Matteo 5, 38-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.

E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Dà a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Il problema è quale sia la strategia di vita migliore per affrontare il male. La norma antica dell’“occhio per occhio dente per dente” potrebbe essere ancora una buona norma per i nostri tribunali.

Basti vedere come viene trattato un ladro di polli, o uno che non può pagare le tasse che oramai hanno raggiunto livelli insopportabili, e come viene trattato uno che ha rubato miliardi ma che ha buoni avvocati per difendersi. È una giustizia malata che non può far crescere la democrazia. Una giustizia che non riesce a raggiungere neppure il minimo di giustizia assicurata dalla legge del taglione: occhio per occhio, dente per dente.

Una legge nata per contenere lo spirito di vendetta e di prevaricazione da parte del potente e del ricco, oggi avrebbe ancora la sua da dire ad una giustizia umana, che tutto ha meno che di giustizia. Infatti in carcere, a parte qualche eccezione, troviamo i poveracci non certo i ricchi dalle mani pulite e dai colletti bianchi. Ricchi che magari hanno mandato alla malora migliaia di posti di lavoro e hanno inquinato interi paesi e città.

Il ristabilimento di una certa parità, con la legge del taglione, parte dalla consapevolezza che il male esiste, anche nei nostri figli così coccolati e difesi nei confronti di ogni autorità scolastica. Li pensiamo illibati e pieni di ragioni e svalutiamo ogni agenzia educativa che si permetta di correggerli.

La legge del taglione presuppone il male e sa che il male esiste in ogni persona, anche nei nostri figlie e i nostri colleghi o compagni di partito. Il male esiste: vediamo come una politica rivolta su se stessa non riesca a venire a capo di una riforma che tocchi innanzitutto la politica stessa. Il male c’è e la politica in crisi se non si decide ad affrontare questa crisi, sarà un buon viatico per una soluzione negativa del problema stesso.

Il male si suppone. La legge del taglione superata da Cristo cerca di contenerlo con il terrore, con le pene di morte, con le flagellazioni e le impiccagioni pubbliche o con le lapidazioni. Il terrore di una pena corrispondente è segno di un minimo di giustizia, ma non risolve il problema.  È una forma di giustizia a cui noi ancora non arriviamo, anche se forma di giustizia arretrata. Per la nostra giustizia è una forma avveniristica, per Gesù che ha portato a compimento la Legge è una forma arretrata.

È arretrata come è arretrata ogni forma di Legge. Perché la Legge non può salvare nessuno. Dice Paolo nella lettera ai Galati: “se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano”.

Perché la Legge, compresa la legge del Taglione, non risolve il male e il problema del male. La Legge semplicemente raddoppia il male. È una speranza vana che il raddoppio del male, con la legge del taglione o di qualsiasi punizione, possa servire da deterrente.

La legge non cambia il cuore dell’uomo, Cristo che si dona sì! La Legge serve a mantenere l’ordine prestabilito non a liberare la persona. A Cristo interessa la liberazione della persona, perché solo nella liberazione della persona il male può venire sconfitto. Solo crescendo nel bene noi possiamo sminuire il male. Rispondendo al male col male noi non facciamo altro che aumentare il male, anche se salvaguardiamo le strutture sociali.

Ciò che noi pensiamo sia deterrente al male aiuta il male a farsi più furbo, niente più. Lo vediamo chiaramente come le leggi dello stato – quante sono oramai? – non servono ai malvagi ma a coloro che hanno già un cuore buono e onesto. Le leggi, per quante siano, non hanno mai generato un onesto, anzi stimolano i furbi ad inventarne di nuove per aggirare la legge. Naturalmente in modo onesto: vediamo la pletora di commercialisti a cosa servono se non ad aggirare “onestamente” le leggi dello stato? Naturalmente il povero non può aggirare niente, semplicemente paga col poco che ha.

Solo la giustizia “eccessiva” di Gesù crea libertà e vera giustizia, l’altra è solo illusione umana perché il più forte e il più ricco possano continuare ad angariare liberamente il più povero.

 

Cercando di vivere da figlio che assomiglia al Padre arrivo a poter dire a chi mi percuote che la grandezza del suo volermi male non potrà mai essere superiore al mio volergli bene, anche a costo della mia vita. Oggi più che mai il nostro paese ha bisogno di donne e uomini che credono a questo. Altrimenti, se continueremo a seguire la Legge del taglione finiremo per costruire un mondo di cecati sdentati.

 Locatelli

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