Espose loro un’altra parabola, dicendo: “Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio””.
Dio non può abbandonare il suo tempio vivente che è l’uomo. L’uomo non è composto di anima e di corpo: è corpo animato e anima incarnata!
Dio nel battesimo ci ha illuminati e ci ha resi in tal modo degli illuminati, ci ha avviati, cioè, su di una strada dove siamo chiamati a camminare non come persone risolte del tutto, ma come persone che, camminando, sono chiamate a risolversi passo dopo passo. Persone coscienti che la risoluzione completa sarà solo al tempo della mietitura, solo allora la luce sarà separata dalle tenebre, il bene dal male, il grano dalla zizzania.
Fino ad allora l’uomo corpo animato, vivrà del grano e della zizzania, della luce e delle tenebre. In questo tempo l’uomo anima incarnata giocherà la sua libertà vera nel vivere di luce o di tenebra.
Il nostro cuore è abitato da bene e male, da luce e da tenebra, secondo il gergo della parabola da grano e da zizzania. Non ha senso crederci uomini puri, non toccati dal limite e dal peccato. Questa è solo illusione e mania di perfezionismo che conduce solo al fariseismo, vale a dire a crederci perfetti negando la nostra vera natura.
Il seme buono che il seminatore ha seminato e che continuamente semina in noi, è seme che poco alla volta invade l’intelligenza abitata da buoni pensieri e da pensieri non proprio edificanti.
Il seme buono, se noi vogliamo, invade la nostra memoria non cancellando il passato, buono e brutto che sia, ma facendoci capire che tutto è vita e che noi ci giochiamo non alle dipendenze del nostro passato, anche se il passato ci influenza, ma nel futuro.
Il seminatore semina il suo seme buono nel nostro cuore, un cuore che è pieno di slanci di bontà e allo stesso tempo di chiusure e di grettezze; questo seme cresce e pervade sempre di più la nostra esistenza rendendoci accalorati di amore verso la vita.
Il seme buono che il seminatore semina in noi cade anche nel nostro corpo: niente a che vedere con la mania salutista dei nostri giorni; il nostro corpo diventa espressione della nostra mente e del nostro cuore. Sul volto mio e dell’altro si manifesta ciò che passa nel nostro cuore, nella nostra mente, nella nostra memoria. I nostri sentimenti, le nostre passioni, le nostre gioie e le nostre sofferenze si esprimono sul nostro volto e si manifestano nel nostro comportamento. Guardiamoci in faccia quando siamo per strada e ci accorgeremo di quanto si muove nei nostri cuori.
La bontà, l’amore, il grano buono, la cattiveria, l’odio, la zizzania modificano il nostro essere profondo che si manifesta nella modifica del nostro essere esteriore.
Ciò che siamo chiamati a passare è il nostro travaglio interiore di conversione e di liberazione, perché Dio Luce possa invadere tutto il nostro essere, corpo animato da Lui, anima incarnata con Lui. Così cammineremo sempre più verso l’incontro finale col Cristo, verso la mietitura, coscienti del fatto che “per natura sono uomo; per grazia, eccomi Dio!” (Simeone il Nuovo Teologo).
La zizzania è una sfida ad affinare il nostro sguardo fino a renderlo capace di scorgere il bene nascosto.
Quando ci identifichiamo con la zizzania ne scopriamo ben presto i limiti, non respiriamo totalmente, ed è questa fame d’aria, di significato, di bellezza a porci alla ricerca del vero e del bello che sono dentro la zolla di terra della nostra coscienza.
La zizzania non ha necessariamente le sembianze del male, può essere anche un bene a metà, qualcosa che sa di buono, ma che non ci nutre fino in fondo, fino a raggiungere la nostra statura di Figlio.
Avveduto
Se vuoi ricevere quotidianamente la meditazione del Vangelo del giorno
ISCRIVITI QUI
Guarda le meditazioni degli ultimi giorni
20 Aprile 2026 Giovanni 6, 22-29
Aspiro al donatore più che ai suoi doni.
Non è tanto dal legame della speranza
quanto dalla forza dell’amore che io sono attratto.
Non è dei doni, ma del Donatore che ho sempre la nostalgia.
Gregorio di Narek
Noi non siamo capaci di moltiplicare, se non condividendo con gli altri ciò che abbiamo ricevuto in dono: pane, gioia, e quindi vita. Andare oltre il segno del Pane, vuole dire anche questo. E’ darsi da fare per il cibo che rimane per la vita eterna, è compiere le opere di Dio, ed è credere in colui che egli ha mandato.
Dehoniani
19 Aprile 2026 Luca 24, 13-35
Anche noi percorriamo strade di Emmaus. Ci allontaniamo, delusi, stanchi, disorientati. Ma il Risorto continua a farsi vicino proprio lì.
La Pasqua accade quando, dentro la nostra fuga, qualcuno
ricomincia a camminare con noi.
E il cuore, che credevamo spento, torna lentamente ad ardere.
C. Tabarro
Il segreto buono della vita è quello stesso di Gesù: non andarcene da questa terra, da questa Emmaus infinita, senza essere prima diventati pezzo di pane buono per la fame e la pace del mondo.
E. Ronchi
18 Aprile 2026 Giovanni 6, 16-21
Gesù che cammina sulle acque è colui che è riuscito a trasformare l’acqua in strada. Cammina sulle acque chi non subisce gli eventi ma li riconosce, li assume e li attraversa. Cammina sulle acque chi sa che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio.
Antonio Savone
Per avere Gesù con noi sulla fragile barchetta con cui attraversiamo il mare a volte in tempesta della nostra vita dobbiamo tenere a mente quei pani moltiplicati in sovrabbondanza, segno di un Amore donato senza calcolo e che dà vita quando viene condiviso, nella fiducia verso il Padre e nell’amore per il fratelli. Il più potente amuleto che possa esistere contro la paura.
Dehoniani
Giovanni Nicoli | 29 Luglio 2023