In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».
Ho ascoltato il vangelo oggi mentre camminavo tra gli alberi in giardino: mi è subito balzato alla mente l’atteggiamento del missionario che cammina. Mi è risuonato in cuore questo canto intitolato “I santi” di Branduardi che vi propongo come inizio del commento di questo vangelo:
E camminando e camminando
stanno arrivando, stanno arrivando.
E camminando e camminando
stanno cantando, stanno cantando.
E camminando e camminando
stanno gridando, stanno gridando.
Ora le stelle stanno cadendo,
le nostre mura stanno tremando
e camminando e camminando
a piedi nudi ballano i Santi…
Trombe e tamburi ballano i Santi…
A braccia alzate ballano i Santi…
Marciando lenti ballano i Santi…
È il camminare dei santi, è il camminare di ogni cristiano che vive il desiderio della missione, l’essere mandato.
L’annuncio è una gioia prima che un dovere, è condivisione prima che persecuzione. L’annuncio è un camminare danzando, è un incedere avvolto dal canto. È l’annuncio gioioso del cristiano che fa tremare le fondamenta di quelle mura che escludono e che creano barriere con Dio e con il fratello.
La danza, il canto, la gioia, rullo di tamburi e un cammino fatto a piedi nudi, fatto di povertà è l’annuncio della Buona Novella. Buona Novella che rimane tale al di là di ogni difficoltà, al di là di ogni persecuzione. La Buona Novella non dipende dai risultati e dal numero degli adepti, la Buona Novella è Buona Novella perché annuncio della vicinanza del Regno e del fatto che il nostro Dio non è un Dio lontano, ma un Padre che cammina nel giardino della terra con noi.
È nella danza che gli agnelli sanno di andare in mezzo ai lupi. Chi canta prega due volte e chi canta danzando testimonia la gioia dell’essere cristiano che non è una assunzione di doveri ma è vita, è vita nuova. Non più lupi in mezzo ai lupi: è troppo scontato e banale questo modo di vivere; ma agnelli in mezzo ai lupi perché solo così salvaguarderemo l’unica cosa che vale: il rapporto coi fratelli.
Vivere ciò non è segno di stupidità, quanto invece segno di libertà che è dono di semplicità con gli occhi in testa, vedendo con chiarezza la realtà, ma rimanendo fedeli al viverla con la libertà del figlio di Dio.
È grazie a questa libertà che di fronte ai tribunali di ogni tipo che noi uomini siamo così bravi a creare, non importerà la persecuzione, quanto invece la testimonianza che lo Spirito continuerà a sostenere in noi. Perderanno di importanza i tribunali mediatici, i tribunali giornalistici, e quelli giudiziari, e quelli ecclesiastici: tutti luoghi per creare sofferenza e discredito per uccidere una persona dentro. Perderanno di importanza perché rimarrà una cosa sola, quella della danza, cioè del testimoniare la vita nuova, la Buona Novella.
Unica vera richiesta: perseverare in questa danza. Provate a concentrarvi mentre camminate, mentre andate in macchina, mentre scrivete al computer, mentre stendete una relazione o il bucato su una musica e tenete il ritmo in voi, le cose che farete danzeranno e acquisteranno un colore nuovo. Danziamo la danza della vita e tutto acquisterà un colore nuovo, anche i debiti perché la nostra vita non dipende da altro che non sia il canto del Regno.
Buona danza!
L’agnello ha la prudenza di non esporsi al male e la fiducia di vincerlo, quando è esposto. La prima fa evitare il pericolo quando è possibile, la seconda lo fa affrontare quando è inevitabile.
Silvano Fausti
È nella danza che gli agnelli sanno di andare in mezzo ai lupi. Chi canta prega due volte e chi canta danzando testimonia la gioia dell’essere cristiano che non è una assunzione di doveri ma è vita, è vita nuova. Non più lupi in mezzo ai lupi: è troppo scontato e banale questo modo di vivere; ma agnelli in mezzo ai lupi perché solo così salvaguarderemo l’unica cosa che vale: il rapporto coi fratelli.
PG
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La pace è l’uomo e questo uomo è mio fratello,
il più povero di tutti i fratelli.
La libertà è l’uomo e questo uomo è mio fratello,
il più schiavo di tutti i fratelli.
La giustizia è l’uomo e quest’uomo è mio fratello.
M. Turoldo
“ Una pace futura potrà essere veramente tale
solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso,
se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo,
di qualunque razza o popolo, se avrà superato quell’odio
e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso,
forse alla lunga in amore, se non è chiedere troppo.
E’ l’unica soluzione possibile”.
E. Hillesum
Giovanni Nicoli | 14 Luglio 2023