In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».
Ciò che è esaltato davanti agli uomini, la disonesta ricchezza, è detestabile davanti a Dio. Credete che sia venuto a portare la pace sulla terra? No, sono venuto a portare il fuoco, e come vorrei che fosse già acceso. Per questo in una stessa famiglia si divideranno due contro tre e tre contro due; padre contro figlio, e figlia contro madre.
O con me o contro di me: dicono i nostri governanti, compresi quelli che dicono di essere eletti direttamente dalla gente. O con me o contro di me, dice ognuno che fa la guerra pensando di essere quello veramente valido mentre invece difende solo se stesso creando luoghi continui di morte per i poveracci! Andate a quel paese tutti, verrebbe da dire, perchè siete degli ammazza innocenti e vi interessa solo il vostro portafoglio. C’è chi tenta di destabilizzare i governi moderati, e oppressivi, dei paesi arabi. C’è chi paga i propri grandi elettori a cui ha fatto un sacco di promesse in cambio di…; gli armatori sono felici perché si dà via libera alla produzione delle armi; c’è chi riceve l’incarico di studiare tutta la tecnologia computeristica per una guerra cosiddetta avanzata.
Dio dice: non potete servire due padroni, o odierete l’uno e amerete l’altro, oppure vi affezionerete all’uno e disprezzerete l’altro.
Il nostro cuore è così: ha in sé la possibilità di una priorità! Se non riesce a concentrarsi su di una priorità, si disperde e si spacca.
La ricchezza, in sé, è sempre disonesta, per il vangelo, perché crea per contrappeso povertà. Il richiamo che il Signore ci fa ad essere fedeli con i beni, nel poco, per poter essere onesti nel molto, la vita di Dio, non è per nulla campato per aria. Essere onesti nel poco, nell’uso dei beni, significa sapersi conquistare amici con la disonesta ricchezza, cioè condividere anziché accumulare; imparare, come ha imparato l’amministratore infedele, la misericordia e il dono, anziché l’accumulo.
Questo ci porta ad arricchirci davanti a Dio, ad arricchire cioè la vita di Dio in noi, la nostra capacità di condivisione e di misericordia. Questo, nella vita di ogni giorno, significa crescere nella vita interiore e nella fedeltà ad essa; crescere nell’attenzione dell’immagine di Dio in noi. Questo è strettamente legato all’uso che noi facciamo dei beni, la ricchezza esteriore. Che continua ad essere trattata come ricchezza esteriore, qualcosa che ha una sua funzione, ma comunque una funzione secondaria.
L’esempio di Zaccheo rimane per noi emblematico: ha capito alla fine come realmente funzionava la vita. Noi normalmente, apertamente o nascostamente, ridiamo di questo: ci facciamo beffe di Cristo e di chi sostiene tutto ciò, ritenendoci giustamente giusti. Ma Dio conosce i nostri cuori e ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio.
Passare dall’economia dell’accumulo all’economia del dono, è la sfida del vangelo di oggi. La vera alternativa è posta tra Dio e mammona, ed è un’alternativa che va contro la tentazione di tenere i piedi in due scarpe. Non siamo chiamati a demonizzare i beni, ma a non assolutizzarli, perché Dio è l’unico Signore. È il Signore che ci ha affidato, le cose, le persone, la natura, il lavoro, il mondo, la fede: assolutizzare tutte queste cose significa entrare in una dinamica di accumulo che è distruzione. Questo perché mette in atto una perversione che fa dei mezzi il fine.
È la falsa astuzia che fa ritenere il benessere e il progresso materiale come fine dell’uomo e del suo vivere sociale. Falsa perché porta l’uomo a sacrificare il suo vero bene, compreso quello materiale, all’opera ingiusta e idolatra.
Tutto ciò che c’è è dono di Dio, è un mezzo per entrare in comunione con il Padre e con i fratelli. I beni, che l’uomo stima così tanto, sono una cosa minima rispetto al vero bene. D’altra parte sono necessari per conseguirlo: il nostro futuro si decide qui ed ora nell’uso corretto che ne facciamo. In questo si esprime la nostra fedeltà a Dio. Il fallimento dell’uomo consiste nell’amare ciò che non è l’oggetto del suo cuore.
Abbandonando la logica dell’apparenza scopriremo la logica di Dio che vede l’essenziale che conta e non l’effimero che finisce.
L.M. Epicoco
Essere onesti nel poco, nell’uso dei beni, significa sapersi conquistare amici con la disonesta ricchezza, cioè condividere anziché accumulare; imparare, come ha imparato l’amministratore infedele, la misericordia e il dono, anziché l’accumulo.
PG
Se vuoi ricevere quotidianamente la meditazione del Vangelo del giorno
ISCRIVITI QUI
Guarda le meditazioni degli ultimi giorni
19 Novembre 2024 Luca 19, 1-10
Devi scendere! Scendere nella tua pura nullità, nella tua povertà, nella tua impotenza… Se ti resta ancora qualche attaccamento alla natura, quando la verità ti ha già dato qualche luce, non la possiedi ancora, non è divenuta il tuo bene proprio. Natura e grazia lavorano ancora insieme, non sei giunto all’abbandono perfetto… ; questa non è ancora la piena purezza. Per questo Dio invita tale uomo a scendere, lo chiama cioè ad una piena rinuncia, ad un pieno distacco da tutto ciò in cui la natura possiede ancora qualcosa di proprio. « Perché oggi devo fermarmi a casa tua ; oggi la salvezza è entrata in questa casa ». Avvenga per noi quest’oggi d’eternità.
Giovanni Taulero
18 Novembre 2024 Luca 18, 35-43
La vera preghiera non è nella voce, ma nel cuore. Non sono le nostre parole, ma i nostri desideri a dar forza alle nostre suppliche. Se invochiamo con la bocca la vita eterna, senza desiderarla dal profondo del cuore, il nostro grido è un silenzio. Se senza parlare, noi la desideriamo dal profondo del cuore, il nostro silenzio è un grido.
Sant’Agostino
Dove le tue ombre ti fanno credere che è la fine e non c’è più nulla da fare perché tutto rimarrà come prima, Dio ti prende per mano, ti rialza e ti fa scoprire un nuovo inizio, ti fa vedere “di nuovo”, ti dà uno sguardo nuovo sulla realtà: ti fa vedere che esiste qualcosa che prima non vedevi. Metti a tacere chi ti vuole rubare la speranza rialzandoti, mettendoti ancora una volta in cammino per seguire ciò che desideri veramente.
F. Rubini
17 Novembre 2024 Marco 13, 24-32
Il Figlio dell’uomo tornerà, avrà davanti a sé tutta l’umanità, spoglia di ogni privilegio terreno; ognuno avrà in mano il suo cuore di uomo e verrà interrogato sull’amore. Ci troveremo davanti all’Amore assoluto! Non perdiamo più tempo di quanto ne abbiamo perduto, scuotiamoci da ogni inerzia; pensiamo che ogni istante della nostra giornata è pesato e misurato dalla verità e dalla luce di Cristo.
Giovanni Vannucci
Non bisogna chiudere gli occhi di fronte ai drammi della vita, ma non bisogna lasciarsi sopraffare dagli eventi e cercare invece di cogliere i segni di speranza.
R. Vinco
Giovanni Nicoli | 11 Novembre 2023