20 Settembre 2023 Luca 7, 31-35

Giovanni Nicoli | 20 Settembre 2023
Luca 7, 31-35

In quel tempo, il Signore disse:

«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:

“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,

abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.

È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.

Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».

La nostra generazione è simile alla generazione di Gesù.

Alla generazione di Gesù si era presentato Giovanni il Battista, colui che era nel deserto, e non l’avevano seguito. Alla generazione di Gesù si era presentato Gesù stesso e non l’avevano ascoltato.

Il Battista era stato richiamo alla conversione, e i giusti si erano chiamati fuori perché loro non avevano appunto bisogno di convertirsi. Non potevano andare nel deserto per ascoltare il richiamo del Battista. Avrebbero dovuto uscire per andare nel deserto, uscire dalle proprie case, uscire da se stessi, uscire dalle proprie convinzioni. Ma loro questo non l’hanno fatto, il loro perbenismo non glielo ha permesso: loro erano già a posto, loro sono i migliori, loro sono perfetti, loro stanno facendo le cose giuste mentre sono gli altri che fanno quelle sbagliate.

Uscire avrebbe voluto dire per loro lasciare la sicurezza della loro giustezza, lasciare il fariseismo della loro autosufficienza.

È venuto Gesù che ci ha chiamati al banchetto della vita, gratuitamente. L’invito al banchetto della sapienza imbandito dal Signore Gesù, sapienza di Dio, non viene accolto. È l’invito alle nozze amorevoli con il Signore che viene scambiato come un invito alla dissolutezza.

Noi i nostri banchetti ce li imbandiamo da noi stessi, non abbiamo bisogno di altri banchetti, ci bastano i nostri. Siamo autosufficienti, i nostri banchetti sono i migliori di tutti.

Il problema non è tanto di chi suona il flauto per ballare, o di chi canta un lamento per farci piangere, il problema è dato dalla nostra durezza di cuore. Una durezza che non ci permette di accogliere il vento dello Spirito che soffia dove vuole mandandoci nella direzione della volontà del Padre. Non accogliere questo vento silenzioso, ci blocca nella nostra autosufficienza e non ci lascia liberi di accogliere la sapienza dello Spirito di Dio.

Fare questo significa accettare il gioco di Dio, scegliendo di abbandonare la durezza di cuore dei dottori della legge, i farisei, che non ci lascia liberi di accogliere il vento dello Spirito.

I pubblicani, i peccatori, le prostitute che ci passeranno davanti nel regno dei cieli, riconoscono il bisogno di perdono. Accettano l’invito a convertirsi e diventano figli della sapienza e amici dello sposo: hanno fame e accettano l’invito al banchetto!

Il Battista è l’uomo forte e deciso, inflessibile e rigoroso, che è mosso solo da un vento: lo Spirito di Elia che gli fa attendere colui che viene, il più forte, che riempie il vuoto dell’attesa millenaria del popolo. Giovanni è nel deserto proprio per avviare l’esodo definitivo che inizia e si compie con la Pasqua del Signore Gesù sposo dell’umanità.

Alla inappetenza diffusa dei valori – che realmente possono liberare e pienificare l’uomo – corrispondono appetiti crescenti di cose – che sempre più lo materializzano e lo cosificano e lo rendono schiavo.

Giuseppe Dossetti

 

Prendere parte alla vita è scegliere una parte, prendere le parti.

Cristiano Mauri

Se vuoi ricevere quotidianamente la meditazione del Vangelo del giorno
ISCRIVITI QUI

Guarda le meditazioni degli ultimi giorni

 

[/db_pb_portfolio]

4 Gennaio 2026 Giovanni 1, 1-18

L’incipit

del vangelo di Giovanni

è un massaggio cardiaco

salva eternità.

Occorre sentirserLo

vibrare addosso.

Deve essere pronunciato

da labbra interiori.

Solamente il Verbo

può parlare di Sé.

E. Avveduto

Il progetto del Creatore consiste nell’elevare l’uomo al suo stesso livello e dargli la condizione divina… un uomo sarà espressione della sua stessa realtà divina.

Piena realizzazione di questo progetto sarà Gesù. Ma la sua non sarà una condizione privilegiata ed esclusiva: assumendolo come modello della propria esistenza, gli uomini potranno nascere da Dio per il dono dello Spirito e diventare anch’essi figli di Dio, realizzando in sé stessi il progetto divino.

A. Maggi

3 Gennaio 2026 Giovanni 1, 29-34

Non è venuto come leone,

non come aquila,
ma come agnello,
l’ultimo nato del gregge,
a liberarci da una idea terribile e sbagliata di Dio.

E. Ronchi

Scendere è il movimento spirituale per eccellenza: l’umiltà è la credenziale ineludibile della verità. Una verità che non sia umile non è altro che dottrina.

Pablo D’ors

2 Gennaio 2026 Giovanni 1, 19-28

Gli altri possono darti un nome o un numero, ma non possono mai dirti chi tu realmente sei. Quello è qualcosa che puoi scoprire solo tu stesso dal tuo interno.

Thomas Merton

Siamo “voci” nella storia, voci che non si impongono, voci prestate a una Parola che continuamente si incarna nella storia, che ogni giorno si incarna nella vita dell’altro che incontro. Viviamo non da padroni di questa Parola ma come voci che nel vento di questa turbolenta storia sono a servizio di una Parola che incessantemente chiama alla vita.

L. Locatelli

Share This