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Una relazione inedita

da | 31 Gennaio 2021 | Approfondimenti

Giovanni 2,1-12

Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.  Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino».  E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora».  Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».  Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri.  E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo.  Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto ». Ed essi gliene portarono.  Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo   e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».   Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.   Dopo questo fatto scese a Cafàrnao, insieme a sua madre, ai suoi fratelli e ai suoi discepoli. Là rimasero pochi giorni.

Gesù ci chiede di lasciarci coinvolgere con lui, diventando il luogo e gli strumenti della manifestazione del suo amore.
Le nostre possibilità vengono dal suo dono.
Si tratta di partire, di uscire incontro a lui che ci sfida a lasciare quello che già conosciamo.
La fede è dono di alleanza e insieme ingresso nel futuro che Dio ci apre…

Giovanni 2,1-12

Commento di padre Gian Paolo Carminati scj

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Le nozze di Cana di Arcabas

Arcabas, pseudonimo di Jean-Marie Pirot (1926 – 2018)
considerato il “padre” dell’arte sacra nel ‘900

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