In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».
I discepoli lo seguirono! Qui sta l’inizio di tutto: di ogni sventura e di ogni bellezza. Avviene quando noi coscienti oppure no, decidiamo di seguire il Signore, di diventare suoi discepoli dopo avere ascoltato la sua chiamata.
I discepoli seguirono Lui che era salito sulla barca. Se sali sulla sua barca, sei nella stessa barca, e la sua barca prende sempre il largo. Prende il largo dalle sicurezze della vita; dalle sicurezze parentali, dalle sicurezze dei tuoi compaesani; non sei più sicuro da nessuna parte neppure sul lavoro. Ti abbandonano anche le sicurezze ecclesiali se tu accetti di salire sulla sua barca ascoltando la sua chiamata. La sua barca prende il largo e noi seguiamo colui che non ha neppure dove posare il capo.
Quando si abbandona il porto la tempesta nel mare della vita è assicurata. Noi possiamo scegliere se combattere la tempesta o se stare con Lui. Combattere la tempesta troppo spesso significa allontanarci da Lui, volere fare a meno di Lui, non fidarci del sonno di Gesù.
Ci agitiamo, non dormiamo, ci ribelliamo, diventiamo aggressivi verso tutto e verso tutti. Ci sembra di essere perduti e lo diciamo anche a Lui svegliando il Grande Assente, Colui che sembra stia dormendo mentre il mondo e la chiesa stanno affondando.
È a questo punto che dobbiamo decidere se affidarci totalmente a Lui e continuare a navigare o tornare indietro alla riva sicura lasciando che Lui continui a dormire della grossa, come a noi pare.
Siamo perduti! Non si capisce più niente di questo mondo. Ancor meno capiamo la chiesa che si arrabatta e compie scelte incomprensibili ad ogni uomo dotato di buon senso.
Siamo perduti, svegliati? Non temete, non lasciate cadere le braccia. È il tempo dell’affidamento a me, non temete! Non abbiate paura, abbiate fede!
Fidatevi che al di là di ogni apparenza sono io che conduco la storia. Gli uomini continuano a tracciare righe storte, e sarebbero da prendere a bastonate. Ma non temete, sono io che scrivo la storia al di là di ogni apparenza e so andare diritto anche laddove gli uomini tracciano storto. Non temete, raddrizziamo le vie e riempiamo le valli. Non temete la tempesta, entratevi con fiducia e con gioia, in fondo al tunnel, se ben guardate, c’è la Luce.
Non temete e affidatevi a me, e il vento e il mare si fanno bonaccia, le tempeste che tanto hanno sconvolto i vostri cuori sono da subito sedate.
Non abbiamo paura. È il momento della fede, dell’esaltazione della fede dove io vi dico: si faccia per voi secondo il vostro cuore.
Non temete!
Ciò che importa è il vostro cuore placato, un cuore che accoglie ogni giorno e ogni notte il dono della pace del Risorto. È solo dai vostri cuori placati che si diffondono nel mondo e nelle nostre comunità pace e serenità.
Non temete! Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
La vita si ascolta così come le onde del mare… Le onde montano… crescono… cambiano le cose… Poi, tutto torna come prima… ma non è più la stessa cosa…
Alessandro Baricco
Abbastanza spesso, proprio quando smettiamo di affaccendarci esteriormente,
il nostro cuore comincia a rimbombare come un oceano sferzato da raffiche di vento e noi piombiamo nella paura di noi stessi,
non ci raccapezziamo più, e vorremmo proteggerci senza sapere in che modo,
come se incappassimo nell’occhio di un ciclone, che ci risucchia irresistibilmente nel profondo con sempre maggiore rapidità.
Drewermann
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1 Aprile 2026 Matteo 26, 14-25
Non siamo diversi da Giuda: consegniamo il divino alla religione, non sappiamo guardare nei suoi occhi, non sappiano ospitare i suoi sogni, rifiutiamo il giogo della sua grazia, diffidiamo delle sue vie, non vogliamo accoglierlo dentro la nostra carne, scegliamo di essere polvere tranquilla che diffida del suo alito di vita eterna. Allora lo cediamo al sistema religioso perché se ne prenda cura al posto nostro.
E. Avveduto
Non si tradisce all’improvviso.
Si inizia quando si smette di custodire ciò che conta.
Quando l’amore diventa secondario.
Quando scegliamo noi stessi – la sicurezza, il vantaggio,
la paura – al posto della relazione, della fedeltà, del rischio.
F. Tesser
31 Marzo 2026 Giovanni 13, 21-33.36-38
Giuda, fratello mio…
Ci sono solitudini che fanno rumore.
La tua, Giuda, no.
La tua cade in silenzio, come una moneta sul fondo del mondo.
E io ti penso lì, fratello smarrito, ultimo tra gli ultimi,
con addosso non il peccato — che pure gli uomini adorano contare — ma il dolore.
Quel dolore che spacca il fiato, che toglie il nome alle cose,
che fa della notte una stanza senza porte.
Ti hanno lasciato addosso il marchio del gesto, e si sono dimenticati dell’abisso.
Si sono fermati al bacio, e non hanno visto la ferita.
Hanno contato i denari, e non hanno contato le lacrime.
Ma io, stasera, se potessi, verrei a cercarti.
Non per assolverti come fanno i giusti.
Non per spiegarti, che certe anime non si spiegano.
Solo per sedermi accanto. Solo per dirti: resta.
Ancora un momento. Non andare così lontano dentro il tuo buio.
L. Santopaolo
30 Marzo 2026 Giovanni 12, 1-11
Noi vorremmo provare a entrare in questa settimana Santa accompagnati dal profumo del nardo di Maria, dall’immagine di questo aroma che si espande fino ad arrivare addirittura sotto la croce. Sarà questo il modo migliore per tenere lontane le continue immagini di morte che ci vorrebbero distogliere dal profumo della vita che Cristo ci è venuto a donare con la sua Risurrezione.
Dehoniani
Hanno deciso la tua morte, ma io ti profumo con ciò che fa vivere, l’hai insegnato Tu che l’amore fa esistere.
Tu ci hai riempito d’amore. Ci ami troppo, piccoli e peccatori come siamo, e io ti ricambio con questo troppo di profumo.
Ermes Ronchi
Giovanni Nicoli | 4 Luglio 2023