In quel tempo, essendo Gesù giunto all’altra riva del mare di Tiberiade, nel paese dei Gadareni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada.
Cominciarono a gridare: «Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?».
A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci a pascolare; e i demòni presero a scongiurarlo dicendo: «Se ci scacci, mandaci in quella mandria».
Egli disse loro: «Andate!». Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo nel mare e perì nei flutti.
I mandriani allora fuggirono ed entrati in città raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati.
Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio.
Gesù, con i discepoli, arriva a Gerasa, la moderna Kersa, sull’altra sponda del lago di Tiberiade. Gesù dona senza essere compreso.
Una delle esigenze della vita cristiana è quella della condivisione e del dono. Dona in prestito, dà a chi ti chiede, non rifiutare al bisognoso. Per mettere in pratica queste parole occorre avere fede! Anche tra le persone religiose e tra le istituzioni religiose, quante le mettono in pratica?
Gesù, parola vivente, parla e ci dice questo. Lui parla, noi lo ascoltiamo, ma non se ne fa nulla. La prudenza umana è una delle caratteristiche più demoniache e più difficili da vincere.
La prudenza, non quella virtù che fa parte del bagaglio del cristianesimo e della saggezza umana, ma la prudenza che maschera le nostre paure e il nostro volerci tenere strette le nostre sicurezze.
Gesù incontra i due indemoniati che vivono nella regione dei Gadareni. Gli indemoniati sanno meglio di noi cosa Gesù è venuto a fare. Sanno che loro saranno i primi ad essere rovinati, perché Gesù è venuto a scoperchiare il male e a sconfiggerlo. Noi preferiamo credere ai nostri piccoli ragionamenti, piuttosto che prestare fede alla Parola di Gesù.
La parola di Gesù ci sembra dura, eppure Lui viene per liberarci dai demoni e dal male. C’è un prezzo da pagare, una perdita economica: la mandria che viene persa.
È strano vedere come gli indemoniati siano gli unici, fin all’inizio, che vanno incontro a Gesù. Vanno incontro a Gesù per scongiurare l’incontro con Lui. Come vanno incontro a Gesù gli abitanti di Gerasa. Entrambe non lo vogliono.
Che fai qui – dicono gli indemoniati a Gesù – sei venuto a tormentarci prima del tempo. Gesù risponde guarendoli e facendo perire con loro una mandria di porci – animale immondo e immangiabile -, nel mare – luogo dove il male abita e che Gesù aveva già dominato mettendo a tacere i venti della tempesta che rischiava di ribaltare la barca su cui stavano viaggiando.
Non vi è riconoscenza dell’azione di Gesù, non vi è esultanza per la liberazione portata, anche se a caro prezzo. Gli indemoniati vanno incontro a Gesù e gli dicono che non lo vogliono; i Geraseni escono dalla città e vanno incontro a Gesù pregandolo di andarsene.
Ci vuole fede per compiere certe scelte. È necessario rimanere in contatto con noi stessi senza cercare appoggio dagli altri. Non è una questione di diplomazia e di potere, è questione di cogliere ciò che il Signore ci comunica come bene e, compresolo, compierlo in modo semplice e inesorabile, direi quasi cinico.
Quando si è davanti alla porta dell’avversario demoniaco, non si può cincischiare col pallone con l’avversario, bisogna entrare in porta, è necessario segnare. Se non facciamo questo tutto il lavoro di preparazione, tutta la nostra preghiera, tutta la nostra ricerca di bene, tutto il nostro ascolto della Parola, non andrà a buon fine. Si perderà nelle nostre prudenze e nel nostro buon senso.
Donaci, o Signore, il coraggio di abbracciare con tutto il nostro cuore la tua sapienza, la sapienza del vangelo: follia agli occhi degli uomini!
E ne possa compiere tutti gli insegnamenti.
La vera azione diabolica in noi, è la nostra zona di infedeltà che ancora rimane, che ci insidia costantemente. È quella zona di infedeltà abitata ancora dai demoni, dai porci, che c’è in ciascuno di noi e che deve essere sconfitta dalla Parola.
Fausti
Cristo è la verità che mette a nudo la verità. Gesù pro-voca la nostra libertà, ci fa venire allo scoperto dicendoci: preferisci stare lì a curare i tuoi affari, a fare i tuoi ‘porci comodi’, a vivere nei tuoi sepolcri esistenziali, oppure ti ricordi per ciò che sei fatto, della tua vocazione immensa, ossia diventare umano?
Paolo Scquizzato
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10 Marzo 2026 Matteo 18, 21-35
Il perdono è innanzitutto un dono di Dio: è lui che vuole amarci nel perdono.
Il perdono che lui esprime per noi, lo ha espresso sulla Croce.
Nel Cristo Crocifisso i nostri peccati sono già tutti perdonati.
Il primo gesto che noi siamo chiamati a compiere è quello di accoglienza di questo perdono.
PG
“Il Giusto, del quale a Pasqua si celebra la resurrezione, è colui che, asimmetricamente, restaura la reciprocità, risponde all’odio con l’amore, offre il perdono a chi non lo domanda”.
Francis Jacques
9 Marzo 2026 Luca 4, 24-30
Le chiusure mentali più difficili da demolire ce le hanno coloro che pensano di essere i più vicini, cioè quelli che pensano di aver capito tutto e di avere tutto sotto controllo. A una persona che è convinta non si riesce nemmeno a parlarle fino in fondo perché il suo ascolto è occluso dalla sua convinzione.
M. Epicoco
Il ritenere tutto come ovvio finisce per non far riconoscere ciò che di diverso pure sta già germogliando, la familiarità finisce per dare tutto per scontato, l’abitudine finisce per leggere ogni cosa solo come stanca ripetizione di un passato senza sbocchi.
A. Savone
8 Marzo 2026 Giovanni 4, 5-42
Ti ho fatto per me.
In te ho posta una sete che parla di me.
Se la segui essa porta a me.
Ma tu non la vedi e non la senti.
Perchè il mondo ha provato a cambiarla, a rimuoverla, a cancellarla.
Ora hai sete di odio, di guerre, di potere, di successo e di denaro.
Per questo la sete di me ora dorme e tace in te.
Sei un girovago di pozzi in cerca di un’acqua che non disseta.
Avrai sempre sete fin quando non troverai me.
Nessuno può cancellare questa sete che io ho posta in te.
Prima o poi la intercetterai.
Te ne accorgerai.
E allora sarai stanco di girovagare per pozzi la cui acqua non sazia.
Io, invece, ti aspetterò al pozzo d Sicar.
Porterai la tua brocca e io ti darò l’acqua che non cercavi.
Risveglierò in te la sete che non provavi.
Perchè io ti ho fatto per me.
E nulla potrà darti ciò che solo io posso darti.
Il tuo cuore è un abisso.
Lo so bene perchè l’ho fatto io.
E io ci sono dentro.
Ora tocca a te rientrarvi.
Il pozzo sei tu.
Sei il pozzo ma non il fondo
Perchè il fondo sono io.
Da lì ti guardo.
Lì ti aspetto.
Tu sei la brocca e non l’acqua.
Perchè l’acqua sono io.
Berrai e sarai sazio.
Io in te e tu in me.
M. Illiceto
Giovanni Nicoli | 5 Luglio 2023