In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!
Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
È notte, l’alba sta sorgendo e la Parola si svela.
Gesù, Luce che viene dall’alto, si presenta e parla nella notte, nelle tenebre bisbiglia la sua parola e la creazione si risveglia. Si risveglia dentro di me, si risveglia attorno a me.
Lui, sole che sorge dall’alto, risveglia la creazione e tutto ritorna alla vita. Lui parla nelle tenebre, a noi dirlo nella luce col nostro incedere, con la semplicità del nostro vivere. Lui sussurra all’orecchio del nostro cuore e noi lo porteremo sulle strade del mondo.
Lui ha camminato in mezzo a noi tutta la notte, ora tocca a noi camminare in mezzo ai fratelli. In tal modo noi diventiamo come Lui, diventiamo altri Cristi, diventiamo cristiani.
Cosa bisbiglia oggi all’orecchio del nostro cuore? Il mondo vi riterrà degli indemoniati, dei fuori di testa, della gente con la testa fra le nuvole.
Hanno fatto così con me figuriamoci se non lo faranno con voi.
Ora questo vi dico: abbiate cura della vostra persona. Non solo del corpo che è parte importante per incarnare il vostro spirito, ma che non può dare motivo di vita.
Abbiate cura della vostra persona nella sua interezza. Non cedete al diktat filosofico che divide le persone in corpo e anima: siamo una cosa sola.
Non abbiate timore se il vostro corpo non risponde bene o vengono all’attacco del vostro corpo angariandovi. Rimanete saldi nel cuore e tutta la vostra persona acquisterà senso e significato.
Evitate ogni male, ma soprattutto non temetelo. Non temete il male che possono farvi gli uomini, non potranno mai spegnere la vita della vostra persona. Al massimo potranno illudersi di uccidere il vostro corpo, ma la vostra persona no, su quella non hanno alcun potere.
È il Padre il nostro protettore, è il Padre colui che ci ama e ci conduce sulla via della vita: non temete!
Lui nostro amore dobbiamo solo riconoscere! Lui solo dobbiamo confessare ogni giorno! Lui in Gesù incarnato riconosciamo e nessuno potrà mai vanificare la nostra esistenza, la nostra vita.
È volere del Padre che noi ci salviamo. È volere del Padre che noi diventiamo come Gesù. È volere del Padre che noi viviamo la nostra esistenza in interezza.
È volere del Padre che di noi non si perda nulla e nessuno. È volere del Padre che noi ascoltiamo di notte ciò che poi proclameremo durante il giorno con la nostra vita, la nostra testimonianza.
Appoggiamo l’orecchio del nostro cuore sulla bocca del cuore di Cristo: ascoltiamo e gridiamo a tutto il mondo le meraviglie della buona novella.
Chi crede ha la responsabilità di portare un valore aggiunto in quello che fa e che vive, e deve avere libertà di farlo. Altro che paura!
M. Epicoco
Solo chi è animato da una grande passione, e non cerca facili consensi o gratificazioni personali, riesce a percorrere il suo cammino nella più assoluta fedeltà, pagando qualsiasi prezzo e soprattutto confidando unicamente sul giudizio di Dio.
Savone
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8 Marzo 2026 Giovanni 4, 5-42
Ti ho fatto per me.
In te ho posta una sete che parla di me.
Se la segui essa porta a me.
Ma tu non la vedi e non la senti.
Perchè il mondo ha provato a cambiarla, a rimuoverla, a cancellarla.
Ora hai sete di odio, di guerre, di potere, di successo e di denaro.
Per questo la sete di me ora dorme e tace in te.
Sei un girovago di pozzi in cerca di un’acqua che non disseta.
Avrai sempre sete fin quando non troverai me.
Nessuno può cancellare questa sete che io ho posta in te.
Prima o poi la intercetterai.
Te ne accorgerai.
E allora sarai stanco di girovagare per pozzi la cui acqua non sazia.
Io, invece, ti aspetterò al pozzo d Sicar.
Porterai la tua brocca e io ti darò l’acqua che non cercavi.
Risveglierò in te la sete che non provavi.
Perchè io ti ho fatto per me.
E nulla potrà darti ciò che solo io posso darti.
Il tuo cuore è un abisso.
Lo so bene perchè l’ho fatto io.
E io ci sono dentro.
Ora tocca a te rientrarvi.
Il pozzo sei tu.
Sei il pozzo ma non il fondo
Perchè il fondo sono io.
Da lì ti guardo.
Lì ti aspetto.
Tu sei la brocca e non l’acqua.
Perchè l’acqua sono io.
Berrai e sarai sazio.
Io in te e tu in me.
M. Illiceto
7 Marzo 2026 Luca 15, 1-3.11-32
L’amore sa aspettare, aspettare a lungo, aspettare fino all’estremo. Non diventa mai impaziente, non mette fretta a nessuno e non impone nulla. Conta sui tempi lunghi.
Dietrich Bonhoeffer
La paura di non essere amati ci spinge a non lasciare al padre il potere di farci sentire così e preferiamo non farci trovare più, lasciare il posto in cui ci si aspetta che restiamo. E, con il gesto più libero che abbia mai fatto, il fratello maggiore, che non ha mai chiesto nulla, confessa il suo bisogno di essere amato allo stesso modo, e si arrende alla ricchezza umana del suo limite, come se stesse dicendo al padre “vienimi a cercare, anch’io voglio essere trovato”. E Lui viene a cercarci e ci chiama figli, ci invita a rallegrarci e a ringraziare con Lui.
C. Bruno
6 Marzo 2026 Matteo 21, 33-43.45-46
Invano l’uomo tende a ridurre la vigna a un suo possesso e a considerarla una sua costruzione. Nascono Stati, Chiese intorno a quella vigna, ma essa sfugge ad ogni recinto, e si posiziona nuovamente dentro ad ogni uomo che si mette in viaggio verso Se Stesso.
E. Avveduto
Giovanni Nicoli | 15 Luglio 2023