Luca 6, 27-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Dà a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Mentre inizio ad accostarmi alla Parola, aprendo le finestre, il mio sguardo si sofferma sulla luna. È una notte stupenda con una stellata ancor più bella e uno spicchio di luna, che non riesce ad oscurare la stellata e nemmeno ad illuminare le colline, splende in cielo. Mi soffermo a guardarla e mi accorgo che è veramente poca la luna che si vede e che solo guardando con attenzione, lasciando che l’occhio si abitui al chiaro scuro, si scorge il contorno di tutta la luna, ben più grande di quel poco che appare.
Mi pare che la nostra capacità di vedere nella nostra esistenza, sia allo stesso livello: vediamo ben poco e ci sfugge l’essenziale e il più.
Il versetto 36 è il centro del vangelo di quest’oggi, ed è anche il centro di tutto il vangelo di Luca: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”.
Questo non è per ottenere merito e non è per dovere: questo è vita. Tutti abbiamo bisogno della misericordia di Dio e dell’amore e del perdono del prossimo. Ciò che vale è cercare di comprendere che senza la misericordia, la nostra vita non è vita. La nostra vita è guerra, la nostra è uno spicchio di luna dove la gran parte viene nascosta e frustrata. Non ci crediamo che senza misericordia la nostra vita non è vita.
I paradossi del vangelo ci possono spaventare o lasciare perplessi. I paradossi del vangelo che ci dicono di amare i nemici, di fare del bene a quelli che ci odiano, di benedire coloro che ci maledicono, di pregare per coloro che ci trattano male, ci lasciano a bocca aperta come qualcosa di irraggiungibile e di irrazionale.
Non ci accorgiamo che ci mostrano la gran parte della luna. Ci mostrano che il nostro spicchio di luna è solo fonte di violenza che genera altra violenza, in una faida infinita che attraversa la storia intera. Chi rompe e interrompe tale faida, è il Padre misericordioso che non fa i conti in tasca al figlio che ritorna ma semplicemente gioisce perché colui che era morto è ritornato in vita.
Senza misericordia non c’è vita e non c’è felicità. Le nostre energie sono tutte rivolte al risentimento e alla vendetta, al come posso farla pagare all’altro. E se tu ti lasci avvolgere dall’abbraccio misericordioso del Padre, tu risulti essere un mentecatto, uno che non sa difendere i propri interessi.
La misericordia del Padre e dei fratelli, è un grimaldello che scardina il sistema mondiale basato sugli interessi. Noi pensiamo che al mondo vi siano ancora dei forti che ci guadagnano sui più deboli. All’apparenza è così. Ma questi forti, a ben guardare, non sono liberi né da compatire di meno dei deboli stessi. Sono schiavi del sistema, anche se all’apparenza ci guadagnano. Non solo: ma si attirano l’odio e il risentimento dell’umanità intera, odio e risentimento che, prima o poi stiamone certi, si presenterà alla loro porta a presentare il conto.
Solo la misericordia paga ed è fonte di felicità vera, che nessuno ci potrà mai sottrarre.
Facciamo agli altri ciò che vogliamo facciano a noi e seminiamo misericordia, raccoglieremo misericordia e libertà: non dovremo dimostrare nulla a nessuno e non saremo schiavi dalla mania di essere i giusti contro gli altri che giusti non sono. Finalmente liberati dallo scandalo, non avremo bisogno di credere che noi e la Chiesa con noi e noi nella Chiesa, siamo i puri e i perfetti. Lo scandalo vero nasce quando la natura della Chiesa, come comunità di perdono e di riconciliazione, si oscura e viene sostituita dall’idea di una Chiesa che salva i peccatori, pensando di non essere lei stessa formata di uomini capaci di peccare, anzi di peccatori.
Che la bellezza del dono misericordioso del volto di Dio, possa splendere su di noi in ogni momento della nostra giornata.
Lasciamoci avvolgere dalla misericordia di Dio; confidiamo nella sua pazienza che sempre ci dà tempo. (…) Sentiremo la sua tenerezza, tanto bella, sentiremo il suo abbraccio e saremo anche noi più capaci di misericordia, di pazienza, di perdono, di amore.
Papa Francesco
La misericordia di Dio non si esprime solo con il perdono ma innova, costruisce, crea e vince la divisione e la morte.
Giovanni Franzoni
Se vuoi ricevere quotidianamente la meditazione del Vangelo del giorno
ISCRIVITI QUI
Guarda le meditazioni degli ultimi giorni
25 Ottobre 2026 Matteo 22, 34-40
Dovremmo tutti indire uno sciopero della parola ‘amore’, per molto tempo, perché torni puro, torni ad essere quello che Gesù sussurrava:
un amore intero, dove ci sia tutto di noi, cuore, anima, mente…
Un amore artigianale, fatto di gesti e sincerità.
Un amore fattivo, che tocca volti, corpi, occhi.
Un amore che non devi specularci sopra, non fatto di pensieri, ma di mani che stringono, sollevano, accarezzano.
Ermes Ronchi
24 Ottobre 2026 Luca 13, 1-9
Davanti al negativo della storia e della natura, il cattivo discernimento divide i buoni dai cattivi in nome della giustizia, oppure considera il male come inevitabile e fatale. Il buon discernimento apre gli occhi e fa cambiare vita.
Fausti
23 Ottobre 2026 Luca 12, 54-59
Si può dare il giusto valore al tempo che stiamo vivendo, al tempo in cui siamo, alla nostra stessa storia,
solo se non diamo per scontato cosa abbiamo dentro, cosa abbiamo ricevuto e cosa possiamo realmente dare.
Accordare la nostra anima sulla chiave della gratitudine, della contemplazione della bellezza e della meditazione sul desiderio.
La giustizia che conseguiremo sarà allora quella di riconoscere e riconoscersi destinatari di vita nuova.
Serra
Giovanni Nicoli | 10 Settembre 2026