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Siamo come acqua

da | 16 Giugno 2020 | Testimonianze

Nel tempo libero ci sono parecchie cose che mi piace fare: leggere, recitare poesie o raccontare storie, scrivere, ascoltare musica e cantare, incontrare persone, sognare piccole grandi imprese e realizzarle coinvolgendo altri e stare in mezzo alla natura, in particolare vicino ai corsi d’acqua, che mi aiutano a rilassarmi, donandomi serenità e pace.
Durante la pandemia ho avuto modo di leggere parecchio e soprattutto di imbattermi in nuovi autori che mi hanno ispirato a aiutato molto in questo periodo così strano e difficile.
Ma appena è stato possibile uscire, in una giornata di sole, mi son recata in riva al Brembo e ho trascorso un’ora intensa e ricca di riflessioni suggerite dal suo scorrere.
In un precedente articolo scrivevo di come ciascuno di noi è sia visivo, che auditivo che cinestetico. Immersi nella natura i nostri sensi vengono tutti sollecitati.
Guardavo il colore dell’acqua del fiume, che sembrava mutare a seconda delle cose che rifletteva: l’azzurro del cielo o il verde delle fronde, nei punti in cui alcuni alberi sembravano piegarsi coi loro rami sulle sponde.
A tratti era limpida e cristallina, così “leggera”, che si vedevano i sassi sul fondo; in altri punti sembrava più densa, fangosa.
Ho immerso una mano. Era freddissima, ma ho pensato a quanto più fredda doveva essere alla sorgente!
Infine ne sentivo il rumore, quando allegra si infrangeva sui sassi e percepivo il suo silenzioso sereno scorrere, quando non trovava ostacoli sul suo cammino.
E riflettevo su come l’acqua del fiume corra sempre avanti: essa non torna mai indietro, non è mai sempre la stessa, si lascia alle spalle il tratto di letto percorso per andare a riversarsi là dove è attesa, tra le onde del mare.

Anche noi siamo come acqua.

Non c’è un momento in cui siamo uguali a quello precedente. Il nostro fare esperienze, il nostro incontrare gli altri, il nostro “scorrere” la vita nel tempo e nello spazio ci trasformano, se ci lasciamo mettere in movimento da ciò che accade dentro e fuori di noi.
Anche noi corriamo sempre avanti, ma al contempo, a differenza del fiume, noi possiamo voltarci indietro e fare tesoro di ciò che abbiamo imparato. E soprattutto, pur guardando al Mare che ci attende, possiamo ricordare e ritrovare in noi la Sorgente che ci ha generato. E chi lo dice che Sorgente e Mare nel nostro caso non siano la stessa cosa?
Tantissimi anni fa mi è stato regalato uno di quei mini libretti augurali delle Paoline. Lo conservo ancora. Non ricordo il titolo né la tematica generale, ma ho davanti agli occhi l’immagine di una delle mie pagine preferite e la frase che l’accompagna: “L’acqua corre, corre, dimenticando i sassi che le fanno da ostacolo, distaccata, protesa, ridente, sotto il cielo di Dio”.
“E’ proprio così!”, mi sono detta osservando ancora una volta il fiume.
L’acqua va dove vuole andare e niente le si può opporre. Se trova una pietra che ostacola il suo percorso, le gira attorno, si crea un varco, trova la strada per proseguire.
E quand’anche rimane intrappolata, essa è paziente: scava la roccia, la consuma fino a liberarsi.

Anche noi siamo come acqua,

quando non ci intestardiamo a proseguire su una strada pur sapendo che non ci porta là dove siamo attesi, quando non malediciamo l’universo per le rocce, gli ostacoli che incontriamo nel nostro scorrere, ma reagiamo con creatività davanti ai problemi e troviamo nuove vie per essere ciò che siamo chiamati ad essere, quando con costanza sperimentiamo, sbagliamo e sperimentiamo ancora.
Mentre ero lì in riva al Brembo, mi è sembrato di vedere qualcosa, un guizzo. E con la mente sono tornata a quando da piccola andavo a pescare sul fiume con mio papà. Quanta vita! Non solo dentro l’acqua, che ospitava, oltre alle classicissime alborelle, anche pesci persici, carpe, tinche e trote che talvolta vedevamo saltare, ma anche lungo l’argine, rigoglioso in pioppi, salici e querce. Per non parlare delle anatre, che ogni tanto facevano capolino sole o con i loro piccoli e dei martin pescatori, nei loro vivacissimi colori, velocissimi a catturare le loro prede.
Lao Tzu diceva: “Il bene più sommo è come l’acqua. L’acqua dona la vita a innumerevoli cose, e ciò non le costa sforzo alcuno”.
Non esiste vita senza acqua. E non c’è niente di più semplice e bello che mettere le mani a coppa per abbeverarsi ad una fonte fresca.
E ciononostante l’acqua può anche far male; a seconda del suo stato, può ustionarci o congelaci e nel caso di fiumi in piena, che esondano o straripano, può colpire con violenza tale da abbattere qualsiasi costruzione umana.

Serenamente contemplava la corrente del fiume; mai un’acqua gli era tanto piaciuta come questa, mai aveva sentito così forti e così belli la voce e il significato dell’acqua che passa. Gli pareva che il fiume avesse qualcosa di speciale da dirgli, qualcosa ch’egli non sapeva ancora, qualcosa che aspettava proprio lui

Hermann Hesse

“Acqua di monte, acqua di fonte,
acqua piovana, acqua sovrana,
acqua che odo, acqua che lodo,
acqua che squilli, acqua che brilli,
acqua che canti e piangi,
acqua che ridi e muggi,
tu sei la vita
e sempre fuggi.”

Gabriele D’Annunzio

il sacro cuore indica il centro di tutto
Argomenti: Acqua | Vita
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