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Sangue ed acqua

da | 3 Luglio 2020 | Approfondimenti, Dentro il Vangelo

Tutto finisce lì, tutto parte da lì.
Dal  vangelo di Giovanni, 19,33-34: “Giunti (i soldati) a Gesù, lo videro già morto, e non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua”.

Nella rilettura di questo brano evangelico abbiamo espresso da tempo più considerazioni, interpretazioni, … penso siano nate letture, certo ispirate, ma che forse ci hanno distolto dalla concretezza di quel “evento” storico così umano e divino insieme, che non è solo “simbolo” artificioso, messaggio da decifrare, ma fonte storica concreta della Vita donata del tutto.
Da qui nasce una spiritualità che non è solo “devozione”.

“La morte sopravvenne a causa della rottura del muscolo del cuore a seguito di un arresto cardiaco. Questo, a sua volta, avrebbe causato una massiccia emorragia del pericardio (circa 2 litri di sangue), e quindi nei polmoni, causando un emopericardio. Poco dopo la morte, il pericardio avrebbe visto dividersi i globuli rossi (accumulo nella parte inferiore della cavità pleurica) dal plasma sanguigno (che rimane nella parte superiore). Quando il suo petto fu trafitto dalla lancia del centurione, uscirono i due liquidi, prima i globuli rossi, poi il plasma sanguigno. La ferita sulla parte destra del costato di Gesù risulta essere un pollice di larghezza e uno e tre quarti di lunghezza.”

Ho trovato questa lettura “medica” in “La Passione di Cristo come descritta dall’immagine sindonica“. L’ho riportata per ricordare a me stesso che non stiamo parlando solo di emozioni, di sentimenti, … qui c’è la passione di tutta la Vita.

uscirono sangue e acqua
Argomenti: Cuore | Gesù | Spiritualità | Vangelo
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