Luca 12, 49-53
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
C’è buio, sono le cinque del mattino. Sto camminando su di una collina al buio. Il vento spira forte e ogni tanto si quieta. Tace. Tra un movimento e l’altro lascia spazio a rumori di ogni genere. A volte questi rumori sono familiari, a volte i rumori sono sconosciuti e aprono la fantasia ad ogni genere di pensiero. Non sai cosa nasconda un rumore, che cosa si muova dietro ad esso.
A volte un rumore genera paura e timore. Cerchi di scrutare nel buio per cogliere il movimento di un animale, di una persona, di un serpente e altro ancora. Più guardi nel buio e meno vedi e più il cuore si inquieta.
Fino a quando ti decidi a distogliere lo sguardo dal buio e ad ascoltarlo alzando gli occhi al cielo. E l’incanto si apre davanti a te e dentro di te. Il cielo è un mare di stelle in cui il tuo sguardo si perde e il tuo cuore si tuffa. E la pace viene a te. Un altro rumore, abbassi lo sguardo e l’inquietudine ritorna. Ma appena rialzi lo sguardo la pace è con te.
Il buio non è la stessa cosa della luce, eppure ti parla. In fondo le stelle le vedi veramente solo al buio, non certo alla luce del sole o sotto un lampione. Eppure il buio parla. Fa la differenza.
Come fa la differenza il fuoco che Gesù è venuto a portare sulla terra. Quel fuoco dello Spirito che evidenzia ed esalta le differenze. Non per accusare o per scomunicare, ma semplicemente per evidenziare ciò che una cosa è e ciò che una cosa non è.
Del fuoco ne abbiamo paura eppure non ne possiamo fare a meno. Lo desideriamo nelle giornate fredde invernali, lo desideriamo nelle giornate in cui tutto sembra spento. Lo desideriamo come compagnia nelle sere fredde e solitarie; lo desideriamo come alter ego quando la solitudine attanaglia il nostro cuore.
Del fuoco ne abbiamo bisogno anche se il fuoco evidenzia le differenze. Il fuoco è crogiolo che purifica il metallo e ci riempie di vita nuova. Il fuoco brucia tutte quelle scorie che portiamo con noi come cianfrusaglie della vita. Soprattutto quando il nostro cuore e la nostra mente sono invasi da pensieri e da sentimenti che creano dipendenza dal male, che ci spingono alla maldicenza interiore, quando non possiamo fare a meno di pensare e di dire male del fratello.
Questa opera del fuoco, tanto necessaria, ci intimorisce e ci lascia senza fiato. Questa opera del fuoco è per noi vitale come il guardare le stelle e ci pacifica quando lo accogliamo anche se, appena abbassiamo lo sguardo e vediamo il fuoco, il timore ritorna a galla.
Il fuoco evidenzia ciò che l’acqua purifica. Quell’acqua che ci è tanto necessaria e che, allo stesso tempo, ci intimorisce quando è una massa enorme che ci sovrasta e quasi ci fa annegare.
Eppure senza l’acqua non vi è purificazione. Una purificazione che alle volte è distruttiva e fangosa. Una purificazione che ci chiede il coraggio, ancora una volta il coraggio, di tuffarci in questo mare di silenzio in cui ci è dolce naufragare. Perché è il silenzio maroso dell’abbraccio di Dio che ci parla.
Ne consegue che con tutti i nostri timori e le nostre incertezze, possiamo lasciare emergere in noi il desiderio di un fuoco purificatore e riscaldante di compagnia, il desiderio di un’acqua purificante con la sua violenza ma quietante col suo abbraccio quando accettiamo di tuffarci in essa.
E le differenze diverranno più nette, come più netto emergerà il nostro desiderio di bene da ricevere come dono da Gesù. Come più netta sarà la nostra libertà di scelta, di scegliere quell’abbraccio purificante e misericordioso di Dio che manda noi come il suo Spirito di fuoco purificatore, la sua acqua ristoratrice.
E anche in noi il desiderio e l’inquietudine, perché tutto questo si compia, abiterà la nostra esistenza quotidiana riempiendola di nuova linfa vitale e di un desiderio nuovo di bellezza e di bene.
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