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silenzio … INVISIBILE

È stato domenica nel pomeriggio … ascoltando (video sotto). Il silenzio, proprio nel canto, ha prevalso e ha fatto andare oltre, oltre l’invisibile, oltre le parole, oltre …

E poi lunedì leggo un articolo sull’educare a questo ascolto interiore che mi ha ulteriormente aperto il cuore:
“La conversazione interiore è lo spazio in cui diventiamo autonomi, dove ripariamo i conflitti, dove possiamo accogliere il male, il dolore, la tristezza, la paura, scoprendo che siamo noi a viverli e possiamo sempre decidere cosa farne. Educare è rafforzare questo «io» che sta oltre tutte le voci e resta capace di libertà, di entusiasmo, di gioia. Nella vita quotidiana ci sono oasi per la conversazione interiore. Per esempio gli amici veri, che sanno portarci nella stanza del silenzio quando ci aiutano a dire a noi stessi ciò che non riusciamo a dirci da soli. Poi c’è la lettura, che avvia il dialogo tra le voci di autori/personaggi e la nostra, tanto che a volte ci sentiamo capiti: facciamo le «orecchie» alle pagine che ci «ascoltano» di più. C’è la preghiera, dialogo interiore nel quale l’io scopre la presenza continua di un tu amante «più intimo a me di me stesso», come scrisse Agostino di Dio nel suo capolavoro di conversazione interiore che sono le Confessioni. C’è la notte, troppo spesso ritagliata o trasformata in giorno da luci e voci, necessaria invece al vitale silenzio del corpo che è il sonno e la sua conversazione fatta di sogni. Senza silenzio perdiamo l’equilibrio, che nel corpo è affidato proprio all’orecchio: stiamo in piedi grazie al cosiddetto labirinto, che, danneggiato, provoca le vertigini e la nausea della labirintite.”
(Alessandro D’Avenia – L’equilibrio è nelle orecchie – Corriere della Sera – 22 ottobre 2018)

E quanto ancora occorre andare oltre, nel silenzio, per trovare la gioia della Vita?

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