In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore», disse la donna, «eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Gesù se ne va da Israele e va all’estero. Probabilmente non ne può più di discussioni sul puro e sull’impuro. Discussioni religiose che non hanno nulla a che vedere con la vita e, quindi, con la fede. Se ne va e, forse, non sa neppure lui perché entra in terra pagana. Forse lì pensa di trovare pace da queste discussioni inutili e sterili.
I cananei, abitanti di quella regione, erano nemici per la pelle degli ebrei. Erano la striscia di Gaza dei giorni nostri. Eppure Gesù si reca là: chissà perché? I cananei erano votati ad avere un cuore ostinato contro Israele, in continua guerra con gli ebrei e questo era dato dalla volontà di Dio, ci dice il libro di Giosuè (11, 20), “per votarli allo sterminio, senza che trovassero grazia, per annientarli”.
Gesù fa parte del popolo di Israele e doveva avere anche lui questa coscienza. Non svuotiamo il vangelo, perché preoccupati della figura che Gesù ci fa, dicendo che la posizione di Gesù nei confronti della donna Cananea era una posizione per mettere alla prova la fede della donna. Quella di Gesù non era una finta, era un dato di fatto: Gesù era figlio del suo popolo, profondamente razzista nei confronti dei cananei. Erano gente senza fede, gente fuori dalla chiesa, gente che aveva perso la dimensione di Dio. Gesù va in terra pagana, va in terra di missione. Va come un missionario. E come un missionario dimostra da subito la negatività con cui noi ci avviciniamo a culture e fedi diverse.
Ho incontrato e conosciuto parecchi missionari nella mia vita. Quello che mi ha colpito sempre è la mancanza di fiducia e di stima e di amore nei confronti dei popoli “pagani”. Si ricordano dei muri fatti, delle loro imprese di caccia, di avventure avvenute. Quasi mai ho sentito parlare di persone e di persone in modo bello. Questa gente è gente inaffidabile, è gente che non vuole crescere, è gente che distrugge tutto. In fondo sono dei cagnolini a cui non vale la pena di gettare neppure le briciole della nostra tavola. Non ce n’è uno, qualcuno lo spero, che si sia lasciato prendere dalla cultura di questa gente e si sia lasciato educare dalla saggezza e dalla fede di queste persone.
Gesù è andato come ebreo in questa terra, e come ebreo si è comportato. La donna cananea lo aiuta a riscoprire il suo essere Figlio mandato per la salvezza di tutti. È quanto Gesù vivrà nell’eucaristia, è quanto Gesù vivrà sulla croce, è quanto questa donna comincia a fargli vedere come essenziale della sua vocazione.
Gesù inizialmente non voleva aiutare la donna, Gesù non fingeva. Gesù, semplicemente, viveva del buon senso della sua cultura e del suo popolo e, questa donna, lo risveglia da questa sonnolenza.
Gesù come ogni uomo ha fatto un cammino di crescita in cui imparava dalle persone e dagli avvenimenti. Gesù ha scoperto di essere il Figlio di Dio, il Verbo incarnato dalle vicende di ogni giorno. “Pur essendo Figlio imparò l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono” (Eb 5, 8-9), ci dice Paolo.
La donna cananea aiutò Cristo a crescere e noi siamo riconoscenti a questa donna, per quanto ha fatto per la salvezza di tutti. Questa donna ha aiutato Gesù a rompere il guscio della propria cultura, delle proprie convinzioni, della propria religiosità. La persona religiosa è sempre tentata di sentirsi migliore degli altri e superiore a loro. Questa donna rompe il guscio di questa supponenza e aiuta Gesù a riscoprire la sua vocazione universale. Il suo essere missionario perché disponibile a condividere quello che è, non a fare impresa non incontrando mai le persone bisognose.
Questa donna, questa madre, questa persona pervasa dalla sua femminilità, non si lascia intimorire dalle parole di Gesù. Scorge la sua insicurezza, scorge la sua aggressività, capisce la sua chiusura e, con la sua tenerezza, la schiude alla vita.
Quanto i pagani devono insegnare a noi sul vangelo: Dio solo lo sa! Noi annunciatori convertiti dai pagani tramite lo Spirito che soffia dove vuole, a comprendere il Vangelo. Se fossimo coscienti di questo, quanto il nostro essere missionari sarebbe diverso. Non è la religione ebrea o cristiana che sia, che genera la fede. Questa donna pagana grazie alla sua fede ottiene salvezza. La religione, la morale, è cosa del giorno dopo mentre noi la mettiamo al di sopra di tutto. Questa non battezzata ha evangelizzato Gesù e l’ha educato alla sua vocazione, grazie al dono dello Spirito che è sempre imprevedibile.
Non è la religione che genera la fede, non è la religione che può essere missionaria. La religione al massimo riesce a creare delle distinzioni e delle divisioni. La fede evidenzia le differenze e trova la via per una loro integrazione nell’unità.
I missionari dovrebbero essere i fortunati che per vocazione camminano nel mondo testimoniando che il Vangelo è universale. Questo non solo nel senso che Gesù è il Cristo per tutti, ma anche che tutti e tutto plasmano con il proprio contributo il Cristo universale di cui Gesù di Nazareth è il sacramento di salvezza.
“Donna grande è la tua fede, avvenga per te come desideri”!
Lode a questa donna che con tutta sé stessa ha narrato il vero volto di Dio a tutti quei maschi che hanno sempre pensato di avere dio dalla loro parte, tanto da potersi credere dio.
Paolo Scquizzato
Grazie alle parole di una donna, Gesù è liberato: vede distintamente ciò che deve fare. Scopre l’ampiezza degli “affari del padre, della casa del Padre”.
A Cana una donna lo fa entrare nella vita pubblica. Qui, in terra straniera, una donna lo fa entrare nella vita universale.
Dolto
Se vuoi ricevere quotidianamente la meditazione del Vangelo del giorno
ISCRIVITI QUI
Guarda le meditazioni degli ultimi giorni
26 Maggio 2025 Giovanni 15, 26-16,4a
Senza lo Spirito Santo, credere nell’amore che vince la morte è impossibile. Il “Paraclito”, cioè “colui che è chiamato vicino”, è un po’ come quello che continua a dirci di provarci, perché lui è testimone del fatto che è possibile: è possibile amare fino alla fine e così scoprire che ciò che pensavamo la fine è in realtà il fine della vita, cioè fiorire a vita nuova.
Dehoniani
25 Maggio 2025 Giovanni 14, 23-29
Tra un addio che viene
ed un addio che va
vivo diviso a metà,
e tra un addio che viene
e un altro addio che va
passa di qui la realtà.
Roberto Vecchioni
La pace è lo Spirito di tutte le relazioni rigenerate nel loro Principio:
tra gli uomini, tra l’uomo e la donna, tra l’uomo e il creato,
tra l’uomo e la sua Fonte divina e così via.
La pace è perciò il farmaco miracoloso, la grande medicina della nostra trans-figurazione,
e il Suo regno avanza attraverso una dinamica terapeutica universale.
Marco Guzzi
24 Maggio 2025 Giovanni 15, 18-21
Dovremmo sempre avere il coraggio di leggere la nostra vita in filigrana con quella di Gesù. In fondo ci chiamiamo cristiani perché siamo chiamati ad essere “altri Cristi”, e per questo nella storia di Gesù troviamo la nostra strada che è strada che non devia dalla Croce, ma conosciamo anche il nostro destino che è la vittoria della Resurrezione.
L. M. Epicoco
Chi oggi sceglie di amare con lo stesso stile di Gesù, chi si fa piccolo, chi serve in silenzio, chi ama gratuitamente, sa che può andare incontro a derisioni, fraintendimenti, ostilità.
Ma non c’è da stupirsi: è la resistenza al cuore del Vangelo, all’amore del Padre che non si compra, non si conquista, non si merita… ma si riceve come dono.
L. Vitali
Giovanni Nicoli | 19 Agosto 2023