fbpx

17 settembre 2019 Luca 7, 11-17

Giovanni Nicoli | 17 Settembre 2019

Luca 7,11-17

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.

Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, alzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.

Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

 

Una delle cose che meno sappiamo fare nella vita è stare lì! Durante la guerra civile in Mozambico, durata 16 anni, in mezzo a tante atrocità supportate dai paesi occidentali (USA e Sud Africa) da una parte e dai paesi del blocco Sovietico dall’altra (Cuba, URSS e Germania Est) molti se ne sono andati: non si poteva fare niente, né visitare le comunità, né uscire dalle capanne che i padri si erano costruite dopo la nazionalizzazione di tutti i centri dove i padri abitavano. I miei confratelli, i padri Dehoniani che vivevano in Mozambico, hanno deciso di restare. Non potevano fare quasi nulla, ma potevano stare e restare e vedere e ascoltare ed esserci. Il bello della gente è che ha sentito che non era stata abbandonata perché questi padri hanno deciso di rimanere anche se noi avremmo giudicato una perdita di tempo il rimanere. I padri non potevano fare niente ma la gente faceva tutto quello che era necessario per vivere, per animare le comunità cristiane disperse per ogni dove, quelle comunità che senza i padri in giro per la foresta e per il mato, ma presenti nelle loro capanne, si sono moltiplicate.

Stare lì è il modo di essere del pellegrino, è il modo di essere del pellegrino Gesù che gira per città e campagne non come un gironzolone, ma come un pellegrino appunto. Il pellegrino, diversamente dal gironzolone che è solo preoccupato di dire che in quel posto lui c’è stato, innanzitutto muove i piedi e cammina: Gesù si reca nella città di Nain e con Lui camminano i discepoli e molta folla. Un cammino con occhio attento: Lui vede in mezzo a quella folla, a quei cortei funebri e gioiosi, la vedova che piange. L’evangelista non diceva nulla di lei fino a che Gesù l’ha vista e, preso da compassione, le ha detto “Non piangere!”. Piedi e occhio si muovono in modo diverso quando il cuore è attento e li riempie di attenzione. Piedi e occhi non da gironzoloni, non da gente che deve andare di fretta – quanto di questo andare di fretta dipende dal nostro sentirci inutili se non andassimo più in fretta – che sono pieni di un cuore che si muove a compassione perché si lascia toccare e non vive gli incontri come una cosa da consumare.

Gesù si commuove su di una donna: lei era viva, il figlio era morto. Forse noi ci commuoviamo per i morti ma non per i vivi. È facile commuoversi per i morti: una lacrima, un po’ di condoglianze, un viso un po’ più triste del solito e, appena fuori dalla porta, tutto ritorna come prima: abbiamo fatto il nostro dovere! Commuoversi per i vivi è tutt’altra cosa: devi perdere tempo ad asciugare le lacrime. I morti sono già al loro posto, i vivi no! Il vero male non è il morto ma è il vivo che vive la morte. Per la vedova che vive la tragedia della morte Gesù ha compassione, vede le lacrime, gli parla dal suo cuore, la invita a non piangere e per lei riporta in vita il morto che aveva già raggiunto la casa del Padre. Obbliga il morto ad un dietro front per una scelta di vita che porta ad asciugare le lacrime.

Così Gesù che ha piedi e occhi da pellegrino, si ferma e tocca la bara e col cuore pieno di compassione parla e ridona vita. Forse noi facciamo fatica a riportare vita laddove c’è morte perché le nostre labbra “parlano di niente” e non grazie ad un cuore compassionevole. Siamo più come gli idoli che non vedono, non toccano, non parlano, non camminano ma, soprattutto, non sentono compassione: belli, eh! Ma inutili!

Non piangere: un comando in sé stupido. Come faccio a non piangere che mio figlio è morto! Una delle tante cose assurde che Gesù dice: alzati e cammina a chi non riesce a camminare; il tuo servo è guarito; non piangete la piccola non è morta ma dorme: più ridicolo di così. Eppure questo essere ridicolo ai nostri occhi nasce da una realtà più profonda che alberga nel cuore compassionevole del pellegrino che vive la vita, non la gironzola con tutta l’ansia del caso, con tutta la paura di fermarsi, di stare fermi a non fare nulla se non a contemplare.

Gesù agisce gratuitamente, senza ricompensa, per questo cammina sulle strade della vita semplicemente, senza aspettarsi nulla, ma con occhi e cuore aperti. Per questo vede le lacrime della madre vedova e ridà vita laddove sembrava ci fosse solo morte. Non si ferma alle apparenze, si lascia toccare dalle lacrime che non lo lasciano mai indifferente: vede la vita e la fa tornare allo scoperto. C’è una folla che esce dalla città portando e accompagnando un morto: Gesù vede le lacrime della donna e la vita vince la morte, la morte abbandona il campo e lascia spazio alla vita.

Guarda le meditazioni degli ultimi giorni

 

28 novembre 2020 Luca 21, 34-36

da Giovanni Nicoli


Distendo le vene e apro piano le mani cerco di non trattenere più nulla lascio tutto fluire l'aria dal naso arriva ai polmoni le palpitazioni tornano battiti la testa torna...

27 novembre 2020 Luca 21, 28-33

da Giovanni Nicoli


E' sempre una scelta aver cura del nostro sguardo, decidere da che parte e con quale attenzione puntare gli occhi avendo fede abbastanza da lasciare che la...

26 novembre 2020 Luca 21, 20-28

da Giovanni Nicoli


E' un nuovo tempo tutto esposto, aperto, vulnerabile, con il dolore che batte più forte e più sordo. Per questo oggi vivere può essere solo trasformare questa continua incessante esposizione al...
Share This