Luca 6, 6-11

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.

Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Alzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.

Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.

Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

“Domando a voi”, farisei; “domando a voi”, cristiani del giorno d’oggi. Domando a voi come siete abituati a giudicare la vita: è lecito o no fare del bene in giorno di sabato, “è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?”.

“Domando a voi”: è il grido di Gesù che giunge fino a noi, perché anche noi siamo scribi e farisei a modo nostro.

Il giorno di sabato è il giorno dedicato alla lettura della Torah, della Legge, della Parola. È possibile leggere la Parola sulla pelle dei fratelli, o è male? È lecito oppure no? Si può fare del bene, oppure no?

In cosa siamo impegnati nella nostra vita, all’interno della chiesa? È mai possibile che un laico dica ad un prete quello che deve fare? Siamo ancora a questi livelli di distinzione di casta?

Che cosa impegna il nostro tempo? Non ci scandalizziamo se un prete è tutto preso dall’economia e dai muri, fino a non avere più tempo per la parola, soprattutto quella scritta sulla pelle del povero e del bisognoso?

Cosa possiamo fare come cristiani quando sulle strade della nostra Italia incontriamo persone bisognose di ogni tipo di necessità, e tiriamo oltre sia che le vediamo sia che non le vediamo?

Abbiamo ancora l’occhio del Buon Samaritano, o ci ha abbandonato del tutto?

È possibile fare del bene oppure no, in giorno di sabato? È possibile fare del bene coi beni della chiesa? È possibile fare del bene col nostro tempo e col tempo della comunità? Si può ancora guarire qualcuno oppure no?

Non mi paiono domande oziose, mi paiono domande che il Signore Gesù quest’oggi fa giungere fino a noi.

Che cosa è più importante, salvare una vita o lasciare che muoia, mentre facciamo i nostri giochetti quotidiani sull’economia e sulla crisi economica? Forse è il tempo di chiudere i giornali e di passare a leggere il giornale della vita, dove in ogni momento possiamo salvare una vita e non filosofeggiare sulla vita.

Questa provocazione ci raggiunga oggi, perché possiamo essere salvati dalla maledizione del sabato, dalla tentazione di non vedere il bene e ancor più di non farlo, dalla tentazione di passare accanto ai nostri fratelli con indifferenza, mentre siamo in faccende tutt’altro affaccendati.

“Domando a voi”!

 

Non si è liberi perché si può fare tutto quanto si vuole, ma si è liberi quando ciò che deve aiutarci ad essere liberi (la Legge) non diventa un altro motivo di schiavitù.

L.M. Epicoco

 

L’uomo rimesso al centro, per essere guarito, è testimonianza del modo di ragionare di Dio che invita anche noi a rimettere al centro di ogni nostra preoccupazione la vita in ogni sua forma.

Dehoniani

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15 Aprile 2025 Giovanni 13, 21-33.36-38

“Noi possiamo tradire l’amicizia di Cristo; Cristo non tradisce mai noi, suoi amici. Anche quando non lo meritiamo, anche quando ci rivoltiamo contro di lui, anche quando lo rinneghiamo. Davanti ai suoi occhi, davanti al suo cuore, noi siamo sempre gli amici del Signore”.

don Primo Mazzolari

Se in Giuda vediamo il “male” da cui è necessario essere salvati, in Pietro possiamo riconoscere il “bene” da cui il Signore intende salvarci. Il primo e l’ultimo dei discepoli rappresentano la nostra umanità che inciampa davanti al gratuito effondersi della carità di Dio, un regalo che non possiamo né negare (Giuda) né conquistare (Pietro), ma che dobbiamo imparare a ricevere continuamente e gratuitamente.

R. Pasolini

14 Aprile 2025 Giovanni 12, 1-11

Noi vorremmo provare a entrare in questa settimana Santa accompagnati dal profumo del nardo di Maria, dall’immagine di questo aroma che si espande fino ad arrivare addirittura sotto la croce. Sarà questo il modo migliore per tenere lontane le continue immagini di morte che ci vorrebbero distogliere dal profumo della vita che Cristo ci è venuto a donare con la sua Risurrezione.

Dehoniani

La sensualità che si sprigiona da questo passo dà il vero colore di ciò che sono un culto e una liturgia: una danza, una celebrazione del corpo, una festa il cui profumo si diffonde ben al di là di ciò che essa celebra.

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13 Aprile 2025 Luca 22, 14-23,56

Gesù di Nazareth
come lasciarti essere semplicemente te stesso,
senza ridurti, senza manipolarti?
Come, credendo in Te, non Ti annunzio
uguale, maggiore, migliore del cristianesimo?
Mietitore di rischi e dubbi,
conquistatore di tutti i poteri,
La tua carne e la tua verità sulla croce, nuda,
contraddizione e pace, tu sei chi sei!
Gesù di Nazareth, figlio e fratello,
vivere in Dio e avere il pane in mano,
cammino e compagno del viaggio,
Liberatore totale delle nostre vite
che tu venga, per mare, con l’alba,
le braci ardenti e le piaghe.

Pedro Casaldáliga

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