In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
L’invito è chiaro: agire anziché reagire. Grande atto di libertà, questo, che chiede il coinvolgimento di tutto il nostro essere.
Reagire è la cosa più spontanea e più facile, anche quando ci lascia con dell’amarezza in bocca. Di fronte ad una azione del prossimo noi reagiamo di conseguenza. Se il prossimo ci manifesta del bene noi reagiamo bene; se il prossimo ci tratta male noi reagiamo male. E se è naturale che la risonanza dentro di noi sia negativa o positiva a seconda dell’azione esterna, non possiamo essere indifferenti, se vogliamo libertà, di fronte al nostro agire.
Comprendere la nostra reazione interiore passando dalla reazione alla azione significa comprendere la nostra reazione e scegliere la nostra azione. Grande atto di libertà, grande difficoltà della vita.
La reazione per noi è cosa di buon senso e cosa necessaria nella vita se non vuoi essere triturato dagli eventi. Reazione necessaria anche se, giorno dopo giorno, ci accorgiamo che questo modo di essere ci rovina la vita e ci costringe all’angolo della guerra mafiosa.
Agire è un atto di libertà grande che mi porta sempre a riflettere se quello che faccio, e prima ancora quello che voglio, sia cosa buona oppure no, indipendentemente dagli eventi esterni.
Se non abbiamo il coraggio di affinare questo gusto del bello e del buono, altro non faremo che accrescere il male nel mondo e la reazione al male col male che alimenta il male nel mondo, appunto.
Agire anziché reagire è dinamica di bene che può rompere la cascata di male che ci circonda, ci avvolge e rischia sempre più di disumanizzarci travolgendoci.
Agire, anziché reagire, è la sintesi dell’osservare i comandamenti del Signore che è poi uno: amare. E solo chi è libero dentro prima che fuori, può amare. Chi libero non è troverà sempre sulla strada dell’amore degli ostacoli interiori che faranno da impedimento e da inciampo ad ogni passo che noi tentiamo di fare verso il bene.
Agire è azione previa per ogni possibilità di dimorare nell’amore. Agire consegue dal fatto che Dio ci ha amati per primi. Agire anziché reagire significa essere discepoli di quell’Amore Incarnato che si chiama Gesù e che ci fa cristiani.
Agire è atto di fede che va oltre ogni apparenza perché noi dimoriamo in Lui se ci amiamo come fratelli, come Lui ci ha amati: questa è la fede.
Agire anziché reagire è passaggio dalla morte alla vita: “Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama dimora nella morte” (1Gv 3, 14).
E ben sappiamo che la fede è inscindibile dall’amore, anzi ha come oggetto l’amore. Infatti: “Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1GV 4, 16).
Ben sapendo che l’amore di Dio è inscindibile dall’amore per l’uomo, se non vogliamo essere falsi e tendenziosi, siamo anche coscienti del fatto che non si può amare “a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1 Gv 3,18).
Rimanere nell’amore, rimanere e dimorare in Lui, è dunque un atto di libertà che coinvolge tutta la nostra esistenza portandoci a quelle profondità di discernimento e comprensione che apre la porta all’agire anziché al reagire; facendoci arrampicare fino a quelle altezze dove seguendo Cristo via dell’amore che ci indica la via della vita, possiamo giungere a contemplare il panorama della verità, perché liberi da ogni falsa costrizione di buon senso a dovere reagire.
Così rimarremo in Lui come tralci alla vite e porteremo frutti, frutti di amore e di libertà, discepoli di Lui via, verità e vita.
Rimanere nell’amore, rimanere e dimorare in Lui, è un atto di libertà che coinvolge tutta la nostra esistenza portandoci a quelle profondità di discernimento e comprensione che apre la porta all’agire anziché al reagire; facendoci arrampicare fino a quelle altezze dove seguendo Cristo via dell’amore che ci indica la via della vita, possiamo giungere a contemplare il panorama della verità, perché liberi da ogni falsa costrizione di buon senso a dovere reagire.
PG
Rimanete, dimorate, abitate, non andatevene. L’amore è reale come un luogo, un continente, una tenda, ci puoi vivere dentro. È la casa in cui già siamo, come un bimbo nel grembo della madre: non la vede, ma ha mille segni della sua presenza che lo nutre, lo scalda, lo culla.
Ronchi
Se vuoi ricevere quotidianamente la meditazione del Vangelo del giorno
ISCRIVITI QUI
Guarda le meditazioni degli ultimi giorni
31 Marzo 2026 Giovanni 13, 21-33.36-38
Giuda, fratello mio…
Ci sono solitudini che fanno rumore.
La tua, Giuda, no.
La tua cade in silenzio, come una moneta sul fondo del mondo.
E io ti penso lì, fratello smarrito, ultimo tra gli ultimi,
con addosso non il peccato — che pure gli uomini adorano contare — ma il dolore.
Quel dolore che spacca il fiato, che toglie il nome alle cose,
che fa della notte una stanza senza porte.
Ti hanno lasciato addosso il marchio del gesto, e si sono dimenticati dell’abisso.
Si sono fermati al bacio, e non hanno visto la ferita.
Hanno contato i denari, e non hanno contato le lacrime.
Ma io, stasera, se potessi, verrei a cercarti.
Non per assolverti come fanno i giusti.
Non per spiegarti, che certe anime non si spiegano.
Solo per sedermi accanto. Solo per dirti: resta.
Ancora un momento. Non andare così lontano dentro il tuo buio.
L. Santopaolo
30 Marzo 2026 Giovanni 12, 1-11
Noi vorremmo provare a entrare in questa settimana Santa accompagnati dal profumo del nardo di Maria, dall’immagine di questo aroma che si espande fino ad arrivare addirittura sotto la croce. Sarà questo il modo migliore per tenere lontane le continue immagini di morte che ci vorrebbero distogliere dal profumo della vita che Cristo ci è venuto a donare con la sua Risurrezione.
Dehoniani
Hanno deciso la tua morte, ma io ti profumo con ciò che fa vivere, l’hai insegnato Tu che l’amore fa esistere.
Tu ci hai riempito d’amore. Ci ami troppo, piccoli e peccatori come siamo, e io ti ricambio con questo troppo di profumo.
Ermes Ronchi
29 Marzo 2026 Matteo 21, 1-11
La Parola non è prima di tutto un comando, una direzione, un cosa fare, ma una promessa che vince anche le nostre morti. L. Vitali
Per noi l’eternità è una questione di quantità (un tempo che non finisce), ma nel Vangelo l’eternità è questione di qualità. Gesù non promette ai suoi discepoli un ombrello assicurativo per ripararli dagli inconvenienti che possono capitare (uno tra tutti la morte) ma insegna che a decidere la felicità o l’infelicità, la realizzazione o il fallimento personale non è ciò che capita, ma il modo con cui reagiamo a ciò che capita: sostenuti, nutriti e guidati dalla sua parola sarà sempre possibile scegliere di amare, perciò di scegliere la vera vita (anche sulla croce). P. Lanza
Giovanni Nicoli | 7 Maggio 2026