Giovanni 3, 1-8
 
 
 

Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».

Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

Il richiamo che ritroviamo spesso nel vangelo di Giovanni all’importanza dello Spirito e alla insufficienza della carne, non è una negazione dell’importanza della carne, può sembrare contrapposizione, ma, se lo è, lo è solo in parte e in un ben specifico ordine di idee.

La carne ci è donata nella nascita, ci è donata dall’incontro fra i due genitori, o, meglio ancora, fra un ovulo e uno spermatozoo. La rinascita ci è donata dallo Spirito che soffia dove vuole come il vento.

La carne è il nostro corpo, la nostra educazione, quello che apprendiamo dalla nostra esistenza sociale. Lo Spirito è il divino in noi, è il volto di Dio nel nostro cuore, è il completamento della creazione in noi. La carne è corruttibile e mortale, lo Spirito ci imparenta con Dio ed è forza perenne del principio vitale.

Fin dagli inizi l’uomo è composto di argilla e di soffio vitale divino, di terra e di cielo. La terra non può vivere che di cielo e il cielo non può che vivere in terra.

La Carne è quello che noi siamo, lo Spirito è quello che siamo chiamati a diventare. La Carne è l’impasto, lo Spirito la forma. La Carne è il nostro quotidiano, lo Spirito è il significato di questo quotidiano.

La Carne sono i nostri rapporti, lo Spirito è l’amore che entra in questi rapporti. Lo Spirito senza la Carne, per l’uomo, rimane senza rapporto; la Carne senza lo Spirito rischia sempre più di essere solo violenza e aggressività.

La Carne è uomo, lo Spirito è donna.

Non è una cosa secondaria lo Spirito nella nostra esistenza. La mancanza di significato si abbatte sempre più sulla mancanza di senso delle nostre vite.

La Carne senza lo Spirito sono le tante cose fatte senza significato. Quando manca il senso, il significato, lo Spirito appunto, la persona non è più persona: è oggetto. È oggetto come macchina da lavoro, come macchina da guerra, come mezzo di statistica, come strumento di consumo, come business. Sarà anche bella questa persona, ma è bella senz’anima, cioè vuota.

Il richiamo a rinascere dallo Spirito è un richiamo a rinascere dall’amore e all’amore, senza il quale ogni gestualità è vuota e serve solo a mercanteggiare.

Non c’è più donatività, non c’è più capacità di gratuità, tutto è mezzo di contratto, la nostra esistenza rischia di ridursi a mercanteggiare, la capacità di perdono è bandita dalla nostra esistenza. Appunto la Carne senza lo Spirito.

Questo Spirito che è dono di amore della Trinità è ciò che ci viene donato nel battesimo dove rinasciamo da Acqua e da Spirito. Rinasciamo nonostante le nostre limitatezze, incapacità, i nostri peccati.

Come Nicodemo anche noi non crediamo di potere rinascere dall’alto, anche noi ci chiediamo ma come è possibile che un vecchio, come vecchio poteva essere Nicodemo, possa rinascere non potendo entrare di nuovo nell’utero di sua madre. Anche noi ci vediamo vecchi ed irrecuperabili.

Ma il dono dello Spirito nel Battesimo, il dono dello Spirito nell’Eucaristia, il dono dello Spirito nell’incontro con la Parola, il dono dello Spirito nell’incontro con il Risorto diventa rinascita dall’alto ogni giorno.

Il Signore è Risorto ed è presente in mezzo a noi, lasciamo che, col dono dello Spirito, ci faccia rinascere dall’alto e ci renda cioè persone con Carne e Spirito.

Non ci abbandoni nel limite della nostra Carne e della nostra pochezza di Amore, ma ci spinga oltre gli orizzonti di questa terra accogliendo, nel suo dono di Amore, il significato del nostro camminare ogni giorno sulle strade di questo mondo.

Per costruire una relazione nuova con Dio, non è più sufficiente l’osservanza di un precetto, occorre “nascere da acqua e Spirito”, aderire a Gesù e al suo stile di vita.

Luciano Locatelli

A questo mondo siamo venuti per darci permanentemente alla luce, per portare in grembo e partorire la nostra identità ancora e ancora, per vivere del mistero dell’immacolata gestazione, dell’immacolata concezione, dell’immacolata venuta alla luce. Questa è la nuova nascita nell’acqua e nello spirito cui Gesù invita a ogni istante.

Pablo D’Ors

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