tutto è compiuto”: chinato il capo spirò. I padri della chiesa hanno sempre visto in questo spirare di Gesù il suo emettere lo Spirito, ultimo respiro del Figlio per l’uomo.
La vendetta del Padre è questa: amare sempre e comunque, fino alla morte del Figlio e al di là della morte del Figlio. Gli abbiamo ammazzato il Figlio e il Padre si vendica non lasciandoci soli, mandandoci lo Spirito.
Nella passione di Gesù per l’uomo noi scopriamo la passione del Padre. Nel volto emaciato del Figlio noi vediamo il volto sofferente del Padre. Una sofferenza piena di amore e di passione, lontana da ogni odio e piena di ogni perdono: Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno.
Contempliamo il volto del Figlio nella Passione e nella Risurrezione e scopriremo il volto dell’unico e vero Padre. Lo potremo scoprire in ogni attenzione di Gesù per la donna adultera, per la vedova che accompagna il figlio morto al sepolcro, per Lazzaro e le sue sorelle, per il cieco nato, per la Samaritana, per Pietro, per gli stessi farisei da lui così attaccati nella loro cecità, nella predilezione per i poveri, per i ciechi, per gli storpi, per i sordi, per i carcerati, per i lebbrosi. Sul volto misericordioso e compassionevole del Figlio scopriremo il volto compassionevole e misericordioso del Padre. Accogliamo l’invito di Gesù: siate perfetti come è perfetto il Padre mio che è nei cieli che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi.
Questo è il volto del Padre che Cristo ci mostra e ci offre. Ce lo mostra e ci invita a seguirlo sulla via della vita che coincide col Volto del Padre. In verità vi dico. Chi crede in me compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi perché vado al Padre.
Gesù ci lascia campo libero: se ne ritorna al Padre e consegna in mano a noi tutto. Noi possiamo seguire Lui che è via nella verità della vita e manifestare a noi il volto del Padre. Tutto quello che chiederemo egli ce la concederà. Ce lo ha detto Gesù: anche noi possiamo compiere le opere che lui ha compiuto e possiamo farne di più grandi. Anche noi possiamo mostrare il volto del Padre amandoci fino in fondo e lavandoci i piedi gli uni gli altri: come ho fatto io così fate anche voi.
Anche noi possiamo unire la nostra offerta a quella di Gesù e divenire a nostra volta corpo e sangue mangiato dai fratelli per la loro salvezza. Anche noi, se ci esporremo nell’amore, saremo traditi e rinnegati, traditi nella fede. Se appena prenderemo la fede in Gesù sul serio, cominceranno a prenderci per fanatici e pazzi e gireranno al largo da noi. Questo i nostri amici, i nostri compaesani, i nostri parenti. Faranno di tutto, come i parenti di Gesù, perché noi non perdiamo la vita per gli altri, vorranno salvaguardarci, ci prenderanno per fuori di testa, non ci permetteranno di vivere il vangelo e di testimoniarlo. Così farà il nostro buon senso, così faranno le convenzioni sociali, così faranno le regole del mercato, così faranno le pressioni politiche… tutto ma non il vangelo e soprattutto: non esageriamo. No alla radicalità!
Gesù ci lascia campo libero perché i fratelli sul nostro volto possano riscoprire il volto del Padre donatoci da Cristo. Ce lo dice lui: faremo le stesse cose che ha fatto lui e ne faremo di più grandi, a noi la scelta di campo.
Gesù è il volto visibile dell’Invisibile Iddio, la parola udibile del silenzio di Dio, il gesto verificabile della nascosta volontà di Dio.
Giancarlo Bruni
Tutti vorremmo una visione del divino per mezzo di altri. Ma a Dio si giunge attraverso il Figlio, senza relazione col Figlio non si entra nel mistero del Padre. Un Dio solamente raccontato è un idolo, la narrazione non può essere mai l’esperienza del divino, le parole anche se sacre non sono il Verbo.
Avveduto
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In ogni cibo che diventa comunione e fraternità, lì è presente il Padre, lì c’è la vita e questo cibo è la vita del mondo. Il mondo vive grazie all’amore, senza questo amore, il mondo è morto, è un mondo di morte.
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