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Tutto il bello che c’e’

da | 18 Marzo 2021 | Un libro per te

Il testo “Tutto il bello che c’è” narra in prima persona del tremendo terremoto che ha duramente colpito la città di Amatrice il 24 agosto 2016, con gli occhi dell’autore, Claudio Leonetti, che perde sotto le macerie gli affetti più cari: la mamma, il padre, la sorella e il suo grande amore, Anna.

Il testo procede su due binari paralleli; uno dove l’autore racconta quello che vede, farcendo tutto di strazianti dettagli.

Dall’altra l’oggettiva considerazione e relativa presa di coscienza dei fatti accaduti, accompagnata da profonde riflessioni.

E’ questo un libro che ho letto in pochissimo tempo: mi hanno sempre attirato le persone che sanno vedere il bello nonostante tutto, proprio come dice Giordano Tomasoni, atleta paraolimpico di Castione, che scrive: “Essere felici, voce del verbo nonostante tutto”.
Sì, Claudio intitola il suo libro “tutto il bello che c’è” (nonostante tutto, aggiungo io….)

Occorrono occhi e occhiali nuovi per vedere il bello anche dentro una tragedia. Occorre salire in alto, sopra le nuvole, per vedere il sole in una giornata di pioggia.

E’ un dono che pochi hanno.
E’ quello che ha fatto Claudio: è salito in alto e dall’alto ha saputo guardare in faccia il buio e lo sgomento che erano entrati in casa sua.

Scrive Claudio:

“Bisogna avere piena coscienza della bellezza della vita e del suo inevitabile e necessario carattere mutevole.
Perché cresciamo? Perché nasciamo senza saper dire una parola e riusciamo a diventare avvocati? Perché dal gattonare riusciamo a correre a perdifiato?
S
emplice: c’è qualche cosa che cambia…”

Visto sotto questo punto di vista sembrerebbe che il cambiamento sia una cosa esclusivamente positiva, che ci migliora. Ed è così!
Se ognuno di noi volta le spalle a guardare il passato si accorge, con grande stupore, di quanta strada ha percorso: quanti passi in avanti.
E lo stupore genera gioia e meraviglia.
Anche la morte è cambiamento, quindi genera infinito e oltrepassa la nostra volontà; e quando la si vede con gli occhi della comprensione, dentro l’ottica dell’accettazione che siamo realtà in continuo cambiamento, allora si diventa piccoli e stupiti, come quando ci si ferma a guardare la neve che scende da un cielo infinito.
Claudio un giorno ha sperimentato, nella sua giovane età di studente universitario e di giovane contento e innamorato, che non esiste solo la luce: esistono periodi difficili della nostra vita nei quali si fa esperienza di buio, di molto buio.

“Non dobbiamo tentare di allontanare questi momenti bui o di non pensarci; dobbiamo invece attraversarli se vogliamo crescere”
“Il dolore arriva, e quando ciò accade, si fa avanti distruggendo tutto ciò che incontra sulla sua strada. Dobbiamo fare amicizia con lui, perché ha in sé un’energia talmente grande che tentare di sconfiggerla sarebbe assurdo; è senz’altro migliore l’idea di fare nostra quell’energia, e diventare invincibili. Non dategliela vinta neanche un momento. Prendete coscienza che ci sarà da stringere i pugni quando è lui a gestire i giochi, ma sbrigatevi, tornate in voi e ristabilite i ruoli. Non possiamo pensare di limitare la nostra unica vita alla rassegnazione a causa di un evento anche se tragico e incomprensibile….”

 Nelle ultime pagine del suo libro, Claudio dedica qualche pensiero alla vita!
Dopo un’esperienza di morte parla della bellezza della vita.

Leggo a pagina 89:

Io credo che finchè saremo in grado di soffrire e di essere felici la vita si compirà. Ciò che accade è il compimento di azioni disegnate già: nulla accade per caso.
Io credo che la qualità di ogni credente, e il credente va oltre ogni singola religione, è quella di avere fiducia in ogni cosa che accade nella vita.”

Claudio conclude il suo libro lasciando ai lettori alcuni consigli:

Vi invito caldamente ad andare a letto la sera solo dopo aver riportato ogni rapporto al “ti voglio bene” e al “ti amo”. Non addormentatevi mai con l’asprezza di un litigio non sistemato, con brutte parole dalla bocca e nella mente. Amate tutto ciò che avete, ma discostatevi dalla materialità. Le cose devono essere nient’altro che degli strumenti da utilizzare. Ricordatevi costantemente che, come diceva Vecchioni, abbiamo la consistenza lieve delle foglie e che il vento ci può cogliere in qualunque momento. La vita è un’opportunità immensamente grande. Girate il mondo, guardate i fiori, vivete sempre di un frizzante brio. Uscite, aprite gli occhi e fatevi travolgere da quel vento che toglie il fiato. La vita. Ma soprattutto, non stancatevi mai di apprezzare tutto il bello che c’è”.

Grazie Claudio!

Bortolo Palamini (Parre – BG)

Argomenti: Bellezza | Felicità | Speranza | Vita
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