6 Novembre 2025 Luca 15, 1-10

Giovanni Nicoli | 6 Novembre 2025

Luca 15, 1-10

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Il Padre, Dio Padre, il Misericordioso, Colui che accoglie a braccia aperte il figlio morto che ritorna ed esce incontro al figlio scriba che mormora perché perdona colui che aveva sperperato la sua eredità, si presenta a noi quest’oggi, nell’uomo pastore e nella donna di casa. Il Padre viene a noi nel Bel Pastore, il Figlio incarnato, morto e risorto per noi. Il Padre viene a noi nello Spirito, donna che spazza la nostra vita come vento, liberandoci da tutte le sporcizie di cui siamo pieni.

Il Padre manifesta il suo volto a noi, grazie al Figlio che è uomo, Bel Pastore appunto, che incarna l’amore di Dio Padre. Il Padre manifesta il suo volto di donna, grazie allo Spirito Santo: incarnazione della tenerezza di Dio.

Il Figlio amore come lo Spirito tenerezza, sono due facce della stessa medaglia. Forte è l’amore perché è tenace, è maschio, non demorde. Ma l’amore proprio quando è forte diventa tenero, cioè debole, fragile. L’amore se non è fragile amore non è. La tenerezza se non è piena di amore forte rischia di diventare solo sdolcinatura.

Il Figlio, amore del Padre, lascia le novantanove giuste e va alla ricerca della perduta. Sappiamo bene che Lui è venuto non per i giusti ma per i peccatori. Sappiamo bene che Lui ritrova il suo senso vitale nel suo essere medico dei malati e non dei sani.

Il Padre in Gesù Figlio, amore incarnato per l’uomo, trova tutta la sua gioia misericordiosa nel far piovere sul campo del giusto come dell’ingiusto, sul campo del buono come sul campo del cattivo. Se così non fosse i figli degli uni e degli altri non potrebbero ritrovare sulla loro tavola del buon pane che li sfami. Il Padre Misericordioso in Gesù Bel Pastore non lancia bombe sulle nazioni canaglia che non rispettano i miei diritti. Lui fa piovere sui loro campi perché il grano possa germogliare e possa, passo dopo passo, diventare pane buono sulla mensa dei piccoli.

Lo Spirito Santo, donna vento che soffia non sapendo da dove venga e neppure dove vada, spazza la casa per ritrovare la perla nascosta da sempre cercata. Lei sa, lo Spirito Santo immagine incarnata del volto di Dio Madre, che nel campo c’è un tesoro nascosto. Non si ferma alle apparenze di un campo abbandonato o di una pecora smarrita. Lo Spirito Santo, donna di amore tenero e tenace, soffia e spazza la casa, pulisce il campo, scava lo stesso campo, vende tutti i suoi averi di amore, perché il tesoro possa ritornare alla luce, perché la perla preziosa possa essere comprata col dono dell’Incarnazione del Figlio e con il dono della sua morte e risurrezione.

Il tesoro altro non è che il volto del Padre in noi; la perla preziosa altro non è che il nostro essere stati creati a sua immagine e somiglianza. Il Padre vuole che grazie all’ascolto della Parola i pubblicani e i peccatori ritrovino la vita, rincontrino la loro vera umanità, riacquistino la libertà.

Tutto ciò che è scoria viene bruciata dal fuoco di tenerezza che è lo Spirito Santo donato a noi quest’oggi. Tutto ciò che è sassi ed erbacce viene ripulito dal Figlio contadino che ha cura della vigna del Padre suo. E la vigna ritorna a portare frutti di gioia; e il campo ritorna a far germogliare il suo grano; e la dracma perduta, perla nascosta nei meandri della storia, possa, grazie all’amore forte di Cristo uomo e all’amore tenero dello Spirito Santo donna, ritornare alla luce, ritornare a splendere sul volto di ogni figlio di Dio.

Il risultato di tutto questo non può che essere che una festa. Una festa fatta con gli amici e i vicini perché la pecora perduta è stata ritrovata e recuperata alla vita, è stata salvata da morte certa dispersa come era nel deserto arido. E la festa continua grazie alla Donna Spirito che chiama le amiche e le vicine perché la gioia per la perla ritrovata è incontenibile.

La potenza dell’amore del Padre si incarna nel Figlio. La tenerezza dell’amore del Padre soffia su di noi grazie allo Spirito femminilità del Padre in mezzo a noi.

L’amore infatti più è forte, più rende deboli. Potremmo dire che l’amore più è veramente maschile e più si esalta nella femminilità. Più l’amore è vero nella tenerezza della sua femminilità e più è forte nella sua mascolinità.

Il risultato: il volto del Padre su ogni figlio di uomo e donna che abitano questa terra.

Il punto in cui si smette di cercare

e ci si dispone a essere trovati,

qualcosa ama il numero dei miei capelli

non sa nome né storia

ma ha memoria di ogni singolo respiro

ama i battiti nella notte

i denti e i pugni stretti

ama lo spalancarsi delle braccia

nell’affidamento, il precario equilibrio

sull’orlo dei precipizi, e i passi oscillanti

sul lago appena ghiacciato.

Ti salvo. Salvo di te il soccorso

e la spinta, l’immisurabile

e il limite. Mi lascio accogliere

con la vigile mutezza

dei piccoli e dei selvatici.

Caduta, ripresa.

Ci sei.

Chandra Livia Candiani

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