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Volontari miracoli

da | 14 Marzo 2019 | Approfondimenti, Dentro il Vangelo

Il volontario … fa miracoli !

   “Grazie!” Ho detto ad una persona tempo fa per un suo bell’impegno di servizio … “Le grazie le fa la Madonna!” Mi ha risposto, con un misto di umiltà e di incoscienza: per lui quasi una cosa IN.VOLONTARIA quel suo donarsi.
   IN.VOLONTARIO è pure la nuova serie di storie web (MTV le pubblica su YouTube) di volontariato che vede un inconsapevole giovane coinvolto in situazioni di servizio dove lui in effetti non sa quello che sta facendo, si trova lì per altri interessi … eppure serve. Il video, la serie di video, a mio parere mette in evidenza come può succedere di essere volontari … ma In.Volontari. Ma questo è possibile? Possiamo presentarci sulla scena della gratuità, del no.profit, così come mi viene? Oppure c’è modo e tempo di rifletterci su, per capire meglio come siamo messi, chi siamo lì in quella situazione, per non far male a se stessi (false attese, pretese, gelosie, scoraggiamento, …) e agli altri (non attenzione ai veri bisogni e ai valori che la persona mi sta chiedendo/mostrando, …) ?

   Possiamo già dire, confermare da subito, che essere volontario, capace di dono di sé, è costitutivo dal punto di vista umano e ancor più possiamo dire dal punto di vista del nostro essere figli di Dio (a sua immagine).

   Una prima attenzione alla sua condizione sociale (nel senso di identità riconosciuta socialmente) oggi.
Ormai il volontariato ha il suo volto giuridico in Italia con il decreto legislativo degli Enti del Terzo Settore.
Il volontariato o meglio il volontario viene riconosciuto per la sua importanza dentro questa nostra società italiana che sta soffrendo un sistema economico globale dove sembra prevalere esclusivamente la legge del mercato. Sappiamo poi che non è così perché c’è un economia sommersa (e qui si potrebbe tirare in ballo anche l’economia di Dio, la cosiddetta “economia della salvezza”) …
In Italia, con la decreto ETS, possiamo parlare di “no profit” in forma “legalizzata”.
C’è un passaggio significativo e davvero unico del decreto legge che dice che il volontario è la persona, in quanto tale, è un suo diritto e dovere riconosciuto, ancor prima di essere parte di un’associazione.
Cito (art.17, II comma, Decreto legislativo n.117 del 2017):
“Il volontario è una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà”.
Ognuno in proprio, è proprio, volontario, nella radice del suo esserci.
Ci è comprensibile questa grande cosa?
Essere volontari non è per pochi eletti, i super eroi del donarsi oggi, quelli dell’impegno per l’altro come occupazione specializzata e accessoriata, …
Le immagini credo più belle che ci vengono dal quotidiano e semplice donarsi ci portano alla concretezza del volontario della porta accanto (come direbbe, parafrasandolo, Papa Francesco presentando il santo oggi). E immagini così hanno segnato anche la nostra capacità di essere volontar noi.

   Il volontario non si lamenta (siete concordi?) ma è lì per dare la vita, almeno parte della sua esistenza, facendo intravedere un modo di stare dentro la situazione, bisogno che sia, in maniera direi “creativa”.
Non c’è possibilità di gioia per nessuno, e in particolare per il volontario, se non siamo capaci di vedere e di sentire apprezzamento e gratitudine per le meraviglie del quotidiano servire.
Ma occorre accorgersene …
Come può accedere? Non è il volontario e il suo essere lì, lì sul posto, a determinare il risultato positivo della storia. Non è lui, non sono io volontario, la “salvezza”. Ma si compie anche attraverso di me ciò che cambia e rende umano il presente.
Possiamo (dovremmo) liberarci dalla giustificazione, dalla compiacenza, dall’auto compiacimento, dalla paura, … insomma da quanto ci concentra su di noi per vivere la bellezza di quanto accade.
Se riusciamo a cogliere questo possiamo meglio comprendere la vocazione che coinvolge ciascuno di noi in un progetto salvifico più grande di noi che è già in atto … chiamiamolo come diceva Gesù “Regno di Dio”, è una bella espressione valida anche oggi che parla già da subito di un potere che non è umano, più grande della capacità dell’uomo di costruirsi un futuro …
Volontario si è a partire dalla fiducia, chiamiamola anche fede, nell’altro (la persona che mi incontra) e nell’Altro (inteso come Dio che cerco a cui mi affido) …
I gesti e le parole del volontario ci sono, sono posti, perché ha fede. O non è così?

   Allora non sono io che faccio miracoli ma è la Vita che mi fa partecipe del miracolo in cui credo. Dobbiamo ricordarci (!) di meravigliarci … Il nostro dono, quanto faccio come volontario, mi supera, è più grande di me. Posso ben dire che è Dio che agisce con me, meglio io che agisco con Lui. Scopro che Dio abita la mia, la nostra, storia quotidiana. Riesco a vedere, leggere, i segni del suo Regno? Ci può aiutare a vedere il mio operare come volontario e Dio che agisce insieme e oltre l’attesa/risposta al bisogno un brano del Vangelo che certo conosciamo.

Testi dei 3 vangeli sinottici … con varianti:

Vangelo di Matteo (Mt 9, 1-8)
   Salito su una barca, passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Vangelo di Marco (Mc 2, 1-12)
   Entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Vangelo di Luca (Lc 5, 17-26)
   Un giorno stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio. Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

   I famosi 4 (come i fantastici 4?) (che “credono” e Gesù “vedendo la loro fede” agisce) che portano il malato da Gesù calandolo dal tetto … (anche se Matteo non parla di questo “sforzo” dall’alto dei portatori) Si aspettavano una soluzione convinti che il Maestro di sicuro può guarire fisicamente … Si trovano ad ascoltare, immagino anche loro perplessi ma non dicono nulla (tipico del volontario che “ditemi cosa c’è da fare e io lo faccio, e va bene così”), quello che Gesù dice: “i tuoi peccati sono perdonati”! Che può importare dei “peccati” quando uno è paralitico? Strano davvero questo Gesù che fa miracoli … è questo il “miracolo”? Chi può perdonare i “peccati”? È opera del volontariato gratuito di Dio, opera della sua grazia. È questo il miracolo più grande a cui i 4 “volontari della sofferenza” partecipano: la serenità, la gioia, ritrovata di essere rinati ad una esistenza finalmente libera non solo da vincoli fisici ma soprattutto da impedimenti alla libertà di amare … In questo miracolo si manifesta il volto di Dio che non è solo medico dei corpi (degli inceppamenti meccanici del fisico umano), Lui può, ma di più è Colui che perdona e rigenera (rimette in circolo l’energia dell’amore dentro l’umano) in questa grazia che ci porta oltre, che è, ripetiamolo, solo sua.

   “Ogni fatto della vita è suscettibile di un significato salvifico, che è grazia, e manifesta l’irruzione di Dio in quel fatto”. Parole di Papa Francesco rivolte ai giovani invitandoli a fare discernimento (parola grossa che indica l’andare in profondità, dentro, le situazioni, gli eventi, e trovare … ciò che è più prezioso per vivere e scegliere di vivere). Per struttura mentale leggiamo/vediamo la realtà fisica come quella “reale” … poi ci accorgiamo che c’è di più (Qualcuno accende la Luce?) e allora ci stupiamo di noi e della storia in cui siamo.

   C’è un racconto del Talmud che mi sembra assai interessante in proposito.
“Un giorno un “pagano” si mise a discutere con un rabbino sulla creazione.
Per prima cosa il pagano chiese: Se Dio ama i poveri, perché non li sostenta lui?
Il rabbino rispose che il desiderio di Dio è quello di associare a Lui l’uomo e la donna nel perfezionamento della società e diventare così partner di Dio nella creazione.
Allora il “pagano” volle porre una domanda ancora più insidiosa:
Quali sono le opere migliori: le opere di Dio o le opere dell’uomo e della donna?
Il rabbino sorprendentemente rispose: Le opere dell’uomo e della donna.
Ma il “pagano” riprese puntando lo sguardo sul Migliore: Osserva le stelle nel cielo!
Al che il rabbino rispose: Guarda il grano questo è un lavoro divino. Guarda il pane, questo è il lavoro dell’uomo. La vera perfezione si ottiene soltanto quando l’uomo e la donna associano i loro sforzi con l’opera divina diventando in tal modo un partner con Dio nella creazione.”

   Siamo accompagnati dalla grazia. Ancor più siamo dentro la Grazia. Credere è questo e chi ha fede benedice sempre … e fa miracoli. Essere fatti a immagine di Dio si traduce nella potenzialità in ognuno di noi di valorizzare quella bellezza che porta in sé. Nella grazia siamo chiamati a dare il meglio di noi … a fare, con Dio, anche miracoli.

Condividiamo, proviamoci, i miracoli a cui assistiamo (ci è chiaro ora che non siamo noi a produrli), quel miracolo in particolare, a cui abbiamo partecipato, eravamo lì anche noi, è stato qualcosa di straordinario rispetto a quello che stavamo facendo noi ….

il paralitico calato dal tetto da 4 volontari

Argomenti: Vangelo | Vita
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