Matteo 7, 7-12
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».
Ho bisogno di tempo per crescere, per convertirmi, per maturare e per sviluppare le mie capacità. Questa verità semplice è quotidiana: ogni giorno ho bisogno di tempo per…
Ed ho bisogno di tempo soprattutto per convertirmi, ma tutto sembra spingere in una direzione contraria. Tutto spinge verso il “non ho più tempo”, verso il “non ho tempo”. Mettersi, come ci mettiamo ogni giorno, in questo fiume che scorre nella direzione del non tempo, è un bel problema. È un problema perché il non avere tempo è dimensione disumana. Disumana perché mi chiude in una ristrettezza dove io non posso vedere il mio peccato, non lo posso conoscere, non mi posso pentire e convertirmi e dunque mettermi in cammino dietro di Lui.
Se oggi io non ho tempo per pentirmi e convertirmi, io non sono. Noi infatti non siamo dei ciechi che credono di vedere e di essersi convertiti una volta per sempre. Non possiamo vestire questi panni, perché questi panni sarebbero falsi e perché questi panni mi costringono a non avere bisogno di Cristo. Niente può essere più falso e fuorviante.
Ogni giorno! Oggi! Oggi devo imparare a fare agli altri ciò che vorrei loro facessero a me. Oggi mi devo convertire dalla pretesa che gli altri lo facciano a me e devo lanciarmi sulla via del fare io a loro, ciò che vorrei loro facessero a me.
E devo imparare da Dio alla cui porta busso ogni giorno per chiedere. Devo imparare da Lui a donare cose buone e non serpenti o sassi, come sovente facciamo.
Infatti se uno ti chiede un pane, noi gli facciamo una filippica sul suo essere un lazzarone. Se uno ti chiede la casa usiamo i sassi per scagliarli verso di Lui. Se uno ti chiede amore, noi sprizziamo veleno da tutti i pori che ammorbando l’aria.
Ogni giorno, appena mi alzo, devo rendermi cosciente di avere bisogno di tempo per maturare e per convertirmi. Maturare e convertirmi per imparare a donare cose buone ai fratelli. Maturare e convertirmi per comprendere ciò che io desidererei oggi gli altri facessero a me. Maturare e convertirmi per comprendere e cogliere il dono della carità, per riscoprire la bellezza del donarmi a Dio donando cose buone agli altri dopo che Dio ha donato cose buone a me, dopo che Dio ha donato se stesso per me.
Saper dare cose buone dunque ai fratelli, prendendosi tutto il tempo necessario per imparare a farlo dal profondo del cuore. Non cedendo alla tentazione della fretta che ci fa fare delle cose buone senza che il nostro cuore sia buono, sia convertito.
Vuoi che gli altri ti ascoltino? Impara tu ad ascoltare per primo. Perché in quel momento ti accorgerai che tutto quello che stai chiedendo a Dio, Lui te l’ha già concesso. Allora comincerai a vivere nella sua risposta.
E.Bottaro
La paura più grande che può far ammalare la nostra preghiera è convincersi che essa equivalga a un chiedere a cui non seguirà mai alcun risultato, a un cercare senza trovare mai ciò che si sta cercando, a un bussare senza che nessuno apra alcuna porta. Ma ci si ammala di questo tipo di paura quando ci si dimentica che Dio non è un vaga divinità ma un Padre che ci ama.
M. Epicoco
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22 Febbraio 2026 Matteo 4, 1-11
Se noi avessimo la facoltà di non peccare
e di vincere tutte le tentazioni di peccato
con le sole forze della nostra volontà,
non avremmo motivo di chiedere a Dio
di non indurci in tentazione».
Sant’Agostino
Nel deserto le maschere non funzionano più, il ruolo sociale, i successi e i traguardi mondani e religiosi, non possono più aiutarci. Non si può più barare. Non resta che l’autosservazione, non resta che auscultare il proprio cuore e inabissarsi nello spazio tra un battito e l’altro nel grande Silenzio per essere ripartoriti.
E. Avveduto
21 Febbraio 2026 Luca 5, 27-32
Il tuo amore è sceso su di me come un dono divino, inatteso, improvviso, dopo tanta stanchezza e disperazione.
Fëdor Dostoevskij
Gesù cerca il peccatore che è in me.
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E lì incarnarsi.
Ermes Ronchi
20 Febbraio 2026 Matteo 9, 14-15
“Tornare all’ essenziale significa domandarci che cosa davvero ci fa vivere.
Significa avere il coraggio di lasciare andare ciò che ci distrae dall’ amore.
Significa riconoscere che non tutto ciò che brilla è luce e che non tutto ciò che riempie sazia il cuore.
Credo che a questo serva il digiuno, che questo tempo ci propone: a ricordarci cosa ci fa vivere davvero
e a verificare quante cose accumuliamo pur di stordirci, di anestetizzarci, di non sentire il vuoto che ci abita.
Digiunare non è mortificarsi, ma liberarsi. E per vivere tutto questo occorre intensificare la preghiera”.
Mimmo Battaglia
Giovanni Nicoli | 13 Marzo 2025