Luca 11, 15-26

In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.

Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.

Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

Sono convinto che spesso lo spirito muto che Gesù ha appena scacciato, sia parte della nostra esistenza. Il versetto 14 dice che: “Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore”. Credo che il nostro credere che Gesù scacci il demonio in nome di Beelzebul, sia reiterato ed evidente.

Quando noi preghiamo la Madonna con preghiere irresistibili che arrivano al cuore di Cristo e al cuore di Dio, noi altro non facciamo che credere che Gesù sia posseduto dal demonio e che Dio non sia proprio padre. Noi non facciamo altro che proiettare su Dio la nostra esperienza familiare dove il papà era il burbero e la mamma colei che mediava e che convinceva papà ad accogliere le nostre richieste. È vero che non possiamo credere che Dio sia fatto a nostra immagine e somiglianza perché noi siamo stati fatti a sua immagine e somiglianza. Non è il padre o la madre che prendono dai figli ma viceversa.

Dunque credere che Maria sia la via sicura per ottenere delle grazie può essere anche un atto di fede, ma rischia alla grande di essere una bestemmia perché crede Dio non Padre buono che ama i suoi figli, ma Padre burbero che in qualche modo deve farla pagare ai suoi figli. Così Gesù non è proprio affidabile: se non c’è Maria a convincerlo a compiere il miracolo Lui se ne starebbe per i fatti suoi.

Lo spirito muto che c’è in noi non ci rende più capaci di dire Padre a Dio e di crederlo Padre Buono e Misericordioso. Dio è uno da tenere lontano per questo è meglio stare zitti: il buon tacer non fu mai scritto, recita un adagio popolare. Questo diventa il nostro atto di fede!

Lo spirito muto che ci prende ci porta ad evitare Dio come UFO, oggetto non identificato e pericoloso. Siamo divisi dentro e fuori e questa divisione la esprimiamo in ogni dove, anche nella nostra fede che non crede ad un Padre Buono che ha mandato il proprio Figlio per la nostra salvezza e che ci riempie del suo Pane di Vita e del suo Spirito di amore. Siamo divisi dentro e ci perdiamo a proiettare su Dio la nostra esperienza malcelata nei confronti di nostra madre e di nostro padre.

Siamo preoccupati che Dio non sia solo uomo ma che ci sia anche una donna e ci inventiamo una Madonna che nulla ha a che vedere con il mistero di salvezza. Ci dimentichiamo che Maria non è Dio ma che è, prima fra tutti, entrata a vivere la dinamica della Trinità. Non perché era donna ma perché era Maria. Quella Trinità di cui l’unica vera identificazione sessuale è quella di Gesù, Cristo che si è fatto uomo. Né il Padre, che è anche Madre, né lo Spirito, che in ebraico risulta essere al femminile, rispondono alle nostre categorie pseudo sessuali. Se siamo stati creati a immagine di Dio e, dice la Genesi, siamo stati creati uomo e donna, perché l’immagine di Dio è la sintesi di uomo e donna, un senso ci sarà.

Quello spirito immondo muto ci ammutolisce e ci rende incapaci di dire Papà Dio come Mamma Dio, coscienti del fatto che stiamo prendendo in prestito delle categorie umane che dividono. Lui è uno e Trino e la sua personalità è unità e sintesi di mascolinità e femminilità, quella immagine e unità che l’uomo che si unisce alla donna, e viceversa, sono chiamati a ricreare.

Noi, è indubbio, siamo più facili alla divisione e alla violenza e alla guerra, più che all’unità e alla pace. Che il Signore ci liberi dallo spirito muto che pervade la nostra vita ma che, soprattutto, ci liberi da quello spirito di sospetto che crede di più al demonio piuttosto che al Padre nostro che è nei cieli.

Per quanto possiamo armarci di buona volontà, buoni propositi e impegno,

 il male delle volte è più forte delle nostre forze, e se confidiamo

solo nelle nostre capacità, prima o poi soccombiamo. 

La nostra forza invece non consiste solo nel fare tutto il nostro possibile,

ma nel fare il nostro possibile insieme a Cristo. 

Senza Cristo è altissima la probabilità di disperdere tutto ciò

 che di prezioso abbiamo nella vita.

  1. M. Epicoco

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