In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Gesù, non è un ingenuo: sa bene come vanno le cose a questo mondo. Sa che le persone partono da zero e riescono a mettere insieme una fortuna. Forse non da zero: qualcosa ce l’hanno ma per loro ciò che vale è rischiare tutto per raggiungere un obiettivo. Di queste persone una qualità la possiamo cogliere: sanno rischiare!
Lo diciamo noi che abbiamo perso la capacità di rischiare. Ci siamo affezionati al clima di benessere, fosse anche solo un cellulare che uccide ogni vera relazione, attento come è alla relazione verace, benessere che è un narcotico: non sono tante le persone che sanno rischiare per raggiungere un obiettivo.
A meno che l’obiettivo sia cosa ridicola, sciocca: correre in macchina o in moto, per cosa si rischia?
E quei poveri cristi? Quei poveri “cristi” che partono da paesi e realtà povere per approdare alla speranza di rifarsi una vita, questi sanno rischiare! Ci sono poco simpatici, ma sanno rischiare! Vendono quel poco che hanno per pagare le mafie che li portino a destinazione. Mafie troppo spesso legate alla politica che li portano a perdere tutto senza raggiungere l’obiettivo prefissato. Purtroppo è vero: loro sanno rischiare per obiettivi vitali, poco ridicoli!
È così: “Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo: un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compera quel campo. Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra”.
Contadino o mercante poco importa: sono due individui che sanno rischiare.
Dietro questo parabole c’è una vera cosa: “il Regno dei cieli”! il Regno dei cieli è dove il Padre è all’opera offrendo a tutti la opportunità di entrare e fare parte dell’impresa. Gesù ha messo in moto questo che lui chiama “il Regno dei cieli”!
Se a questo mondo è normale essere dei numeri, entrare nell’impresa di Gesù, quella del Regno dei cieli, significa diventare persone uniche e irrepetibili. Sì, perché Gesù conosce ciascuno per nome volendogli bene in maniera personalizzata.
Entrare in questa impresa è stravolgere i problemi ideali di interessi: non li eliminiamo ma lasciamo la porta aperta perché ne entrino degli altri. I problemi di prima divengono finalmente secondari!
Il mercante continua ad interessarsi delle perle con una nuova coscienza: sono tutte meno importanti di quella che ha trovato.
Entrare nell’impresa di Gesù, quella del Regno dei cieli, porta la vita con le nostre mentalità, ad allargarsi. Siamo portati a cogliere un orizzonte che prima non ci sognavamo neppure. Si va oltre questa vita dove neppure il traguardo della morte è un ostacolo. La vita va oltre: nel Regno dei cieli, appunto.
Ecco il tesoro, ecco la perla preziosa. Per questo non è strano incontrare chi faccia di tutto pur di averlo, questo tesoro. Anche la vita mette a repentaglio. Possiamo finalmente rischiare la vita per questo tesoro?
Per il vangelo sì: si può perdere la vita perché l’obiettivo è diverso. Ce lo dice Gesù: “Chi vuol godersi la vita, stia sicuro che la perde. Chi la perde per il Regno dei cieli, stia sicuro che la ritrova”: è una vita di qualità. Di cui quella di adesso è solo un anticipo, un aperitivo.
La bellezza di cogliere questo rischio è una chiamata: seguire Gesù Cristo e il vangelo, è un rischio! Occorre l’audacia di rischiare. O forse sarebbe meglio parlare di furbizia? I veri furbi sono intelligenti, di solito, sanno riconoscere il valore delle cose; hanno fiuto e sanno dove cercare: solo allora rischiano.
È questione di furbizia e di intelligenza trovare il Regno dei cieli. È questione di entrarci per vedere chiaro e, alla fine, scegliere in modo giusto.
Cosa ha fatto il re Salomone, erede di Davide? Avrebbe potuto chiedere a Dio una lunga vita, ricchezze faraoniche, vittoria e successo. invece? Invece chiede la sapienza che è la capacità di vedere bene ciò che vale più di tutto facendo scelte giuste per averla. Sarebbe bello anche per noi avere oggi un po’ di sapienza in più. Gesù ci ha donato ciò che vale più di tutto: il Regno dei cieli che è la grande impresa di Dio Padre in mezzo a noi.
L’augurio è dovuto: che possiamo avere un po’ di quella sapienza per apprezzarlo veramente e per cercalo sempre: tutti i nostri giorni!
Siamo cercatori di perle e di tesori, perché abbiamo il presentimento del Vero, di ciò che è in grado di compierci il cuore.
Siamo esseri inquieti, palombari dello spirito, assetati di una bellezza in cui poter finalmente far riposare il cuore.
La cosa migliore che ci possa capitare è riuscire a distinguere nella vita ciò che conta da ciò che è superfluo,
ciò che ha consistenza da ciò che è effimero, ciò che è essenziale da ciò che è solo necessario.
Scoperto il vero tesoro e la perla di grande valore, allora tutto il resto può essere lasciato.
Paolo Scquizzato
In ogni giornata c’è un tesoro.
Abbiate la curiosità di scavare nel campo.
Il tesoro siamo noi.
P. Hernandez
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