Marco 3, 31-35

In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.
Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».

Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Meditando il vangelo non possiamo non goderci la stellata pensando alla parola che “chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre”. O Signore, quanta gente comincia a svegliarsi e a muoversi alle sei di mattina. Quanta gente nel mondo inizia la sua giornata o termina la sua nottata. Ma chi sono i parenti veri di Gesù?

Mi viene in mente l’infermiera che sta curando l’ultimo paziente prima di terminare il suo turno di lavoro notturno. Mi viene in mente la mamma che si sveglia per preparare la colazione e i vestiti e guardare che tutto sia in ordine per la partenza dei figli per la scuola. Mi viene in mente la moglie che saluta il marito che va al lavoro e che è già pronta a partire anche lei per una lunga giornata. Mi viene in mente il giovane che si alza per andare al lavoro e trova già tutto pronto, o quello che vive per conto suo e si deve preparare tutto da sé. Mi viene in mente il ragazzo che si sveglia all’ultimo momento e corre per prendere la corriera o il treno. Mi viene in mente l’ammalato che sospira perché finalmente è terminata una notte insonne e buia, magari piena di sofferenza. Mi viene in mente il camionista che già si trova per strada, magari lontano da casa, e strombazza con le sue potenti trombe perché qualcuno gli taglia la strada. Mi vengono in mente i pendolari che a quest’ora già intasano le autostrade e le strade e i treni. Mi viene in mente chi trova un barista che è pronto per un caffè e un cappuccino fino dalle cinque del mattino, lo saluta e lo ringrazia. Mi vengono in mente certe bettole già piene di fumo al mattino presto: gente che fa fatica ad iniziare la giornata e che si intossica fin dalle prime ore del mattino. Mi viene in mente chi sta pregando per questo mondo e innalza a Dio la sua preghiera cantando e salmodiando. Mi viene in mente… ma chi compie la volontà di Dio? Chi sono i veri parenti di Gesù?

I parenti di Gesù non sono quelli che dicono Signore, Signore. I veri parenti non sono coloro che “uscirono per andare a prenderlo poiché dicevano è fuori di sé”. I veri parenti non sono coloro che lo trattano come un bestemmiatore. I veri parenti non sono coloro che vivono solo di buon senso. I veri parenti non sono neppure i sapienti nella religione. I veri parenti sono tutta questa gente che anima la quotidianità del mondo con gesti sempre uguali e sempre distinti allo stesso tempo.

Tra questi, i veri parenti non sono coloro che fanno cose grandi ed eclatanti sfruttando magari il lavoro dei piccoli. I veri parenti sono coloro che hanno occhi limpidi e orecchi aperti, che cercano di essere liberi dai propri pregiudizi di sapienza umana e religiosa, per vedere con chiarezza il mistero del regno nella realtà ambigua che ci sta davanti. In tal modo, nella debolezza e nella stoltezza della croce, rivelata solo ai piccoli e agli umili, riescono a scorgere nei piccoli gesti quotidiani la potenza e la sapienza di Dio. Questi sono i veri parenti di Gesù! Diversamente pensiamo che Dio sia pazzo, scandaloso, bestemmiatore: noi restiamo nel regno del male.

Il vero criterio degli appartenenti alla famiglia di Gesù: non sono i suoi che ragionano istintivamente secondo la carne; non sono i sapienti, gli scribi, i sottili disquisitori di questo mondo, i quali giustificano i loro sottili ragionamenti. In realtà sono nella Sua casa e costituiscono la Sua chiesa, solo coloro che sanno stare con lui e compiere la volontà di Dio, seguendo lo stesso cammino che lui ha percorso. A costoro è dato il cibo di vita.

Questo tutti lo possono fare mentre guidano il loro camion, mentre preparano la colazione, mentre prendono il pullman, mentre soffrono, mentre curano l’ultimo malato, mentre pregano l’ultimo salmo, mentre iniziano la loro giornata.

Fare la volontà di Dio non significa non iniziare più le proprie giornate, ma iniziarle con una coscienza diversa. È la coscienza di chi si lascia amare e ama, è una coscienza più di cuore che di testa, è una coscienza che muove le nostre viscere, è una coscienza che nasce da una certezza: Dio è con noi e ci accompagna in ogni nostro gesto. Ci accompagna nei gesti belli e in quelli meno belli. Ci accompagna non per giustificarci ma per starci accanto, sostenerci, farci sentire il suo affetto, accogliere ogni moto di bene che c’è in noi, spingerci oltre nel momento in cui ci accorgiamo dei nostri limiti, sostenere ogni passo di conversione che in una giornata riusciamo a fare.

Questa è la volontà di Dio, questa è la compagnia che Dio ci offre. Siamo i lavoratori del quotidiano di Dio: lasciamo ogni buon senso umano e affidiamoci al Signore della vita. In quanto vincolato solo al progetto del Padre, Egli si sente libero anche dai rapporti familiari convenzionali; così si sente libero pure dalla schiavitù del buon senso e della sapienza malignante di questo mondo, come si sente libero dalla legge e dal potere. In virtù di questa sua adesione alla volontà del Padre, egli diventa “il più forte”, che spacca, vince, disperde e saccheggia il regno del male che tiene schiavo l’uomo. In lui fa irruzione su questa terra il regno di Dio.

La chiesa si sente vincolata a lui solo e riconosce come unico Signore colui che si è rivelato in Gesù, povero e crocifisso. Questo può sembrare scandaloso e folle anche a persone religiose e per tutti gli uomini di buon senso, ma è la radice stessa della libertà cristiana, che ci sottrae a tutti i poteri e a tutti i padroni che infliggono povertà e morte all’uomo.

Quando noi preghiamo: “venga il tuo regno”, diciamo subito dopo: “sia fatta la tua volontà”. Il regno di Dio infatti è presente ovunque si compie la sua volontà, come ci si è manifestata in Gesù.

Chi mi ascolta mi è madre, mi dà la vita, mi fa vivere: ascoltare uno è farlo vivere in sé, è dargli l’esistenza, così com’è. Poi, chi ascolta la mia Parola ha il mio stile, il mio modo di pensare, di dire, di amare, diventa mio fratello. Questo è il mio vero parente.

Fausti

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tutto ciò ha sapore di pane,
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tutto nacque per essere condiviso,
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